Per Forrester Research l'AI sarà responsabile solo del 6% dei licenziamenti nei prossimi cinque anni. Ma questo non vuol dire che il mondo del lavoro non stia cambiando.
Autore: Redazione ImpresaCity
La "AI job apocalypse"? Almeno per qualche tempo, è solo uno dei tanti frutti dell'hype sull'AI: è certamente vero che le nuove tecnologie di Intelligenza Artificiale avranno un impatto sul mondo del lavoro, ma sarà modesto. Ad affermarlo sono gli analisti di Forrester Research, secondo cui da qui al 2030 l'AI sarà responsabile solo del 6,1% del totale dei licenziamenti negli Stati Uniti. Intendiamoci, in valore assoluto non è poco - sono circa dieci milioni di posti di lavoro - ma non è certo l'Apocalisse lavorativa che molti hanno previsto.
Ma allora, tutti i tagli di personale che le grandi aziende, anche dell'IT, stanno facendo attribuendoli alla maggiore efficienza portata dall'AI? La maggior parte dei licenziamenti - spiega J.P. Gownder, VP, Principal Analyst di Forrester, "sono legati a ragioni finanziarie e l'AI è solo il capro espiatorio, almeno per ora". Come fa Forrester a capirlo, lo spiega ancora Gownder: quando gli analisti chiedono ai manager delle aziende che fanno tagli se abbiano un'applicazione di AI matura e collaudata, pronta a sostituire i psti di lavoro tagliati, "nove volte su dieci la risposta è no, e non hanno nemmeno iniziato" a crearla o implementarla.
Questo "AI washing" dei licenziamenti non nasconde però che l'Intelligenza Artificiale, e in particolare la GenAI, il suo ruolo in azienda se lo sta già ritagliando come fattore di "augmentation" per i dipendenti. Forrester stima in tal senso che il 20% dei posti di lavoro (statunitensi, ma la previsione ha un significato anche più generale) sarà interessato, nei prossimi cinque anni, da qualche tipo di "potenziamento" via AI.
Il potenziamento a cui Forrester fa riferimento è essenzialmente una forma di automazione software. Sempre secondo Gownder "l'AI conquisterà un numero crescente di workflow e task, ma workflow e task non sono posti di lavoro". La distinzione appare sottile ma è sostanziale, perché la sua conseguenza è importante: i più colpiti dall'avvento dell'AI saranno coloro il cui lavoro è fatto da compiti facilmente automatizzabili via software.
L'atteso arrivo delle applicazioni di AI agentica accelererà questa dinamica, perché si prevede che i nuovi agenti AI saranno più efficaci, rispetto ai più semplici moduli di automazione software e GenAI, nello svolgere compiti specifici ed articolati. Di conseguenza, avvisa Forrester, sebbene i posti di lavoro persi causa AI saranno in percentuale pochi rispetto al totale, questi tagli saranno strutturali e permamenti: è proprio il modo di lavorare che sta cambiando.
Quello che Forrester descrive è per ora, e per la maggior parte dei ruoli aziendali, un futuro in cui il personale umano resta protagonista e l'Intelligenza Artificiale assume un ruolo di crescente affiancamento e supporto. Per questo gli analisti indicano alle imprese che possono trarre il massimo valore dei loro investimenti in AI solo se investono anche in formazione mirata dei loro dipendenti. Ciò per aiutarli a usare l'Intelligenza Artificiale come strumento per aumentare la loro produttività e, più in generale, lavorare meglio.