Ecco le (prime) idee di Broadcom per VMware

I documenti ufficiali dell'Antitrust britannico riportano le analisi di Broadcom sullo stato di VMware. E su come migliorarlo.

Autore: f.p.

La tecnologia VMware va benissimo e le potenzialità dei prodotti anche, ma questo non basta per fare sempre presa sulla clientela nel nuovo mercato del cloud. E per migliorare servono investimenti che VMware da sola non può mettere in campo. Questa è in sintesi l'analisi che Broadcom ha fatto di VMware prima di acquisirla, analisi che adesso è in parte nota perché è stata condivisa con l'Antitrust britannico.

È tutto in un documento (pubblico, si può leggere a questo link) della Competition and Markets Authority, che è piuttosto esteso e descrive il mercato in cui l'operazione si inserisce e gli ambiti in cui l'unione tra VMware e Broadcom può portare rischi di concentrazione del mercato.

Nella sezione 2 si sintetizza il pensiero di Broadcom sullo stato di VMware. La premessa è che la strategia di Broadcom è crescere anche attraverso acquisizioni, investendo in aziende che abbiano "una forte tecnologia" e siano attive in mercati "consolidati e sostenibili". VMware ha tali caratteristiche ed è per questo che Broadcom l'ha prima considerata e poi acquisita.

Non ci sarebbe però crescita, per Broadcom, se VMware non avesse spazi di miglioramento. In questo senso, si spiega, per Broadcom gli obiettivi da perseguire nello sviluppo delle piattaforme VMware sono essenzialmente tre: conquistare più workload enterprise nel mercato cloud, competere meglio con i cloud provider, fare in modo di mantenere i workload che le aziende utenti eseguono sulle piattaforme VMware.

A confronto con gli hyperscaler

Il valore competitivo di VMware rispetto agli hyperscaler e ai cloud provider di maggiori dimensioni è infatti il punto chiave delle valutazioni di Broadcom. Le aziende utenti sono interessate al cloud e il pericolo per VMware è che decidano di passare al cloud pubblico i workload che per ora sono basati su tecnologia VMware. Sta già accadendo, secondo Broadcom, e VMware da sola non riesce a invertire questa pericolosa tendenza.

Non è una questione di tecnologia. VMware ha le piattaforme che servono alle enterprise per creare ambienti cloud privati, on-premise o in hosting, analoghi a quelli degli hyperscaler. Il punto è che queste piattaforme hanno una penetrazione bassa nella base clienti di VMware. Quanto bassa è difficile dirlo perché il documento dell'Antitrust è censurato, ma le cifre visibili più ottimistiche per la VMware Cloud Foundation non vanno oltre il 30%.

Non aiuta che gli hyperscaler stessi si stiano interessando al mercato del cloud privato, proponendo soluzioni che vanno in concorrenza con quelle di VMware. Serve una risposta che per Broadcom può venire solo dalle attività di ricerca e sviluppo, ma qui VMware gioca contro aziende che hanno una massa critica decisamente superiore e quindi anche capacità di investimenti molto più elevate.

Ecco quindi il ruolo e la strategia di Broadcom: dare a Vmware i fondi che servono per potenziare le attività di ricerca e sviluppo (si indica un miliardo di dollari l'anno) e così offrire piattaforme che siano, tra l'altro, più interoperabili e più semplici da implementare.

"Le grandi aziende - riporta il documento - vogliono una soluzione di private cloud che offra la semplicità d'uso, la flessibilità e la resilienza del cloud pubblico. Nonostante abbia la tecnologia e la spinta a farlo, VMware non è riuscita a soddisfare la domanda enterprise (...) L'investimento di Broadcom darà a VMware la scala, i fondi e il supporto di cui ha bisogno per concretizzare il suo potenziale".

Broadcom intende anche raddoppiare gli attuali investimenti di VMware nello sviluppo di servizi professionali, portandoli da uno a due miliardi di dollari l'anno. In questa linea di sviluppo rientra anche un maggiore coinvolgimento dei grandi system integrator, con attività di formazione e certificazione.


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