Ricoh, come cambia la definizione di iworker nel paradigma del Big Data e del Cloud

Ricoh, come cambia la definizione di iworker nel paradigma del Big Data e del Cloud

Per acquisire nuova efficienza e produttività le aziende devono riuscire a fornire ai dipendenti strumenti per la condivisione delle informazioni e della conoscenza.

di: Redazione ImpresaCity del 08/06/2014 15:35

Technology
 
La creazione di un’impresa digitale presuppone la ridefinizione di processi aziendali al fine di cogliere le opportunità che possono essere innescate dalla condivisione di informazioni coerentemente con quanto di nuovo sta emergendo in ambito Big Data e Cloud Computing. La valorizzazione di uno scenario di questo tipo implica la trasformazione delle modalità di lavoro, la creazione di workplace associati a profili Worker, ovvero a quello di persone in grado di giocare un ruolo fondamentale nella crescita e nell’innovazione del business grazie alla capacità di confrontarsi con un’organizzazione digitale. L’intelligent Worker o knowledge worker, quindi, come soggetti che hanno a disposizione gli strumenti necessari per la condivisione delle informazioni e della conoscenza. ricoh-iworker.jpgLa digital transformation rappresenta una sfida che le imprese non sono ancora riuscite a vincere, come emerge da una ricerca commissionata da Ricoh a Coleman Parkes Research. Il 63% dei manager afferma che la propria azienda è ben lungi dall’essere pronta per la trasformazione digitale e solo il 3% delle imprese afferma di avere ultimato questo percorso. La notizia positiva è che comunque esiste una convinzione complessiva sui vantaggi, in termini di efficienza e produttività, che possono derivare da una digitalizzazione dei processi aziendali. Il 56% dei leader delle aziende italiane, per esempio, ritengono che la digitalizzazione delle informazioni potrebbe contribuire a un risparmio nell’ordine di un 5%, 10% del fatturato.
Le aziende sono dunque pronte a favorire lo sviluppo degli iWorker? David Mills, COO di Ricoh Europe è dell’opinione che il numero degli iWorker sia destinato a crescere in modo significativo. Se attualmente solo il 4% dei business leader europei definisce la maggioranza dei dipendenti della propria azienda con il termine iWorker, vale a dire knowledge worker che hanno accesso 24/7 a tutte le informazioni utili a soddisfare le necessità dell’azienda e dei suoi client, nei prossimi cinque anni si prevede un cambiamento radicale. Il 37% del campione d’indagine è infatti convinto che entro il 2018 la maggior parte della popolazione aziendale sarà costituita da iWorker. Quali sono le priorità per procedere alla determinazione di un ambiente digitalizzato popolato da iWorker? Innanzitutto disponibilità di strumenti per la collaborazione che favoriscano la condivisione della conoscenza e l'interscambio di informazioni tra persone che lavorano in differenti luoghi. Non meno importante l’ottimizzazione dei processi aziendali – mediante l’analisi delle modalità di lavoro dei dipendenti e l’utilizzo corretto delle tecnologie – e il passaggio al cloud. Viene inoltre percepita come essenziale la digitalizzazione dei documenti cartacei, conditio sine qua non per migliorare l’accesso alle informazioni e, conseguentemente, i processi decisionali. Nel processo di trasformazione dell’azienda, secondo Ricoh, è fondamentale il ruolo del CIO che, mettendo in campo le proprie competenze tecnologiche e di business, deve riuscire a promuovere l’innovazione dei processi e a guidare l’organizzazione verso un futuro digitale.
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