Intel Xeon Scalable, le CPU per data center con AI integrata

Intel ha annunciato i nuovi processori Xeon Scalable di terza generazione, che integrano Intelligenza Artificiale, Crypto Acceleration e la sicurezza di Intel Software Guard Extensions.

Autore: Redazione ImpresaCity

Il cambio di paradigma innestato dalla pandemia ha cambiato il modo di interagire delle persone, sfruttando la tecnologia a tutto tondo come non era mai accaduto prima. Apprendimento, lavoro, contatti familiari e personali, consulenze, acquisti: oggi tutto (o quasi) passa per il digitale. Nell’ultimo anno abbiamo spremuto tutto quello che la tecnologia poteva offrirci. In molti casi è stato sufficiente, in altri le prestazioni non erano al passo con il massivo volume di informazioni da elaborare.

È in questo contesto che si inserisce l’annuncio di Intel dei nuovi processori Xeon Scalable di terza generazione, che promettono la svolta tecnologia necessaria a supportare la trasformazione digitale accelerata dell’era New Normal. Navin Shenoy, Executive Vice President and GM, Data Platforms Group di Intel, è intervenuto alla presentazione spiegando quali sono le rivoluzioni che l’elaborazione dei dati può portare nel prossimo futuro.

Le aspettative sono puntate su tre elementi: il primo è la proliferazione del cloud ibrido, che consente efficienza e scalabilità.  Il secondo è l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale e del machine learning in un numero sempre maggiore di applicazioni. Terzo pilastro è la diffusione del 5G, capace di abbassare la latenza e aprire ad applicazioni impensabili fino a poco tempo fa grazie alla larghezza di banda supportata.

È la convergenza di questi elementi che sta cambiando velocemente i connotati dell’elaborazione dati. Una trasformazione digitale senza precedenti, che richiede risorse hardware capaci di sostenere e alimentare il flusso delle informazioni. Ecco dove si inseriscono le novità annunciate: Intel Xeon Scalable di terza generazione, memorie e storage Intel Optane, adattatori Ethernet, FPGA e soluzioni software ottimizzate.Il nuovo Xeon promette un aumento di prestazioni del 50% rispetto alla generazione precedente, integra Intelligenza Artificiale, Intel Crypto Acceleration per la crittografia post quantistica e la sicurezza di Intel Software Guard Extensions (già disponibile sulle precedenti generazioni di Xeon D) per la protezione di dati e codici in tempo reale. Le configurazioni vanno da 1 a 8 socket.

Non solo processori

L’immancabile intervento di Pat Gelsinger, hief Executiv e Officer Intel, è servito a sottolineare che Intel non è più solo un produttore di CPU. La tecnologia non è mai stata così importante per l’umanità come oggi, e in questo contesto di rapido sconvolgimento digitale, accelerato dalla pandemia, la tecnologia è più importante che mai. Gelsinger ha sottolineato che l‘azienda di Santa Clara è oggi in grado di realizzare il chip in silicio così come il software, le piattaforme e i processi in modo che i clienti possano realizzare le innovazioni di nuova generazione.
In qualità di produttore di dispositivi integrati o IDM, Gelsinger ha anche ricordato il recente annuncio di IDM 2.0, che Gelsinger definisce “la nostra formula vincente che offrirà una nuova era di innovazione, produzione e leadership di prodotto” mediante la combinazione di tre funzionalità: la rete di fabbriche Intel, l’uso strategico della foundry capacity e gli Intel Foundry Services. Una strategia, quella di IDM 2.0, che combina processi, prodotti e costi unici che “utilizzeremo per progettare i migliori prodotti e realizzarli nel miglior modo possibile”.

Uno sguardo al futuro

Lisa Spelman, Corporate Vice President and General Manager di Xeon and Memory Group, ha ripreso gli elementi fondanti accennati da Shenoy e ne ha spiegato più nel dettaglio l’aspettativa di rivoluzione. Entro il 2025 il 75% dei dati verrà generato al di fuori dei data center. Data center che avranno un aspetto molto differente da quelli attuali. Distribuiti in più location, collocati su cloud pubblici e privati, con calcolo, archiviazione e memoria disaggregati, per sfruttare la potenza di un pool di infrastrutture interconnesse.

I dati saranno frutto di numerosi servizi personalizzati in tempo reale, che riducendo i tempi di risposta potranno, per esempio, rendere più efficiente la produzione nelle fabbriche automatizzate, abbassando i tempi di inattività.

Come si ottiene la risposta in tempo reale e la riduzione della latenza? Spostando l’elaborazione dei dati più vicino a dove si trovano i dati stessi. Così facendo si rimedia anche ai problemi legati alla larghezza di banda e a quelli di protezione dei dati sensibili. Tecnicamente questo richiede capacità di archiviazione, virtualizzazione e networking, oltre a un apporto significativo di Intelligenza Artificiale.  
Il passaggio continuo dell’elaborazione dei dati dall’edge ai datacenter e vice versa chiama in causa il secondo pilastro di cui parlava Shenoy, il 5G. Le telco vogliono sfruttare il 5G per fornire un numero sempre crescente di servizi in ogni luogo, in tempo reale. Nell’ultimo anno il traffico di dati mobile è aumentato del 50%, principalmente di contenuti video, che da soli hanno vissuto un’impennata del 66%. Quella video è un’attività che necessita di un’elevata velocità di trasferimento dati, per questo costituisce un ottimo esempio. Per farvi fronte le telco si affidano massivamente alla virtualizzazione e alla tecnica MIMO (Multiple Input, Multiple Output), che sulle reti 5G questa tecnica permetterà il raddoppio delle prestazioni.

L’altro ambito che caratterizzerà il futuro prossimo è il cloud. La crescita del video streaming e delle conferenze web a cui abbiamo assistito durante la pandemia ha messo sotto pressione i data center. Per fornire servizi di qualità con questi carichi di lavoro e adattarsi rapidamente alla domanda, occorrono prestazioni costanti fornite da un ambiente ibrido e multicloud, che favorisce l’economia di scala e la flessibilità necessarie.  Oltre all’hardware sono necessari i servizi, come N2 di Google Cloud e altri.

La sicurezza


In tutto questo la sicurezza dev’essere un elemento fondante. Nell’interpretazione di Intel è integrata nell’hardware a livello di chip, per proteggere anche i più piccoli servizi e microapplicazioni. È il frutto di un lavoro iniziato da lontano, che oggi consente di unire i pezzi per comporre soluzioni hardware e software ottimizzate sia sotto l’aspetto delle prestazioni, sia per la sicurezza. A fare da collante per tutto è la strategia IDM 2.0 annunciata di recente, a cui ha accennato Gelsinger.

A richiedere sicurezza è il continuo passaggio dei dati dal cloud all’edge e vice versa, che pone il problema della protezione dei dati stessi. È necessario crittografare ogni singola informazione. È un problema grave, basti pensare che nel 2020 sono state esposti oltre 36 miliari di dati sensibili. Con l’incremento delle attività online quali riunioni, ecommerce e altro, la situazione può solo peggiorare. Le operazioni crittografiche ad alta intensità di calcolo rallentano l’elaborazione dei dati stessi, quindi i tempi di risposta. In questo torna utile la Intel Crypto Acceleration.

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