L'industria bancaria italiana ha messo a disposizione delle imprese un plafond di circa 8 miliardi di euro, per sostenere l'operatività commerciale e finanziaria con la Turchia.
Autore: Redazione ImpresaCity
Oltre 8 miliardi di euro per le imprese italiane che vogliono operare in Turchia. A tanto ammonta il plafond messo a disposizione dal settore bancario per finanziare le esportazioni e gli investimenti degli imprenditori in un Paese con tassi di sviluppo tra i più alti a livello internazionale (+7,8% nel 2011), ponte strategico tra Europa, Asia e Medio Oriente. Il 96% del plafond stanziato non prevede la copertura assicurativa SACE, utilizzata quasi esclusivamente con riferimento a prestiti a breve termine, ciò a conferma della minore rischiosità con cui è percepito il Paese, grazie al buon andamento dei fondamentali dell'economia ed alla stabilità assicurata dall'attuazione del programma concordato con il Fondo Monetario e dall'avvio dei negoziati per l'adesione all'Unione Europea. Le linee di credito disponibili rispecchiano la domanda di finanziamento per le attività delle imprese italiane in Turchia, legate soprattutto all'esportazione di beni di investimento sul segmento a medio termine e di beni di consumo sul segmento a breve. «Essere al fianco delle imprese, in Italia e nei mercati esteri come quello turco, è una priorità importante per il settore bancario – ha detto il Vice Presidente dell'ABI, Guido Rosa – Anche su questo tavolo si gioca la partita per rilanciare la competitività del Paese. Per l'industria bancaria italiana si tratta di consolidare ancora di più la propria presenza in un Paese strategico e che registra una crescita economica elevatissima, col duplice obiettivo di sostenere le imprese locali che intendono investire in Italia e quelle italiane nelle iniziative di business attraverso un adeguato supporto finanziario».
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