Lavoro e contratto nazionale, scontro Cgil-Federmeccanica
La proposta di Federmeccanica di considerare l'ipotesi di alternatività tra contratto aziendale e nazionale provoca le proteste della Cgil. Ma incassa l'adesione di Confindustria.
Autore: Redazione ImpresaCity
Si accende lo scontro sui cambiamenti in atto nel mondo del lavoro. La proposta di Federmeccanica di ragionare sulla "flessibilizzazione del modello contrattuale", prendendo in considerazione l'ipotesi di "possibile alternatività tra contratto specifico per determinate situazioni aziendali e contratto nazionale" non è piaciuta alla Cgil. Si tratta di una proposta "inaccettabile", commenta la dirigenza del sindacato in una nota ufficiale. "Federmeccanica sbaglia per la quarta volta – precisa la leader Susanna Camusso - sarebbe il quarto errore dopo il contratto separato, le deroghe e l'idea di inventarsi un nuovo contratto". Ad esprimere la stessa preoccupazione Maurizio Landini, Segretario Generale della Fiom Cgil che domanda: "se un'azienda può scegliere di non applicare il Contratto Nazionale a cosa serve Federmeccanica?". E prosegue: "stanno inseguendo la Fiat, ma così sbagliano, si fanno del male da soli". Ma Pierluigi Ceccardi, presidente di Federmeccanica, invita ad abbassare i toni: "il nostro è un'invito a ragionare su un'ipotesi – ribatte in una intervista a Il Sole 24 Ore - nel solco indicato dall'accordo interconfederale del 2009, che ha inserito un sistema di deroghe ampio rispetto al contratto nazionale. Si tratta di prenderne atto, prevedendo in modo trasparente un contratto collettivo tagliato sulla singola realtà d'impresa, fermi restando alcuni contenuti minimi comuni". E la proposta piace ad Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che la definisce una "tempestiva proposta di modernizzazione".
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