Risponde Patrizio Rinaldi, Director, Solution Consulting di ServiceNow Italia
Autore: Redazione ImpresaCity
Non è certo un segreto che, nei prossimi mesi, le priorità IT delle aziende italiane, e non solo, saranno influenzate dalla necessità di trasformare gli investimenti nell’AI agentica in valore concreto e misurabile per il business.
In ogni organizzazione, l’adozione di soluzioni di AI agentica autonoma rappresenta il tavolo di lavoro più rilevante del momento, non solo in ambito IT, in quanto consente di ottimizzare i processi, ridurre i rischi operativi e accelerare la delivery dei servizi digitali. Il livello di maturità raggiunto oggi da modelli, piattaforme, orchestratori e protocolli di interazione rende sempre più realistici questi scenari. In questo contesto, il paradigma dell’Autonomous IT emerge come una delle risposte più pragmatiche alle esigenze odierne: sistemi in grado di autogestirsi, apprendere dai dati e adattarsi in tempo reale, liberando risorse e competenze da dedicare ad attività a maggior valore aggiunto.
Un elemento chiave di questa evoluzione è la governance. La capacità delle organizzazioni di governare in modo strutturato le iniziative di AI farà la differenza tra sperimentazione e reale creazione di valore. È in questa direzione che ServiceNow mette a disposizione soluzioni come l’AI Control Tower, progettata per governare, monitorare e orchestrare l’intero ciclo di vita delle soluzioni di intelligenza artificiale: dalla prototipazione alla messa in produzione, fino all’utilizzo operativo. Il tutto garantendo conformità normativa, in particolare rispetto a framework come AI Act, DORA e NIS2, e una gestione proattiva del rischio. Non a caso, secondo il report ServiceNow “The AI Implementation Index 2025”, le aziende che hanno adottato una governance strutturata dell’AI hanno registrato un miglioramento significativo (30%) dell’efficienza operativa e una maggiore capacità di risposta alle richieste di auditor e stakeholder.
Le soluzioni ServiceNow sono pensate per accompagnare le organizzazioni lungo questo percorso di trasformazione. La piattaforma integra automazione intelligente, sicurezza by design e, soprattutto, la possibilità di sviluppare applicazioni e interfacce utente senza scrivere codice grazie a Build Agent, l’approccio noto anche come Vibe Coding. Questo modello crea un ponte fondamentale tra IT e utenti finali, democratizzando l’innovazione e permettendo a un numero sempre maggiore di persone di contribuire attivamente alla digitalizzazione dei processi. In pratica, Build Agent consente di trasformare idee e bisogni in applicazioni concrete, abbattendo le barriere tecniche e accelerando drasticamente il time-to-value.
In sintesi, il 2026 vedrà le aziende italiane chiamate a coniugare innovazione tecnologica, autonomia operativa e responsabilità. Chi saprà sfruttare appieno le potenzialità delle piattaforme AI come ServiceNow, supportato da strumenti di governance come l’AI Control Tower e da soluzioni low-code/no-code come Build Agent, potrà trasformare la tecnologia in un vero vantaggio competitivo, minimizzando i rischi e massimizzando la capacità di adattamento alle sfide del mercato.