Il settore finisce l'anno accelerando e sfiora i 280 milioni di unità consegnate. Per il 2026 resta il dubbio della penuria - e dei prezzi - di RAM e storage.
Autore: Redazione ImpresaCity
Il mercato PC ha chiuso bene il 2025, secondo quanto indicano le analisi di Omdia. Le consegne totali di desktop, notebook e workstation nel quarto trimestre del 2025 sono cresciute del 10,1% anno su anno, raggiungendo i 75 milioni di unità. Per l'intero anno 2025 parliamo di qualcosa come 279,5 milioni di unità consegnate, cifra che rappresenta un aumento del 9,2% rispetto ai volumi del 2024.
Le consegne di notebook (comprese le workstation) hanno raggiunto i 58,6 milioni di unità nel quarto trimestre e i 220,4 milioni di unità nell'intero anno, registrando una crescita dell'8% rispetto al 2024. Le consegne di desktop (sempre comprese le workstation) nel quarto trimestre si sono attestate a 16,2 milioni di unità, portando il volume totale del 2025 a 59 milioni di unità, con un aumento del 14,4% rispetto all'anno precedente.
Sono certamente cifre confortanti, che hanno riportato il mercato a superare i livelli pre-pandemia. I picchi del periodo del remote working obbligato restano ovviamente superiori, ma il 2025 appare complessivamente come un buon punto di partenza per il tanto atteso ciclo di refresh legato al pensionamento di Windows 10. Anche in base ai segnali che sono venuti dal CES 2026, sembra invece che il fenomeno AI PC non abbia attecchito, almeno nella testa dei possibili acquirenti di nuovi computer.
A complicare le cose potrebbe essere il costo crescente delle memorie. Omdia sottolinea che tra il primo e il quarto trimestre del 2025 i costi della memoria e dello storage dei PC mainstream sono aumentati del 40-70% e questo ha spinto i produttori di PC a considerare aumenti di prezzo per i loro device. Si tratta di una conseguenza del boom del mercato AI: vendor tecnologici e utenti si stanno accapparrando memorie e storage, facendone aumentare il prezzo ma anche riducendone le disponibilità sul mercato, cosa che sta già frenando le previsioni di vendite di PC per il 2026.
Secondo gli analisti, in questo scenario i produttori saranno portati a privilegiare le configurazioni di fascia alta, che garantiscono margini maggiori anche a fronte di costi alti per la componentistica. In ogni caso, nel corso del 2026 RAM e storage resteranno oggetti preziosi e ogni produttore di PC, per soddisfare la sua clientela, dovrà puntare sulle sue capacità di procuremente e sul proprio potere negoziale.
Venendo all'andamento dei business dei vari produttori, i risultati del quarto trimestre 2025 hanno rispecchiato l'andamento dell'intero anno, con la stessa Top 5 (nell'ordine Lenovo, HP, Dell, Apple, Asus) e percentuali di crescita molto spesso a doppia cifra. Lenovo ha chiuso il quarto trimestre 2025 con circa 19,3 milioni di unità consegnate (+14,4% anno su anno) che l'hanno portata a 71 milioni di unità vendute per tutto il 2025 (+14,6% rispetto all'anno precedente). HP si è classificata al secondo posto, vendendo 15,4 milioni di PC nel quarto trimestre del 2025 (+12% anno su anno) e 57,4 milioni per tutto l'anno (+8,4%).
Terzo posto per Dell, che nel quarto trimestre ha registrato la sua migliore performance trimestrale del 2025 (+26% su base annua, per un totale di 12,5 milioni di PC consegnati), mentre per l'intero anno ha raggiunto i 42 milioni di unità vendute (+7% rispetto al 2024). Seguono poi Apple e Asus. Apple si è distinta come il fornitore in più rapida crescita (+16,4%) per l'intero anno, con un totale di 28 milioni di unità vendute. Nel quarto trimestre ha invece consegnato 7 milioni di unità (solo +1,9% anno su anno). A chiudere la Top 5 è Asus, con 5,3 milioni di unità (+6,7%) consegnate nel quarto trimestre e 20 milioni di unità (+9,5%) nell'anno.