Il parere di Axiante

Risponde Romeo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di Axiante

Autore: Redazione ImpresaCity

Quali saranno le priorità IT delle aziende italiane nel 2026 in termini di tecnologie (AI, cloud, sicurezza e modernizzazione delle infrastrutture)?

Al di là del fenomeno della Repatriation, nel 2026 la migrazione dei dati verso il cloud continuerà spinta dalla penetrazione sempre più ampia degli strumenti AI e machine learning e dalla loro costante evoluzione. Questa crescita, tuttavia, porta con sé sfide significative: l’aumento delle risorse necessarie, una pressione crescente sui costi operativi e una maggiore esposizione al rischio che eventuali difetti presenti nei dati si propaghino rapidamente lungo tutte le pipeline applicative. In un contesto così dinamico, affidarsi a modelli reattivi di gestione dei dati non è più sufficiente, perché significa intervenire in ritardo, con un impatto rilevante sia sulla qualità dei dataset che sui processi.

Diventa quindi fondamentale adottare un approccio proattivo di Master Data Management, capace di monitorare e analizzare i dati in tempo reale e individuare tempestivamente anomalie e incoerenze, ma anche anticipare il loro decadimento attraverso modelli predittivi e utilizzare tecniche di matching intelligenti per prevenire duplicazioni e disallineamenti. L’obiettivo non è più soltanto correggere gli errori, ma costruire un ecosistema informativo che riduca da un lato la probabilità stessa che tali errori si presentino e, dall’altro, i tempi di elaborazione, e, di conseguenza, i costi operativi. Dati accurati e processi automatizzati permettono infatti di eliminare attività di verifica e correzione.

In che modo le vostre soluzioni aiuteranno le aziende italiane ad affrontare al meglio lo scenario tecnologico e di mercato?

In questo scenario Axiante vuole accompagnare le imprese in una transizione che richiede competenze metodologiche, capacità tecnologiche e una visione strutturata della governance dei dati. La crescita del cloud prevista per il 2026, con il conseguente aumento dei costi legati a storage, elaborazioni e orchestrazioni, rafforza infatti l’esigenza di un supporto che aiuti le organizzazioni a ottimizzare ciò che già esiste e a progettare in maniera più efficiente ciò che dovrà essere realizzato.

In particolare, Axiante è in grado di supportare le aziende che hanno già migrato i propri dati sul cloud, nell’analisi delle architetture esistenti, nella revisione delle pipeline e dei processi di integrazione, nell’individuazione di ridondanze e inefficienze, con l’obiettivo di ridurre tempi e consumi e conseguentemente contenere i costi operativi abbracciando una logica di governance e non solo tecnica.

Per le imprese che invece stanno avviando nuovi progetti, Axiante può mettere a disposizione analisi preliminari che consentano di valutare in anticipo potenzialità e criticità, comprendere la qualità e il comportamento dei dati, individuare le dipendenze applicative e definire un perimetro progettuale solido e realistico. Prepararsi in questa fase significa ridurre l’incertezza, evitare sorprese lungo il percorso, accelerare l’implementazione e massimizzare il ROI di questo tipo d’investimento.


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