Formigoni: l'Expo necessita di una governance adeguata

Formigoni: l'Expo necessita di una governance adeguata

Formigoni: "Con le dimissioni di Pisapia la governance di Expo 2015 è zoppa: andavamo avanti su due gambe. Se viene meno la gamba del commissario straordinario, è chiaro che la sola gamba del commissario generale non basta".

di: Redazione ImpresaCity del 13/06/2012 16:00

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Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha chiesto al commissario straordinario di Expo 2015,  Giuliano Pisapia, di revocare le sue dimissioni presentate la scorsa settimana al Governo italiano. "Se viene a mancare un pilastro fondamentale come il commissario straordinario - ha detto Formigoni - non mi presterò a operazioni di facciata, riservandomi di valutare la situazione: non voglio mentire né ai cittadini italiani né a quelli di tutto il mondo, ai quali fino a ora ho potuto garantire che le cose procedono bene. Ma se viene a mancare un pezzo di governance...…".
Formigoni ha ribadito come, fino a oggi, la governance messa in campo per l'Expo abbia "funzionato, tanto è vero che sono state sbloccate molte questioni assai delicate. La collaborazione tra i due commissari è stata molto buona e ha rappresentato tutte le forze politiche presenti sul territorio: per questa ragione all'Assemblea generale ho potuto rappresentare un quadro positivo, annunciando che i lavori per la realizzazione di tutte le opere stanno procedendo in perfetto orario e stiamo preparando una grande Expo".
Lo stato di avanzamento delle opere ha ricevuto i complimenti del presidente del Bie Ferdinand Nagy, del segretario generale Vicente Gonzales Loscertales e di tutti i componenti dell'assemblea generale del Bie presenti a Parigi. 
L'annuncio delle dimissioni del commissario straordinario muta, tuttavia, il quadro: "Il sindaco di Milano - ha spiegato Formigoni durante la conferenza stampa convocata a Milano al rientro dal Bie - è una pedina fondamentale: chi può fare il commissario straordinario se non il sindaco di Milano, dovendo prendere decisioni che riguardano la città?". Come ha fatto il presidente Monti, anche Formigoni ha chiesto a Pisapia "di revocare le sue dimissioni: mi auguro che si vada in questa direzione. Invito, dunque, Pisapia a riconsiderare la sua situazione e a ritirare le sue dimissioni: è un impegno gravoso, ma del commissario straordinario abbiamo bisogno e la figura del sindaco è quella più indicata per farlo".Se il sindaco confermasse le dimissioni nei prossimi giorni, Formigoni ha già annunciato che sentirà il presidente del Consiglio: "Dovremo trovare una soluzione alternativa, ma non sarà facile e non so neppure se sarà possibile. Abbiamo bisogno che il Governo ci sia più vicino, ma voglio anche dire che, finora, la collaborazione è stata buona e che il Governo ha confermato gli impegni. Chiamare a responsabilità il Governo non significa abdicare alle proprie responsabilità". E dal Governo - ha precisato Formigoni - il presidente della Regione Lombardia ha ricevuto l'incarico di commissario generale: "Non l'ho ricevuto dal Consiglio regionale: come commissario generale rappresento il Governo nazionale, davanti ai Paesi del mondo che aderiscono al Bie".Con le dimissioni di Pisapia - ha proseguito Formigoni - "la governance è zoppa: andavamo avanti su due gambe. Se viene meno la gamba del commissario straordinario, è chiaro che la sola gamba del commissario generale non basta. Se Pisapia persistesse nelle sue intenzioni, mi riservo di valutare: non voglio mentire né ai cittadini italiani né a quelli europei".
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