Ricoh: l’ufficio del futuro tra Intelligenza Artificiale, ologrammi e tecnologie da indossare

Ricoh: l’ufficio del futuro tra Intelligenza Artificiale, ologrammi e tecnologie da indossare

Da una ricerca commissionata da Ricoh Europe a Coleman Parkes emerge che i dipendenti delle aziende europee si aspettano un posto di lavoro del futuro caratterizzato da tecnologie che cambieranno significativamente il modo di lavorare.

di: Redazione ImpresaCity del 22/12/2014 09:20

Technology
 
Da una ricerca commissionata da Ricoh Europe (Tech Evolved Workplace) emerge come le aziende si aspettano che il posto di lavoro del futuro sarà caratterizzato da tecnologie che cambieranno moltissimo il modo di lavorare. La maggior parte dei dipendenti si immagina un posto di lavoro tecnologicamente evoluto in cui si utilizzeranno realtà aumentata, robot da ufficio e droni.
Oggi è ovviamente difficile capire come verranno utilizzate queste tecnologie, che hanno in ogni caso tutte le potenzialità per trasformare il modo di lavorare delle aziende.
 Le macchine che hanno superato il Test di Turing – un mezzo che determina se un dispositivo ha un comportamento intelligente simile a quello di un essere umano – sono state definite come un primo passo verso applicazioni commerciali di Artificial Intelligence (AI).
Questa tecnologia potrebbe essere utilizzata, come viene fatto con i robot, per svolgere attività laboriose oppure per aumentare la conoscenza umana. Ad esempio l’assistente virtuale di un dottore potrebbe effettuare diagnosi e suggerire terapie studiando libri di medicina, osservando i medici mentre curano i pazienti e accedendo a repository di informazioni.  
La tecnologia evolve sempre più velocemente verso l’AI con macchine sviluppate in modo che possano parlare, imparare e interagire come fanno gli essere umani. Negli uffici crescono le potenziali applicazioni di questa tecnologia. Il Customer Service ad esempio potrebbe essere interamente automatizzato mediante helpdesk virtuali che utilizzano l’intelligenza artificiale. 
 
Tecnologie che si indossano
Stiamo per entrare nell’era degli accessori “smart” in cui i telefoni mobili e i tablet verranno sostituiti da tecnologie che si indossano. Il mercato degli smartwatch, ad esempio, è destinato a crescere rapidamente nell’immediato futuro. Allo stesso tempo sono stati collaudati gli occhiali per la realtà aumentata, come anche gli smartrings. L’analista Mary Meeker stima che circa due terzi delle attività che oggi si svolgono mediante dispositivi mobili – ad esempio leggere e-mail oppure navigare in Internet – potrebbero in futuro essere gestite mediante tecnologie che si indossano.  

Ologrammi
Negli anni ’70 Star Wars ha anticipato l’utilizzo degli ologrammi e ora queste tecnologie sono sempre più una realtà. Nel Regno Unito il Brent Council ha investito 12.000 sterline in Shanice, un assistente virtuale che “siede” dietro una scrivania. Sebbene non si tratti di un ologramma vero e proprio in quanto Shanice è proiettata su uno schermo, questo dimostra come le aziende potrebbero trarre vantaggio da ologrammi che fungono da assistenti. Come emerge dalla ricerca di Ricoh Europe, la realtà aumentata, unitamente agli strumenti interattivi touch, potrebbe portare a nuovi scenari e potenzialmente proiezioni 3D e ologrammi potrebbero diventare la normalità.  

L’evoluzione dell’ufficio
La creazione di uffici che assomiglino a case o a spazi ricreativi – cosa che avviene spesso nelle start-up tecnologicamente avanzate – sta diventando sempre più frequente.
Le aziende stanno realizzando ambienti in cui i dipendenti si sentono a proprio agio e possono svolgere attività di svago, perché questo contribuisce ad aumentare la produttività.
Dal momento che le comunicazioni tra persone e la condivisione delle informazioni mediante dispositivi mobili stanno diventando sempre più sofisticate, le interazioni potrebbero diventare digitali e le attività a basso valore aggiunto potrebbero essere svolte da colleghi virtuali.
Il posto di lavoro del futuro potrebbe non essere uno spazio fisico. Molti lavoratori vorrebbero maggiore flessibilità e possibilità di lavorare da remoto e questo cambia anche gli spazi di lavoro e le modalità operative. Le aziende devono quindi rivedere e trasformare il proprio modo di lavorare preparando il terreno per le future innovazioni digitali. Una parte importante di questo cambiamento riguarda, da un lato, l’analisi e l’ottimizzazione continue dei processi di business e, dall’altro, la sostituzione dei sistemi legacy a favore di tecnologie innovative.
Tutte le aziende che riusciranno a trarre vantaggio dall’innovazione miglioreranno il business nei prossimi 20 anni e oltre. Forse a metà di questo secolo saranno le rappresentazioni virtuali a gestire sistemi e processi, mentre i dipendenti lavoreranno per aumentare la produttività, migliorare i servizi ai clienti e la profittabilità del business in modi che ancora non è possibile immaginare.

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