Qnap: il World Backup Day è uno stimolo per le imprese

Ci sono molti modi per perdere i dati. Ma molte tecnologie riducono questo rischio. Anche con i NAS di Qnap.

Autore: Redazione ImpresaCity

Anche le aziende, di qualsiasi dimensione, hanno motivi per "festeggiare" il World Backup Day. Non tanto perché debbano ancora avvicinarsi al tema del backup. Ma perché è uno spunto per approfondire le tematiche della protezione delle informazioni. Come anche da quali pericoli e rischi oggi debbano essere protette. La giornata vale quindi come un promemoria. Si possono perdere dati in molti modi. Fortunatamente, ci sono anche molti modi per evitarlo.

Il backup e la protezione dei dati oggi guardano soprattutto a quattro tipi di minacce. Gli attacchi espliciti della criminalità informatica, con annesse data breach. I malfunzionamenti hardware, sempre possibili. Gli errori umani, che rappresentano sempre una fetta importante delle perdite di dati. E le più rare catastrofi naturali, o comunque eventi anche contenuti ma che impattano sulla disponibilità delle informazioni. Il che poi, per le aziende, significa la disponibilità dei servizi di business.

Ci sono approcci alla protezione dei dati che valgono tanto per le imprese quanto per le singole persone. Qnap ricorda la vecchia e sempre valida regola del 3-2-1. Ossia conservare tre copie dei file importanti: una principale e due backup. Conservare i file su almeno due tipi di supporti di archiviazione, per la protezione contro diversi rischi. Archiviare una copia dei dati lontano dal loro "luogo" principale: il proprio ufficio o la propria abitazione.

La tecnologia aiuta a realizzare questo approccio. O altri simili. Ad esempio si può eseguire su un NAS locale la copia dei dati che vengono gestiti da servizi di cloud pubblico. Come semplicemente Office 365. E la copia delle risorse in cloud non si limita ai dati. Può riguardare anche le macchine virtuali istanziate in ambienti cloud.

È anche possibile realizzare, sempre basandosi su NAS Qnap, funzioni di replica in senso opposto. Ossia dallo storage locale al cloud. Oppure dallo storage locale a uno secondo storage remoto.

E c'è sempre la possibilità di mettere insieme il meglio dei due mondi. Realizzare cioè una integrazione ibrida tra storage locale e cloud. Integrazione che è trasparente per le applicazioni e ha inoltre funzioni di caching, per velocizzare l'accesso ai dati. Che sono al sicuro nel cloud, ma "arrivano" alle applicazioni con una velocità maggiore.

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