L’open source può aprire la nuova era dei Software Defined Vehicle

Il settore automotive ha sempre più bisogno di innovare in modo rapido ed efficiente: Francis Chow di Red Hat, riflette su come le tecnologie open source sono in grado di dare il loro importante contributo

Autore: Redazione ImpresaCity

L’innovazione nel settore automobilistico continua a oscillare verso l’open source. Storicamente è stato molto complicato introdurla e avviarla velocemente al suo interno a causa dei lunghi cicli di sviluppo, delle rigide certificazioni di sicurezza e del software proprietario. Per ribaltare questa situazione, i leader del settore automobilistico stanno lavorando alla modernizzazione e standardizzazione delle pratiche, affinché vengano offerte le funzionalità e i servizi più recenti e più avanzati ai propri clienti, sviluppando al contempo la sicurezza di funzionamento. Di conseguenza, le case automobilistiche stanno ingranando la marcia più alta, coinvolgendo le comunità open source e organizzazioni come Red Hat per portare maggiore flessibilità, coinvolgimento dei clienti e innovazione nei progetti dei loro veicoli. L’adozione di software open source universali, come Red Hat In-Vehicle Operating System, può aiutarli a integrare le tecnologie dei software Defined Vehicle all’interno della loro linea di produzione, il più rapidamente che mai.

All’inizio di quest’anno, Red Hat ha annunciato una collaborazione con General Motors per ridefinire il panorama dei trasporti con un sistema operativo di bordo basato su Linux e certificato per una sicurezza funzionale continua. Questo ha contribuito a gettare le basi per gli use-cases che modelleranno il futuro dell’industria automobilistica. Questo è stato solo il primo passo del nostro viaggio.

Inoltre, Red Hat collabora con Qualcomm Technologies per sviluppare e contribuire a fornire sistemi certificati di sicurezza funzionali basati su Linux a supporto delle applicazioni mission critical delle case automobilistiche. Con questo passo, il Red Hat In-Vehicle Operating System sarà integrato e testato sullo Snapdragon Digital Chassis, ossia un insieme di piattaforme connesse al cloud tramite telematica e connettività, il digital cockpit e l’assistenza avanzata alla guida.

Grazie a questa collaborazione, Red Hat e Qualcomm Technologies possono offrire alle case automobilistiche il vantaggio di possedere migliori metodologie e processi per accelerare l’innovazione a costi ridotti. Lo stato attuale, in cui i fornitori di SoC per autoveicoli mantengono filiali private per i Board Support Package (BSP), lascia le case automobilistiche con un problema di supporto e manutenzione impegnativo. Ci vogliono molte risorse e sforzi per mantenere il supporto del SoC aggiornato con l’evoluzione del sistema operativo. Impegnandosi a sfruttare appieno l’approccio open source, impiegando una filosofia "upstream first" e limitando gli elementi out-of-tree nel supporto di schede e dispositivi, è possibile realizzare un obiettivo di rafforzamento duraturo e di innovazione continua delle funzionalità, dando vita a un open source in continua evoluzione.

Anche se una rapida trasformazione non avviene dall’oggi al domani, un lavoro di collaborazione come questo all’interno del nostro ecosistema di clienti e partner è fondamentale per costruire, testare e certificare i sistemi automobilistici basati su Linux. Con una migliore e maggiore automazione delle fasi di certificazione della sicurezza, la ricertificazione, che in passato ha creato diversi rallentamenti, può avvenire in una frazione del tempo tipicamente richiesto. Questo è il modo in cui Red Hat contribuisce a far progredire le case automobilistiche, non solo fornendo tecnologie aperte, ma aiutando il mondo automobilistico a comprendere, ad adattarsi e ad abbracciare i concetti dell’open source a vantaggio dell’intero ecosistema e dei clienti.

Francis Chow è VP & GM In-Vehicle Operating System and Edge di Red Hat


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