Dell Technologies la trasformazione è reale e al servizio dell’uomo

A Milano di fronte a una platea di oltre 500 persone (e altri 1.000 in streaming) in scena Dell Technologies Forum, edizione italiana dell’evento annuale in cui si tracciano le linee future da seguire, facendo leva su acceleratori tecnologici innovativi per la trasformazione digitale in quattro aree: IT, workforce, security e application. Una trasformazione reale che mette al centro l’uomo e il suo futuro sostenibile.

Autore: Barbara Torresani

La ‘trasformazione reale’ ha caratterizzato di recente l’edizione italiana 2019 del Dell Technologies Forum nella cornice del Centro Congressi Stella Polare di Rho – MI (in contemporanea con l’evento Dell Technologies Summit a Austin alla presenza di Michael Dell); appuntamento annuale in cui il vendor si racconta e traccia i percorsi futuri per guidare il processo evolutivo delle aziende, quest’anno davanti a un pubblico ‘fisico’ di oltre 500 persone e uno virtuale (in streaming di oltre 1.000).

Una trasformazione che traguarda un mondo migliore, in cui la tecnologia è al servizio dell’uomo. In apertura un monologo letto da Serena Autieri sottolinea il valore del progresso in un parallelo con la vita che, dalla nascita dell’individuo, è una costante e irreversibile fuga in avanti verso un mondo migliore: … "La crescita è nel nostro destino, dall’alba della vita. Ciò che è stato conquistato e raggiunto è immenso. In pochi decenni la tecnologia ci ha permesso di migliorare la qualità della vita in modo esponenziale, di vivere meglio, di percepire un senso del limite spostato sempre più avanti spingendo lo sguardo sempre più in profondità nell’infinito. Ma ciò che si può conquistare e raggiungere è ancora più grande e sorprendente; la tecnologia consentirà a chiunque di accedere a servizi e risorse oggi ancora irraggiungibili in molte parti del mondo. Il progresso e l’innovazione tecnologica sono gli unici e più fedeli alleati nella lotta contro le disuguaglianze e negli sforzi di inclusione  a un livello di vita che assicuri dignità al maggior numero di persone e il diritto di stare meglio a chi ancora sta peggio”.
Federico Suria, Country Manager Enterprise Sales  Filippo Ligresti, VP & General Manager Commercial Sales, Dell Technologies Italia sul palco con Serena Autieri
Obiettivi che Filippo Ligresti, VP & General Manager Commercial Sales, e Federico Suria, Country Manager Enterprise Sales, di Dell Technologies Italia enfatizzano sul palco della sessione plenaria nel ricordare il ruolo giocato da Dell Technologies, impegnata a creare tecnologie che abilitano il progresso umano. Non perdendo di vista il’ file rouge’ della giornata: Real Transformation’, una trasformazione concreta e tangibile a ogni livello e dimensione: nella partnership, nelle tecnologie abilitanti e nei progetti innovativi realizzati per i clienti con i partner. Come spiega Federico Suria, la tecnologia è un elemento quasi magico per rendere il mondo migliore e in questo senso Dell Technologies da parecchi anni si impegna: dal 2013 tutto ciò si sostanzia nel programma di CSR con obiettivi da raggiungere entro il 2020, di cui molti raggiunti in anticipo. Ed è su questo programma inoltre che poggia la nuova vision aziendale, denominata ‘Progress Made Real 2030’ che, come spiega Suria, fissa una serie di obiettivi basati su tre pilastri portanti da raggiungere entro il 2030: Advancing Sustainability - rendere sostenibile tutto ciò che Dell Technologies fa lungo tutto il ciclo produttivo della propria tecnologia, con l’obiettivo di fare un 10x dell’impatto aziendale sull’ambiente nel produrre i propri prodotti. In questo senso, negli ultimi anni l’azienda ha riciclato circa 1 miliardo di chili di materiale elettronico, riutilizzato per realizzare  nuovi prodotti (per oltre 125 prodotti); Cultivating Inclusion in logica di sostenibilità; “Per cambiare il mondo attraverso la tecnologia occorre coltivare i talenti di qualsiasi razza, genere, orientamento sessuale, rendendo Dell Technologies e il suo ecosistema il posto migliore in cui stare e lavorare”, sostiene Suria. Al proprio interno l’azienda vanta Employee Resource Group (oltre 40 mila nel mondo), gruppi di volontari (quattro in Italia) che mettono a disposizione parte del loro tempo libero per promuovere il tema dell’inclusione e della diversity; Transforming lives with technology, utilizzando la tecnologia per migliorare la vita attraverso una serie di iniziative applicate in differenti settori.


Il futuro digitale è adesso
Tecnologia come elemento strategico che sta cambiando la società:
“Siamo convinti che questo processo continuerà anche nei prossimi anni, facendo leva su tecnologie innovative che stanno trasformando il mondo, impattando sul modo di lavorare - nell’era della partnership uomo-macchina la relazione sarà sempre più profonda, ricca, immersiva -  abilitando livelli superiori di creatività e produttività in modo sostenibile”, prosegue Filippo Ligresti. Siamo circondati dalla tecnologia, di cui facciamo un intenso utilizzo; un fatto impensabile fino a qualche tempo fa.
Ma quali sono le aspettative delle aziende alle prese con processi di trasformazione digitale? La risposta arriva da una ricerca commissionata da Dell Technologies a IFTF (Institute for the Future) intitolata 'Future of Work: Forecasting Emerging Technologies’ Impact on Work in the Next Era of Human-Machine Partnerships' condotta su un campione di 4.600 leader di aziende nel mondo in 42 paesi tra cui Italia, da cui emerge un quadro molto positivo. I manager in questione si aspettano infatti una relazione intensa tra uomo e macchina per vivere in un mondo in cui ci sarà una sorta di ombrello digitale che permeerà la realtà in cui viviamo: i veicoli saranno computer in movimento, le città diventeranno intelligenti con dispositivi e oggetti connessi tra loro, le persone avranno a disposizione assistenti a supporto delle giornate produttive e molto altro.
Come evidenzia Ligresti osservando i risultati della ricerca, lo spaccato italiano indica un 46% del campione che ritiene di poter viaggiare su veicoli autonomi entro il 2030 e l’83% di esso prevede un cambio profondo dell’utilizzo del proprio tempo, facendo leva sull’uso massiccio dell’automazione.

Nel 2030 il 70% degli intervistati italiani ritiene che i lavoratori dovranno essere veri e propri  esperti di tecnologia, quantomeno del suo utilizzo -“L’analfabetismo digitale non è più sostenibile”, sottolinea Ligresti – per cui si richiederanno competenze specifiche nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale per poterla utilizzare e applicare in modo produttivo in azienda. Il 53% del campione auspica inoltre l’implementazione di nuove policy relative al lavoro oggi più smart, agile e collaborativo e che al contempo siano regolamentate con attenzione le modalità con cui si utilizza l’Intelligenza Artificiale. Il 66% dei leader italiani, infine, non è favorevole all’utilizzo di macchine e robot senzienti, capaci di decidere da soli come evolvere, auspicando sempre a un  controllo da parte degli umani.
Di fronte a un quadro così delineato, la sfida principale è quella di comprendere e condividere al meglio tutta questa carica di innovazione per sfruttare al meglio le possibilità che porta con sé: “Una sfida colta appieno da Dell Technologies con i suoi partner mettendo a disposizione tecnologie che pongono sempre l’uomo al centro”, enfatizza Ligresti.

Tutti possono essere architetti dell’innovazione
A Nigel Moulton, Global Chief Technology Officer-Modern Data Center, Dell Technologies il compito di inquadrare la strategia del vendor, soffermandosi sulle tecnologie acceleratrici che abilitano la trasformazione, come: l’Intelligenza Artificiale afferente molteplici tecnologie che oggi si concentra soprattutto su Machine Learning, Deep Learning e Pattern Recognition; Hybrid Cloud per un modello di computing distribuito; Software Defined per garantire agilità, velocità e no lock in; Edge Computing, un mondo tutto da esplorare e definire che dal centro porta il computing alla periferia. 
Nigel Moulton, Global Chief Technology Officer-Modern Data Center, Dell Technologies
E tutti possono diventare architetti dell’innovazione, come dice Moulton, investendo e facendo Digital Transformation per diventare organizzazioni digitali, powered by data in ambienti multicloud. Un mondo che nel 2025 tratterà 163 Zetabyte di dati in cui queste aziende sono chiamate necessariamente ad abbracciare e accelerare sulle tecnologie moderne più veloci, ma anche scalare nonché anticipare per avere ritorni degli investimenti prima di altri, tenendo presente che ‘One size not fit all’.

E sono quattro le aree di trasformazione in cui Dell Technologies ritiene di poter guidare il percorso dei clienti in questo senso, come ben raccontato sul palco di Las Vegas lo scorso maggio a Dell Technologies World: IT transformation per la modernizzazione delle infrastrutture data center, ma anche delle applicazioni e delle operation. Un approccio che propone il Cloud powered by VMware, un modello architetturale operativo tra cloud privati, pubblici ed edge computing che oggi abbraccia un ecosistema di cloud provider di oltre 4.200 partner; Workforce Transformation per aderire alle dinamiche moderne del posto di lavoro ubiquo e collaborativo, mettendo a disposizione strumenti per una gestione moderna, intelligente e integrata, una user experience più veloce e smart e una sicurezza innovativa, trasparente e ‘trusted’ attraverso Dell Tehcnologies Workspace (in quest’ambito sono 144 i riconoscimenti ottenuti nella scorsa edizione del CES a gennaio); Security Transformation, una sicurezza intrinseca relativa a infrastrutture, device e dati, che contempla la gestione dei rischi in una visione olistica; Application Transformation, passando dal  ripensamento delle applicazioni in un mondo agile e fluido, che dall’edge si spinge al cloud privato e a quello pubblico.


Dell Technologies, Microsoft e VMware: la parthersip a tre è servita
Sul palco inoltre un confronto tra vendor oggi ancora più legati in una partnership a tre, replicando a livello locale una scena già vista a Las Vegas all’edizione 2019 di Dell Technologies lo scorso maggio, in cui i tre Ceo (Michael Dell, Satya Nadella e Paul Gelsinger) hanno confermato la forza della relazione in una triangolazione virtuosa. A Milano tocca a Filippo Ligresti, Federico Suria, Vincenzo Esposito, Direttore Enterprise Commercial, Microsoft e Raffaele Gigantino, Country Manager, VMware Italia.
La sfida nell’ambito infrastrutturale è quella di sviluppare una strategia multicloud di successo in un mondo in cui si utilizzando più forme di cloud, con una complessità via via crescente.

“Microsoft e VMware sono tra i partner storici più importanti di Dell Technologies da sempre. L’approccio aperto all’innovazione ha creato una partnership a tre unica e molto potente con l’obiettivo di rendere più semplice la creazione dell’infrastruttura del futuro, abilitando il  percorso di trasformazione dei clienti”,
dicono Ligresti e Suria. 
“Dal sogno originario di Bill Gates di mettere un PC su ogni scrivania con Dell come partner tecnologico, oggi la sfida è quella della Digital Transformation per abilitare scenari digitali attraverso l’infrastruttura che dal PC si è spostata al cloud, vero elemento differenziante. Una partnership per creare il corretto layer di infrastruttura tra mondo ibrido e public cloud per far si  che il sogno si avveri ancora una volta. Una partnership tra aziende di piattaforma  che abilita i dati ma non crea lock in e ha una sicurezza intrinseca”, sostiene Esposito.
“Un’alleanza a tre per semplificare e modernizzare le infrastrutture in un logica ‘perform and transform’ da aprire al cloud, come modello operativo che abilita nuovi servizi innovativi in una logica multicloud, e altresì per innovare il workplace moderno”, conclude Gigantino.

Una trasformazione che si fa concreta come si evince dai casi utente presentati sul palco da Policnico A. Gemelli, FCA Crysler Automobiles, Policnico A. Gemelli, Kuwait Petroleum Italia  (saranno oggetto di un prossimo articolo su Impresacity, ndr)



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