Deroghe metalmeccanici: Fim-Cisl e Uilm approvano, Fiom non ci sta
Federmeccanica incassa il sì di Fim-Cisl e Uilm a proposito delle deleghe per i contratti del settore metalmeccanico. Ma Fiom non ci sta: "nel contratto firmato nel 2008 ci sono già tutti gli strumenti di flessibilità necessari".
Autore: Redazione ImpresaCity
I sindacati hanno dato il loro primo sì alle deroghe per i contratti del settore metalmeccanico proposte da Federmeccanica. Nell'ambito della vicenda Fiat, che ha sollevato un problema generale di tutto il comparto, i rappresentanti di Fim-Cisl e Uilm si sono detti disposti ad accettare misure di maggiore flessibilità per i lavoratori, a patto che queste siano compensate da maggiori investimenti da parte delle aziende per rilanciare l'occupazione. "La nostra scommessa con Federmeccanica – ha spiegato a Reuters Giuseppe Farina, segretario generale della Fim-Cisl - è quella di dimostrare a Fiat che le sue esigenze di maggiore flessibilità, a fronte di un importante investimento, possono trovare posto nell'ambito del contratto nazionale". "É necessario - ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm - stabilire una cornice dentro la quale, se ci sono adeguate condizioni di investimento, occupazione e ricaduta sul territorio, sarà possibile per singole aziende e settori, avvalersi delle deroghe". Unica eccezione Fiom, che ribadisce con forza il suo no all'accordo: "Siamo contrari alle deroghe – spiega infatti Francesca Re David, della segreteria nazionale del sindacato – nel contratto nazionale del 2008 che abbiamo firmato ci sono tutti gli strumenti di flessibiltà richiesti dalla Fiat, già utilizzati da altre imprese come Electrolux che ha un volume di investimenti maggiore del Lingotto rispetto al fatturato. Mi riferisco alle innovazioni sull'uso delle 64 ore di flessibilità, sugli straordinari non comandati, sulle ferie, che non compromettono la sicurezza e la salute dei lavoratori". Il comitato centrale Fiom si riunirà l'8 settembre per decidere la strategia da adottare nel prossimo futuro.
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