Nvidia compra ARM: i riflessi sul mercato data center

Nvidia compra ARM per 40 miliardi di dollari e punta anche ad una crescita nel mercato data center, grazie alle sinergie con i propri prodotti

Autore: f.p.

Di questi tempi un'acquisizione importante fa sempre notizia. E una per cui si mettono sul piatto 40 miliardi di dollari, a maggior ragione. Il fatto che Nvidia compri ARM per questa cifra ha un'importanza però che va oltre l'aspetto economico. Perché potrebbe cambiare in modo sensibile il panorama tecnologico in molti ambiti. In particolare quello data center. A questo Nvidia deve la sua crescita degli ultimi anni, grazie alle tecnologie per il machine learning. Nello stesso mercato le tecnologie ARM cercano da tempo di rafforzarsi. Potrebbe essere la volta buona.

Prima di valutare queste possibilità bisogna però ricordare che ARM è un'azienda atipica. Di per sé non produce nulla, il suo business deriva dalla cessione di proprietà intellettuali a tutte quelle aziende - da Samsung ad Apple, tanto per fare due esempi tra i più noti - che poi producono o fanno produrre chip in tecnologia ARM. Per questo, Nvidia spende 40 miliardi di dollari essenzialmente per acquisire competenze e tecnologie, non prodotti in sé. E dovrà portare avanti il business originale di ARM. Quindi operare in una logica di "coopetition" con alcuni vendor.

Lo scenario si fa interessante perché Nvidia sinora non è stata un vendor di CPU. Ora può concretamente diventarlo ed anzi accelerare il suo sviluppo in questo campo. Anche se, va detto, la visione che Nvidia ha presentato è comprensibilmente più ampia. ARM è di fatto una piattaforma assolutamente trasversale, presente in prodotti che vanno dagli smart device ai server, dall'IoT al data center. Così Nvidia parla, prevedibilmente, di una "era dell'AI" che spazia dal cloud all'edge. E che ora l'azienda può coprire efficacemente.
Guardando più strettamente al data center, l'acquisizione di ARM permette a Nvidia di operare potenzialmente come un fornitore quasi "full stack" dei componenti di base. La parte GPU e deep learning è quella sua storica. La parte networking e connettività le deriva dall'acquisizione di Mellanox. Le competenze per le CPU arrivano con quella di ARM.

Certo è presto per dire quanto questo permetterà a Nvidia di contrastare Intel e AMD. Anche perché Nvidia dovrà trovare un non semplice equilibrio tra crescere di per sé e continuare a mantenere rapporti economici fruttuosi con gli altri vendor che acquistano i suoi prodotti o (da ora in poi) acquisiscono in licenza le tecnologie ARM.

Qui sta un punto particolarmente delicato per ARM. La quale deve convincere le varie authority internazionali che l'acquisizione di ARM non va a sfavore proprio di chi sinora aveva accesso alle tecnologie ARM. Nvidia indica che questo accesso non verrà meno e che anzi cederà in licenza anche tecnologie sue proprie. Ma convincere le authority non è banale ed è anche per questo che l'unione tra Nvidia e ARM si concretizzerà completamente solo tra un anno e mezzo.
Di sicuro l'acquisizione pone Nvidia come uno dei chip designer di riferimento, insieme a Intel e AMD. Rispetto ai due nomi più noti acquisisce una trasversalità maggiore, che è quella dei prodotti ARM. Al momento manca semmai - e ovviamente, dati i tempi dell'acquisizione - una roadmap precisa di come le tecnologie Nvidia e ARM possano combinarsi insieme per arrivare a nuovi prodotti in ambito personal computing e data center. Nel primo ambito si può guardare a cosa sta progettando Apple, per avere un esempio significativo. Nel secondo, lo spazio di manovra è davvero molto ampio.

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