Ha ancora senso, quasi alla fine del 2023, interrogarsi sullo sviluppo e sul futuro dell’hybrid working?
Autore: Redazione ImpresaCity
Ha ancora senso, quasi alla fine del 2023, interrogarsi sullo sviluppo e sul futuro dell’hybrid working?
Il lavoro ibrido non dovrebbe aver già convinto tanto i lavoratori quanto le imprese della sua utilità? In realtà il dibattito è sempre aperto, perché la questione è solo in parte tecnologica - anche se poi è in particolare delle tecnologie abilitanti che trattiamo in queste pagine - e tocca molti aspetti ui quali è prevedibile, e lecito, che ci siano opinioni diverse.
Premessa importante: negli ambiti dove il lavoro ibrido è praticabile, oggi è molto raro imbattersi in posizioni di completo rifiuto dell’hybrid
working. Solo le imprese davvero legate a una gestione “vecchio stampo” del lavoro in presenza rigettano le possibilità del lavoro flessibile. E
tutte le analisi di mercato ci dicono che i lavoratori, potendo, evitano questo tipo di imprese. Per cui, per amore o per forza, il lavoro ibrido è
un dato di fatto delle nuove organizzazioni del lavoro. Laddove non lo è, lo sarà a breve.
Chiarito questo, è anche chiaro che non tutto si può fare sempre e solo fuori ufficio, o comunque al di fuori degli spazi di lavoro convenzionali.
Ed è anche chiaro che non tutti i dipendenti e collaboratori intendono evitare sempre e comunque la presenza in ufficio, per motivi che hanno...