Orchestrazione e automazione dei servizi IT: i segreti meglio custoditi dalle imprese

Orchestrazione e automazione dei servizi IT: i segreti meglio custoditi dalle imprese

L'approccio più pratico all’automazione e all’orchestrazione IT è quello di utilizzare infrastrutture convergenti e iperconvergenti come mattoncini di base per costruire la propria architettura IT. In queste configurazioni Storage, Networking e...

di: Federico Suria (Dell EMC)* del 04/10/2016 10:50

Technology
 
Agilità, velocità, time to market: questi fattori, fondamentali per il successo delle imprese in un
mondo che si trasforma molto velocemente, sono gli stessi che il business richiede a chi nelle aziende gestisce la tecnologia, che spesso è il primo fattore abilitante a seguire i cambiamenti del mercato. E’ per questo che una delle principali sfide di una organizzazione IT è avere sistemi sufficientemente agili da tenere il passo queste mutevoli esigenze. Installare una virtual machine di per sé richiede poco tempo; erogare servizi storage e di rete può impiegare anche diverse settimane se l’infrastruttura e i processi interni non ssuria.jpgono adeguati.Federico Suria
Professional Service Lead in Dell EMC
Per risolvere questo problema in tempi brevi la soluzione più semplice per il business è spostare alcuni dei carichi applicativi su cloud pubblici, certamente più agili, ma sul lungo periodo più costosi e che creano un modello che fa perdere il controllo delle informazioni e dei dati aziendali a favore di un ente esterno.
L’alternativa, seguita dalle organizzazioni IT più lungimiranti è quella di aumentare la flessibilità della propria infrastruttura interna ed erogare servizi IT al resto dell’azienda con la stessa flessibilità dei public cloud service provider, ma ad un costo inferiore.
Per raggiungere il livello di automazione e orchestrazione IT necessario vi sono due strade: dotarsi di infrastruttura commodity (white label) mascherando il livello di complessità attraverso il software, oppure ridurre la complessità dell’infrastruttura attraverso piattaforme convergenti e iperconvergenti che nascono pre-integrando i componenti del data center e permettono di scalare e gestire il cloud privato con sforzi molto ridotti.

La prima ipotesi è più complessa da realizzare sotto più punti di vista: i framework di automazione IT richiedono capacità di programmazione che non tutte le organizzazioni hanno al proprio interno, a meno di formare team ad hoc, con un dispendio di tempo e investimenti considerevole. Inoltre la crescita di infrastrutture di questo tipo presenta notevoli problemi nel ribilanciare carichi e risorse, con l’aggravante di avere una soluzione custom che diventa molto dispendioso da manutenere e difficile da far crescere. Il risultato è che spesso nei datacenter di questo tipo aumentano le inconsistenze e il carico operativo per gestirle diventa insostenibile.
Un approccio molto più pratico all’automazione e all’orchestrazione IT è invece utilizzare infrastrutture convergenti e iperconvergenti come mattoncini di base per costruire la propria architettura IT.
In queste configurazioni Storage, Networking e Computing sono preintegrati dai vendor, che nelle soluzioni più moderne includono anche uno strato di virtualizzazione software in modo da astrarre le risorse dall’hardware fisico. Con questo approccio vengono eliminati i problemi di bilanciamento dell’architettura e i tempi di roll-out di nuova infrastruttura vengono ridotti di un ordine di grandezza rispetto all’infrastruttura tradizionale.
Le infrastrutture convergenti funzionano come dei piccoli mattoncini Lego che possono essere inseriti in una costruzione esistente in modo veloce e preciso. E in modo veloce e preciso, l’infrastruttura così costruita, espone le proprie risorse di rete, calcolo e storage alle virtual machine che le richiedono.

Il risultato finale è una organizzazione IT molto più agile, capace di rispondere prontamente a tutte le nuove richieste che arrivano dal business e con il pieno controllo delle risorse di cui dispone.
I servizi infrastrutturali possono poi essere resi disponibili con le stesse modalità di un cloud service provider. Con l’opportuna trasformazione dei processi e delle organizzazioni interne, la funzione IT diventa così in grado definire quali risorse possono essere rese disponibili per una specifica applicazione, calcolandone anche il costo per il suo cliente interno.
E’ per questo motivo che, nell’era del cloud e della crescita esponenziale dei dati, le infrastrutture tradizionali non sono adeguate a svolgere un carico di lavoro per cui non sono state pensate. Non solo a tendere diventano molto più costose, ma rendono anche l’organizzazione IT operativamente inefficiente e lenta. E poiché le operation IT pesano normalmente circa il 70% dell’intero budget IT, le infrastrutture convergenti rappresentano anche una interessante occasione per ridurre i costi opertivi e ribilianciare la spesa su progetti innovativi.
*Federico Suria è Professional Service Lead in Dell EMC
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