Red Hat, favorire l’agilità di business con un’integrazione disponibile a tutti

Le piattaforme iPaaS in cloud democratizzano l’integrazione, allo scopo di renderla accessibile anche a chi non ha molte esperienze, ma la trova necessaria per sviluppare progetti su nuove applicazioni e servizi

Autore: Redazione ImpresaCity

di Miguel Angel Dìaz, manager, Business Development, Application Development and Middleware di Red Hat

Agilità! Agilità! Agilità! È un mantra spesso ripetuto quando si parla di trasformazione digitale. Ma siamo sicuri di adottarla in modo corretto? La stiamo applicando in modo olistico dove necessario? Non credo. Quando si tratta di agilità di business, non c’è una soluzione universale, anzi, l’agilità si può ottenere con iniziative differenti, per esempio migliorando il self-provisioning o aumentando la velocità attraverso il Continous Integration e Deployment (CI/CD). E, in base alla mia esperienza, ci si limita spesso ai miglioramenti a livello di codice. E l’integrazione? Le applicazioni in silos sono rare. Interne o esterne, le applicazioni devono essere integrate con numerosi sistemi e servizi e, come a livello di codice, l’agilità può essere utile anche in questo livello intermedio.

Tra i numerosi cambiamenti che potrebbero avvenire senza il controllo dello sviluppatore dell’applicazione, sono da segnalare modifiche o connessioni con nuovi partner. In questo ambiente, tre elementi possono sfidare l’agilità di integrazione: Analizzando l’approccio delle aziende verso l’integrazione agile, si possono sottolineare tre pilastri chiave:  


Tuttavia, per raggiungere questi tre obiettivi non è sufficiente “containerizzare” l’ESB. Per quale motivo? Perché è importante una democratizzazione dell’integrazione che potenzi l’“integratore comune”, rendendo la capacità di integrazione accessibile anche a chi non ha molta esperienza, ma la necessita per sviluppare progetti su nuove applicazioni e servizi. In questo modo, le aziende vedranno tecnologie che non sono solo distribuite, integrate nella gestione API e su container, ma che sono semplici da utilizzare, senza la necessità di programmare linee di codici.  

Queste soluzioni sono disponibili oggi? Sì, le piattaforme cloud iPaaS (integration as a service platform) si focalizzano sugli aspetti dedicati all’integrazione di applicazioni, dati e processi, che permettono a sviluppatori e a risorse meno specializzate di connettere le proprie applicazioni tramite browser web e grazie al loro codice ridotto aiutano gli utenti a creare soluzioni in modo più veloce, riducendo la complessità con componenti e template grafici. Credo sia la direzione giusta da seguire e ci sono aziende che la stanno già percorrendo.

L’integrazione moderna e agile tra sistemi legacy e nuove infrastrutture e applicazioni può diventare molto importante per le organizzazioni che desiderano utilizzare ambienti ibridi e multi-cloud per rispondere in modo flessibile alle proprie esigenze di business.

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