Anatomia di una blockchain

Anatomia di una blockchain

Il paradigma blockchain è un mix di tecnologie già consolidate - peer to peer, firma digitale e crittografia, algoritmi di consenso - ma orchestrate insieme in una modalità innovativa

di: Piero Macrì del 27/04/2017 09:48

Technology
 
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La blockchain è un database distribuito su più nodi interconnessi e univoci che, grazie alla crittografia, può registrare e autorizzare transazioni senza bisogno dell'approvazione di una singola autorità riconosciuta. La Dlt (letteralmente libro mastro digitale distribuito) si riferisce più genericamente a tutte le tecnologie ispirate alla blockchain originale.

Il grande clamore intorno alla blockchain e alla Dlt (Distributed Ledger Technology) è associato all'effetto principale che scaturisce dal suo utilizzo: mentre i processi di scambio e negoziazione avvengono per mezzo di una terza parte fidata, la blockchain permette di gestire il processo di scambio senza doversi affidare a un intermediario centrale.

Nel nuovo scenario le transazioni (non solo di denaro, ma anche di informazioni) tra due soggetti avverrebbero tramite una certificazione distribuita (che può essere decentralizzata nell'accezione permissionless o centralizzata nell'appoccio permissioned). Ciò fa pensare a un cambiamento epocale che, oltre a generare efficientamento di processo, può trasformare profondamente le fondamenta delle architetture e delle filiere preesistenti.

Il paradigma blockchain è un mix di tecnologie già consolidate - peer to peer, firma digitale e crittografia, algoritmi di consenso - ma orchestrate insieme in una modalità innovativa. Nell'accezione classica di blockchain si parla di implementazione:

Permissionless - in questo contesto non c'è alcun rapporto fiduciario tra i nodi del sistema e la consistenza del registro è garantita unicamente dalle regole del protocollo e dalla bontà dell'algoritmo di consenso;

Permissioned - sostanzialmente una blockchain privata in cui il controllo del registro è affidato a un singolo attore (es. una banca di riferimento) o a un ente consortile che coordina un gruppo di attori uniti da un interesse comune.

Sebbene il carattere permissionless sia il vero elemento caratterizzante del paradigma, si osserva come le principali iniziative avviate dalle banche siano basate su una logica di consenso privata che si presta più facilmente ad una fase di sperimentazione.

Considerata come un vero e proprio salto paradigmatico dei sistemi di computazione, la tecnologia blockchain offre un ventaglio di possibili applicazioni molto esteso e in via di esplorazione da parte delle banche.

I percorsi di sviluppo e adozione del paradigma blockchain stiano trovando sbocco soprattutto nell'area dei servizi di pagamento, su cui si concentra l'impegno di circa la metà delle realtà delle 27 organizzazioni oggetto dell’ultima indagine di Abi Lab.

Più in dettaglio, la percentuale dei rispondenti che sta lavorando con la blockchain per lo sviluppo dei servizi di pagamento si attesta al 48%, un dato che sale al 50% per le banche di maggiori dimensioni, mentre si ferma al 36% per le banche di minori dimensioni. Interessante osservare inoltre l'impegno su questo fronte dei tre quarti degli outsourcer interbancari intervistati.

Le risposte fornite dal campione sono abbastanza eterogenee e riflettono uno scenario di applicazione della tecnologia blockchain piuttosto variegato: diverse banche hanno avviato una fase di studio riguardo alla blockchain per comprenderne l'architettura di base, gli ambiti di applicazione e le relative opportunità, mentre in alcuni casi è in corso un'attività di sperimentazione.

Tra le specifiche attività attualmente allo studio si evidenzia l'implementazione di procedure di pagamento P2P, smartpayment, consulenza finanziaria in mobilità, clearing dei titoli, verifiche d'identità e sottoscrizione e scambio di contratti.
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