Fortinet: con più di due terzi delle aziende che hanno subito almeno un attacco, è allarme ransomware

Una ricerca rileva che l'85% delle aziende è più preoccupata di attacchi ransomware rispetto ad altre cyber minacce

Autore: Redazione ImpresaCity

L’indicazione arriva dall’edizione 2021 del Report Global State of Ransomware di Fortinet: gli attacchi ransomware destano oggi maggiori preoccupazioni per le aziende intervistate rispetto ad altre minacce cyber.

Dall’indagine, condotta nell’agosto scorso su circa 500 aziende di tutto il mondo, è emerso che la maggior parte delle imprese risultano preparate per affrontare attacchi ransomware, grazie a un’adeguata formazione dei dipendenti, piani strategici di valutazione del rischio e assicurazioni. Ciononostante, si registra un chiaro divario rispetto a quelle che molte aziende considerano soluzioni tecnologiche essenziali per la protezione e la tecnologia da implementare per garantire protezione contro i tentativi più comunemente segnalati per accedere alle loro reti.



"Il recente report FortiGuard Labs Global Threat Landscape ha evidenziato un aumento di attacchi ransomware del 1070% rispetto all'anno precedente. Non sorprende che adeguarsi all'evoluzione del panorama delle minacce venga considerato come una delle principali sfide per affrontare attacchi ransomware. Come è emerso dalla nostra indagine, adottare soluzioni tecnologiche come la segmentazione, SD-WAN, ZTNA, così come SEG e EDR, offre un'enorme opportunità per prevenire tentativi di accesso più comunemente riportati dagli intervistati. L’aumento degli attacchi dimostra come le aziende abbiano bisogno di garantire risposte sicure contro le più recenti tecniche di attacco ransomware su reti, endpoint e cloud. La buona notizia è che le aziende riconoscono il valore di un approccio di piattaforma per tutelarsi contro il ransomware", sottolinea John Maddison, EVP of Products e CMO di Fortinet.  

Sulla base di quelle che sono considerate tecnologie essenziali, le aziende risultano più preoccupate per i lavoratori e i dispositivi remoti, con Secure Web Gateway, VPN e Network Access Control tra le prime scelte. Tuttavia, a destare maggiori preoccupazioni è la scarsa importanza attribuita alla segmentazione (31%), una soluzione tecnologica critica che impedisce agli intrusi di muoversi attraverso la rete per accedere a dati e IP critici. Allo stesso modo, anche soluzioni UEBA e sandboxing che giocano un ruolo fondamentale nell'identificazione dei tentativi di intrusione e dei nuovi ceppi di malware, non si posizionano tra le principali tecnologie essenziali da adottare. 

La principale preoccupazione per le aziende riguardo a un attacco ransomware è il rischio di perdere i dati, con una conseguente diminuzione della produttività e l'interruzione delle attività successive. Inoltre, l'84% delle aziende ha dichiarato di avere un piano di risposta agli incidenti, e il 57% di questi include la cybersecurity insurance. Per quanto riguarda richieste di riscatto in caso di attacco, il 49% degli intervistati prevede di pagare il riscatto apertamente, per il 25% dipende dal costo. La maggior parte delle aziende che hanno pagato il riscatto hanno recuperato i loro dati, ma non tutte. 

I risultati del sondaggio si sono dimostrati uniformi per la maggior parte degli intervistati a livello globale, mentre si registrano alcune differenze a livello regionale. Le aziende delle aree Emea (95%), America Latina (98%) e Asia-Pacifico (98%) risultano più preoccupate e più esposte ad attacchi ransomware rispetto ai loro colleghi in Nord America (92%). Tutte le region percepiscono la perdita di dati come il principale rischio connesso agli attacchi ransomware, unitamente alla preoccupazione di non essere in grado di tenere il passo con un panorama di minacce sempre più sofisticato.

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