Cisco, è tempo di reinventarsi

Cisco, è tempo di reinventarsi

Il futuro dipende dalla capacità di comprensione delle dinamiche di mercato e dalla transizione a nuove aree di business e da nuove modalità di utilizzo dell'IT

di: Piero Macrì del 30/06/2016 16:31

Technology
 
E anche per Cisco si è aperta una nuova fase. John Chambers, al comando del gigante del networking dal 1995, si è fatto da parte. Da luglio 2015, dopo vent’anni di onorata carriera, ha lasciato l’incarico di Ceo, mantenendo la presidenza. Al suo posto è subentrato Chuck Robbins, 50 anni, da 18 anni in Cisco.

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Come scritto in un nostro recente articolo, sta definitivamente tramontando un’epoca: la generazione che ha fatto la storia dell’informatica sta progressivamente uscendo di scena. Negli ultimi dieci anni il vertice dell'IT globale ha conosciuto una trasformazione epocale, basti ricordare l’abbandono di Bill Gates e Steve Ballmer da Microsoft, di Andrew Grove, Paul Otellini e Craig Barrett da Intel, di Larry Ellison da Oracle e, infine, la scomparsa di Steve Jobs. Non meno significativi i cambiamenti avvenuti in altre parrocchie. In HP, dal 2005 a oggi, si è assistito a un periodo di grande turbolenza, con l’alternarsi di numerose personalità nel ruolo di Ceo fino ad approdare poi alla nomina di Meg Whitman, da cinque anni al vertice dell'azienda e fautore della separazione tra business PC ed Enterprise. Una trasformazione che ha anche una sua ragione anagrafica - Chambers ha, per esempio, 65 anni - ma che nello stesso tempo indica il passaggio a una nuova fase dell’Informatica, quella associata al cloud, al mobile, al big data, all’IoT, o più semplicemente, al processo di trasformazione digitale del mercato e dell’impresa. 

L’era Chambers
Entrato in Cisco nel 1991, e successivamente incoronato Ceo nel 2005, Chambers è stato il protagonista del cambiamento introdotto da Internet e della straordinaria crescita societaria associata allo sviluppo infrastrutturale del networking. Ma alla prima ondata di innovazione è seguita per Cisco una discontinuità e una momentanea regressione. Nell’anno 2000 è stata per un breve periodo la società tecnologica più capitalizzata di Wall Street, raggiungendo cifre da capogiro, oltre 500 miliardi di dollari di capitalizzazione. E’ il periodo che oggi viene ricordato come la bolla di Internet. Da allora la società ha cercato di trovare un’identità coerente con i cambiamenti che si sono poi andati evidenziando. Una prima diversificazione che mirava anche all’ambito consumer è fallita e negli ultimi anni si è proceduto a una maggiore focalizzazione sulle attività core cercando di creare un’offerta globale sia in termini d’infrastruttura enterprise sia in termini di infrastrutture cloud con un'enfasi sull'Internet of Everything, vista come nuova terra promessa in quanto driver di nuovi investimenti infrastrutturali.

"Il futuro di tutte le aziende - ha affermato di recente Chambers - dipende dalla capacità di comprensione delle dinamiche di mercato e dalla transizione verso nuove aree d business così come da nuove modalità di utilizzo dell'IT. Interpretare i cambiamenti non è semplice, ma va da sè che la trasformazione digitale è la questione fondamentale che deve essere indirizzata correttamente per continuare a essere sul mercato e cogliere nuove opportunità".

Alle aziende Chambers rivolge un messaggio molto diretto: "Non continuate a fare le stesse identiche cose per un tempo troppo lungo. Mettetevi nella condizione di trarre vantaggio da aree di mercato complementari, sviluppando nuovo business". E se da una parte Cisco si prepara per mettere a punto componenti e servizi a supporto della nuova IT, dall'altra si lavora per portare il layer di networking aziendale verso tecnologie di nuova generazione. "E' in corso una modernizzazione degli apparati di networking in utilizzo presso organizzazioni di ogni ordine e grado: data center e sistemi informativi guardano alla nuova frontiera del software-defined e indirizzano investimenti verso tecnologie che sappiano introdurre in azienda nuova efficienza" 

La nuova fase
Oggi l’azienda ha una capitalizzazione di 140 miliardi di dollari e ha ritrovato la fiducia dei mercati. La nomina di Chuck Robbins è nel segno della continuità con la politica intrapresa da Chambers. L’anno fiscale 2015 di Cisco si è chiuso con una crescita del 4,28%, per complessivi 49,16 miliardi di dollari. (Continua)

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