Confindustria propone i propri suggerimenti contro la crisi: aumento dell'Iva al 21%, soppressione di tutte le province, misure per sostenere lo sviluppo. E dice no alla Robin Tax.
Autore: Redazione ImpresaCity
Una possibile soluzione contro la crisi? per Confindustria la risposta è aumentare l'Iva. La proposta al governo è arrivata ieri direttamente dalla bocca del direttore generale Giampaolo Galli nel corso di un'audizione alla Commissione Bilancio del Senato. Per gli industriali, L'Iva dovrebbe aumentare di un altro punto (dopo quello dello scorso luglio) salendo al 21%: in questo modo l'effetto della manovra economica diventerebbe più equo, omogeneo per tutti. Confindustria si schiera invece fermamente contro la cosiddetta Robin Tax, la tassazione aggiuntiva Irpef del 5% sui redditi che superano i 90mila euro annui e del 10% oltre i 150mila euro. Questa imposta è giudicata "profondamente ingiusta perché incide solo su coloro che dichiarano tutti i propri redditi". Tra le altre proposte presentate da Galli al Senato, un invito a diminuire i costi della politica "con più determinazione": una delle strade indicate è la soppressione di tutte le province. Ma in generale, la linea guida tracciata dagli industriali invita il governo a guardare alla solidità dei conti pubblici prevedendo sempre e comunque solide misure per sostenere lo sviluppo.
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