C’è una curiosa ambivalenza che si mostra spesso nel valutare il ruolo dell’IT nell’ambito dell’emergenza climatica.
Autore: Redazione ImpresaCity
C’è una curiosa ambivalenza che si mostra spesso nel valutare il ruolo dell’IT nell’ambito dell’emergenza climatica. Da un lato si guarda alla digitalizzazione come a un ecosistema di tecnologie e soluzioni che miglioreranno la nostra vita e contribuiranno a combattere gli effetti negativi dell’attività umana sul clima e in generale sulla natura in cui viviamo.
Dall’altro l’IT - senza cui la digitalizzazione di fatto non esisterebbe - è considerata, spesso al di là anche delle sue responsabilità concrete, come uno dei fattori che contribuiscono alla crisi climatica e ambientale.
È come se volessimo una digitalizzazione “immacolata” e non contaminata dal fatto che l’IT consuma energia, richiede materie prime, contribuisce all’inquinamento.
E senza pensare che nell’era del digitale l’IT non è solo nascosta in qualche remoto data center delle grandi corporation, è anche sulle scrivanie e nelle tasche di ognuno di noi.
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