Capgemini vara nuovi servizi di sicurezza per l'automotive

Capgemini vara nuovi servizi di sicurezza per l'automotive

Una soluzione completa per aiutare produttori e fornitori di componenti a prevenire, intercettare e neutralizzare possibili minacce di cybersecurity

di: Redazione del 13/02/2017 15:14

Technology
 
Capgemini ha annunciato oggi il lancio di una nuova proposta studiata per rafforzare la sicurezza dei veicoli connessi, degli impianti di produzione delle vetture e dei sistemi IT enterprise delle case automobilistiche.

nanographic-new1---1024x512.jpgLa nuova proposta combina le competenze specialistiche dei team globali automotive, cybersecurity e consulting del Gruppo, inclusa la consociata interamente controllata Sogeti, con il network di Security Operation Center (SOC). L’offerta include una soluzione completa per aiutare produttori e fornitori di componenti a prevenire, intercettare e neutralizzare possibili minacce di cybersecurity.

Chiunque lavori per un produttore automobilistico, dagli addetti agli impianti fino al CEO, si è ormai reso conto di quanto sia importante la cybersecurity", ha affermato Andrea Nulli, Cybersecurity Leader di Capgemini Italia. "L'incapacità di prevenire un attacco può comportare richiami di massa, perdite di fatturato, sanzioni normative e persino rischi per la sicurezza dei clienti. Buona parte dell'attenzione è stata rivolta sinora alla protezione dei sistemi IT, cosa già sufficientemente difficile per sé, ma ora che le compagnie lavorano sempre più spesso con oggetti connessi come robot di fabbrica e milioni di componenti automobilistici connessi, la complessità associata alla capacità di restare al sicuro è impressionante”.

Il lancio avviene in un periodo nel quale il settore automotive sta affrontando delle sfide in ambito cybersecurity senza precedenti. "Le automobili stanno diventando sempre più avanzate e connesse, vengono costruite con centinaia di sensori e svariati computer di bordo incaricati di controllare ogni cosa, dallo sterzo fino ai fari. Tutto questo - affermano in Capgemini - si traduce in una moltitudine di punti di ingresso attraverso i quali gli hacker possono ottenere l'accesso e il controllo di un veicolo. E non è solamente l'automobile a essere vulnerabile: anche gli stabilimenti sono sempre più connessi e costituiscono bersagli potenziali".
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