Cisco, contrasto tra policy IT e comportamenti dei dipendenti
"The Cisco Connected World Report" è uno studio commissionato da Cisco secondo cui vi sarebbe una discrepanza tra policy IT e i comportamenti lavorativi dei dipendenti.
Autore: Redazione ImpresaCity
Uno studio internazionale intitolato "The Cisco Connected World Report" commissionato da Cisco, rivela quali sono le aspettative e i comportamenti dei dipendenti nell'accedere alle informazioni da qualunque luogo, in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo. La seconda tranche di risultati estratti dal "Cisco Connected World Report" mette però in evidenza ladiscrepanzatra lepolicy ITe icomportamenti dei dipendenti, considerando in particolare che i dipendenti tendono a lavorare in modo sempre più mobile e ad utilizzare svariatidispositivi,social mediae nuove forme di comunicazione come ilvideo. Dal momento che la tecnologia modifica le modalità con cui le aziende comunicano e operano, oltre due terzi dei dipendenti intervistati è convinto che le policy IT attuate dalle aziende per cui lavorano possano essere migliorate, e almeno due su cinque (il 41%) hanno dichiarato di violarle per poter soddisfare le proprie esigenze di comunicazione. L'annuncio va ad integrare i risultati iniziali della ricerca pubblicati inottobre, risultanti da un'analisi incentrata sulla volontà dei dipendenti di accedere a reti aziendali, applicazioni e informazioni senza limiti di tempo e luogo e con qualsiasi dispositivo. Tenendo presente tale desiderio, gli ultimi dati estratti mostrano come le tendenze dei consumatori nella vita reale quale l'utilizzo dei social media, del video e di un numero crescente di dispositivi sul posto di lavoro, stiano spingendo molti dipendenti a mettere in discussione le policy IT aziendali e a infrangerle sempre più spesso. Ecco, in sintesi, i rincipali risultati della ricerca: Consapevolezza dei dipendenti e rispetto delle policy IT • Lo studio, che include interviste a2.600 dipendentie professionisti in13 paesi, ha rivelato che mentre la maggior parte delle aziende (82% globalmente e 83% a livello italiano) ha delle policy IT, circa un dipendente su quattro (24% a livello globale e 26% a livello italiano) non è al corrente della loro esistenza. Un ulteriore 23% (26% in Italia) ha riferito che la propria azienda non ha attuato policy in materia di un utilizzo dei dispositivi. Aggregando tali dati, quasi la metà dei dipendenti intervistati (47% a livello globale, 52% in Italia), o non ha idea di quelle che sono le policy IT relative all'utilizzo dei dispositivi o non è al corrente delle loro esistenza. • Tra i dipendenti che hanno dichiarato di conoscere le policy IT aziendali, il35%afferma che il dipartimento IT non fornisce spiegazioni né chiarimenti sul perché tali policy siano state attuate, cosa che può portare a una maggiore apatia, incomprensione e conformità selettiva. • Tra i dipendenti che conoscono le policy IT, circa due su tre (il 64% a livello globale, il 63% in Italia) pensano che potrebbe essere apportato qualche miglioramento e sono convinti che le policy debbano essere aggiornate per riflettere le reali esigenze e stili di lavoro, trovando ad esempio un compromesso accettabile tra l'utilizzo dei dispositivi, dei social media. della mobilità e della flessibilità lavorativa. • Tra i dipendenti che ammettono di trasgredire le policy IT, due su cinque (il 41% globalmente rispetto al 22% in Italia) affermano di farlo perché hanno bisogno di specifici programmi e applicazioni per portare a termine la propria attività. • Un dipendente su cinque, ovvero il20 %a livello globale (17% in Italia), ha affermato di non rispettare le policy IT perché è convinto che la propria azienda o dipartimento IT non le faranno applicare. • Questa ricerca porta alla luce una questione aperta in molte aziende a livello globale: la necessità diriesaminareeaggiornare le policy ITper allinearle con la realtà, sempre più diffusa, di una forza lavoro più esigente e desiderosa di essere connessa ovunque, in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo, nonché di condividere qualsiasi informazione della propria vita lavorativa e personale.
Le policy IT rispetto l'utilizzo deisocial mediae dei dispositivi da parte dei dipendenti • L'utilizzo dei social media è limitato in varia misura sia nei diversi paesi che all'interno delle aziende. Sebbene la metà (51%) dei dipendenti intervistati a livello globale ritenga che i social media, pur non essendo legati al lavoro, contribuiscano all'equilibrio tra lavoro e vita, due su cinque (41%, 52% in Italia) hanno dichiarato di non essere autorizzati a utilizzareFacebooksul luogo di lavoro, e che a uno su tre (35% globalmente e 36% in Italia) è vietato l'uso diTwittersul posto di lavoro o tramite l'utilizzo di dispositivi aziendali. • Oltre un dipendente su quattro (28%, 29% in Italia) non può utilizzare l'Instant Messaging(IM) sul posto di lavoro o con dispositivi aziendali, e uno su cinque (21%, 26% nel nostro Paese) ha delle limitazioni sull'invio di email personali da dispositivi aziendali e durante le ore lavorative. • Due dipendenti su tre (64%) ritengono che il loro team IT e le loro aziende dovrebbero allentare le restrizioni e consentire l'uso dei social media sia durante le ore di lavoro sia con i dispositivi aziendali, citando l'equilibrio vita-lavoro come una delle principali motivazioni, in particolare perché molti di loro possono lavorare in mobilità, senza limitazioni e aumentando le ore di lavoroe i risultati. • Anche l'utilizzo di dispositivi personali comeiPadeiPhoneè limitato. A livello globale, a quasi un dipendente su cinque (18%) non è permesso utilizzare il proprio iPod al lavoro (percentuale che sale al 24% in Italia), e quasi a uno su cinque (18%) è vietato l'uso a lavoro di dispositivi personali come i notebook o i telefonini (23% nel nostro Paese). • La maggior parte degli impiegati (66%) ritiene che dovrebbero essere in grado di connettersi gratuitamente con qualsiasi dispositivo in dotazione - personale o aziendale - e accedere alle applicazioni e alle informazioni di cui hanno bisogno durante tutta la giornata. Policy o non policy, molti dipendenti semplicemente lo fanno, sollevando la questione circa l'efficacia delle policy e come l'IT possa aggiornare, applicare e garantire una migliore compliance.
Un utilizzo sempre maggiore delvideonel luogo di lavoro • L'utilizzo del video come forma di comunicazione consumer e aziendale è in aumento. A livello globale, più didue terzidei professionisti IT (68%) ritiene che l'importanza delle comunicazioni video per la loro azienda aumenterà in futuro, in particolare per gli intervistati in Messico (85%), Cina (85%), Brasile (82%), e Spagna (82%). Anche inItaliail trend è confermato con il 76% degli intervistati che ha risposto in modo affermativo alla domanda. • Tuttavia, non tutti i dipendenti che desiderano utilizzare la comunicazione video nei luoghi di lavoro sono in grado di farlo oggi. Circa due dipendenti su cinque (41%) affermano di non poter utilizzare il video come strumento di comunicazione sul posto di lavoro, con oltre la metà dei lavoratori dipendenti negli Stati Uniti (53%), Regno Unito (55%), Germania (55%) e Francia (60%) che non possono usare il video per la comunicazione sul posto di lavoro. • Tra i lavoratori che non utilizzano il video,uno su tre(34%) prevede di utilizzarlo per comunicare sul posto di lavoro entro i prossimi due anni, e quasi due dipendenti intervistati su quattro a livello globale sono convinti che il video potrebbe diventare la loro principale modalità di comunicazione.
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