Squinzi (Confindustria): pressione fiscale zavorra intollerabile

Il neopresidente di Confindustria lamenta l'eccessivo peso del Fisco sulle imprese italiane: "pressione reale al 68,5%". Ed elenca le quattro urgenze del paese: riforma della PA, ritardi nei pagamenti dello Stato, tagli alla spesa pubblica e credito alle imprese.

Autore: Irene Canziani

Il Fisco in Italia? Una "zavorra intollerabile che si aggiunge ad altre zavorre": lo ha affermato il nuovo presidente di ConfindustriaGiorgio Squinzi, nel suo intervento nel corso dell'assemblea generale dell'organismo.
Squinzi ha sottolineato come nel nostro paese la pressione fiscale complessiva reale ammonti al "68,5%, contro il 52,8% in Svezia, il 46,7% in Germania, il 37,3% nel Regno Unito". Un peso eccessivo, che blocca la crescita delle imprese italiane e di tutta la nazione.
Di conseguenza "occorre dare concreta prospettiva di riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro" afferma Squinzi, secondo il quale il cambiamento passa in primo luogo dalla "riduzione della spesa pubblica".
"Non possiamo accontentarci - ha affermato il neopresidente - di una spending review che sia solo una bella analisi dei tagli possibili, servono tagli veri. Gli italiani stanno sopportando grandi sacrifici e non capiscono perché l'azienda Stato non possa risparmiare come risparmia l'impresa nella quale lavorano, come stanno risparmiando nelle loro famiglie".
Uno dei problemi più scottanti, inoltre, è che oggi "lo Stato paga con ritardi sempre più ampi che non sono più tollerabili, non sono degni di un paese civile".
In sostanza, sono quattro le urgenze su cui Confindustria chiede che il governo apra un confronto e he il Parlamento intervenga: riforma della Pa, pagamenti della Pubblica Amministrazione, tagli alla spesa pubblica e credito alle imprese.

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