Capgemini: tre consumatori su quattro si fidano dell’AI generativa

Da uno studio condotto a livello globale emerge la fiducia nei contenuti dell’AI generativa per quanto riguarda pianificazione finanziaria, diagnosi cliniche e consigli su relazioni interpersonali

Autore: Redazione ImpresaCity

La maggioranza (51%) dei consumatori conosce le ultime innovazioni in materia di AI generativa e ne ha già fatto esperienza diretta. L’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa di prima generazione è stata infatti notevolmente uniforme tra le varie fasce di età e aree geografiche, tanto che oltre la metà degli intervistati appartenenti a tutte le generazioni, compresi i Baby Boomer, dichiara di aver utilizzato questa tecnologia. È quanto emerge da un recente report del Capgemini Research Institute che analizza come i consumatori di tutto il mondo utilizzano le applicazioni di AI generativa e come questa tecnologia possa rivelarsi determinante per accelerare il futuro digitale della società.

Nel report, dal titolo “Why consumers love generative AI”, derivante da uno studio condotto ad aprile 2023 su 10mila consumatori nelle aree Europa, Usa e Asia-Pacifico, il 6% dei quali in Italia, le persone che utilizzano frequentemente l’AI generativa si dichiarano particolarmente soddisfatte delle sue applicazioni per quanto riguarda chatbot, videogiochi e attività di ricerca, ma le piattaforme di AI generativa sono molto utilizzate anche nella vita quotidiana. Oltre la metà degli intervistati (53%) si affida per esempio all’AI generativa per la propria pianificazione finanziaria. A livello globale, il 67% dei consumatori ha dichiarato che potrebbe affidarsi all’AI generativa per ricevere una diagnosi o una consulenza medica, mentre il 63% ha affermato di vedere con favore la possibilità che l’AI generativa favorisca la scoperta di farmaci più precisi ed efficienti. Inoltre, due terzi (66%) degli intervistati si sono detti disposti a chiedere consigli all’AI generativa per le relazioni interpersonali o per i progetti di vita e di carriera, in particolare i Baby Boomer (70%).

Nonostante il potenziale di attacchi informatici e deepfake, la comprensione dei rischi da parte dei consumatori risulta ancora limitata. Di conseguenza, quasi la metà (49%) dei consumatori non si dichiara preoccupata dalla possibilità che l’AI generativa venga utilizzata per creare fake news e solo il 34% degli intervistati teme gli attacchi di phishing. Anche la comprensione dei consumatori riguardo ai rischi etici dell’AI generativa è bassa: solo il 33% si dichiara preoccupato per i problemi di copyright e una percentuale ancora più bassa (27%) teme l’uso di algoritmi di AI generativa per copiare i modelli o le formule dei prodotti dei competitor.



Quasi la metà dei consumatori (43%) desidera che le aziende implementino l’AI generativa nelle interazioni con i clienti e la metà si dichiara entusiasta delle esperienze altamente coinvolgenti e interattive offerte da questa tecnologia. Le aziende possono individuare ottime opportunità di business, dal momento che il 70% dei consumatori utilizza già strumenti di AI generativa quando è alla ricerca di consigli su nuovi prodotti e servizi, e la maggior parte (64%) afferma di essere pronta a fare acquisti in base a tali raccomandazioni. Tra le varie fasce d’età non si evidenziano variazioni significative e il 67% dei consumatori si aspetta inoltre che l’AI generativa possa offrire suggerimenti personalizzati in materia di moda e arredamento.

“La diffusione dell’AI generativa tra i consumatori a livello globale è notevole e il suo tasso di adozione è stato enorme, anche se la comprensione del funzionamento di questa tecnologia e dei rischi associati è ancora molto bassa. Se da un lato la regolamentazione è fondamentale, dall’altro anche i partner commerciali e tecnologici svolgono un ruolo determinante nell’informare e nel far rispettare le misure di tutela che rispondono agli aspetti legati all’etica e all’uso improprio dell’AI generativa. Per esempio, in Capgemini ci impegniamo ad aiutare i clienti a individuare i casi d’uso più rilevanti per le loro specifiche esigenze di business, muovendosi all’interno di un quadro etico. L’AI generativa non è ‘intelligente’ di per sé: la sua intelligenza dipende dal supporto e dall’assistenza dei professionisti esperti in questa tecnologia. Come per ogni tipo di intelligenza artificiale, la chiave del successo è rappresentata quindi dalle misure di salvaguardia che gli esseri umani mettono in atto per garantire la qualità dei suoi risultati”, commenta Niraj Parihar, CEO dell’Insights & Data Global Business Line di Capgemini e membro del Group Executive Committee.


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