Fiat Pomigliano, la Fiom ribadisce il no all'accordo

La Fiom-Cgil ha ribadito il proprio no all'intesa tra Fiat e sindacati: il sindacato chiede all'azienda di riaprire le trattative e di rivedere i punti più contestati dell'accordo. La Fim-Cisl non condivide questo atteggiamento.

Autore: Irene Canziani

I delegati della Fiom-Cgil, riunitisi ieri a Pomigliano d'Arco, hanno ribadito il loro "no" all'accordo raggiunto dai vertici Fiat con Cisl, Uil e Ugl nelle scorse settimane. I rappresentanti, nel documento finale dell'assemblea, ringraziano i lavoratori dello stabilimento "Giambattista Vico" per non essersi piegati al "ricatto" dell'azienda, e ora chiedono di rivedere i punti più contestati dell'intesa: punti che, secondo quanto si legge, "limitano il diritto di sciopero e violano le norme di diritto del lavoro".
La Fiom è pronta ad andare avanti nelle negoziazioni "se la Fiat rispetta le leggi": "se si vuole andare avanti su Pomigliano la Fiat riapra la trattativa", ha affermato Maurizio Landini, segretario generale del sindacato dei metalmeccanici Cgil.
L'assemblea ha inoltre decretato l'avvio di un'iniziativa itinerante che prenderà le mosse da Termini Imerese (altro nodo critico per Fiat) per poi arrivare alla presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma.
Alle rivendicazioni della Fiom ha risposto una nota della Fim-Cisl: "Una cosa è sicura, non saranno le manifestazioni pubbliche come quelle della Fiom Cgil a Pomigliano che potranno portare lavoro e prospettive ai lavoratori dello stabilimento Fiat", afferma nel comunicato il segretario Giuseppe Farina, aggiungendo: "è molto più importante a tal fine l'accordo fatto e l'ampio consenso da esso ricevuto nel referendum da parte dei lavoratori. La Fiat decida rapidamente l'avvio degli investimenti e confermi la produzione della Panda a Pomigliano".

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