Microsoft, più potere a Ballmer

Microsoft, più potere a Ballmer

Non più mini CEO, ma più persone focalizzate sulla parte ingegneristica e tecnologica condividendo esperienze provenienti da tutte le aree aziendali

di: Pm del 12/07/2013 12:00

Technology
 
Una svolta decisiva? La riorganizzazione societaria annunciata con grande enfasi da Microsoft, One Strategy, One Microsoft, è la risposta al cambiamento di mercato e al conseguente riallineamento della strategia all’era Post-PC. Equivale alla ricerca di un modello sostenibile al nuovo scenario di mercato, una decisione che sottintende la centralità di Windows in tutte le declinazioni di dispositivo hardware oggi in circolazione e la necessità di avere una struttura in grado di capitalizzare i progressi in ogni sua singola componente.
Nel documento strategico e nella lettera inviata ai dipendenti Steve Ballmer evidenzia i fattori di innovazione cui si è ispirato il cambiamento. In definitiva, come sempre accade nei momenti in cui si prospettano drastiche riorganizzazioni, cambi di poltrone, assegnazione di nuove responsabilità, l’obiettivo è concepire una struttura aziendale a prova di futuro. One Microsoft, riducendo ai minimi le parole di Ballmer, significa mettere a punto un’azienda in grado di avere un maggiore livello di coerenza in tutti i suoi comparti. Fare in modo che tutte le sue componenti evolvano in base a un principio  di sviluppo collettivo e condiviso.
Più collaborazione, più integrazione, meno dispersione di risorse. Usando un’espressione d’effetto, essere un’azienda con un indice di resilienza più elevato, ovvero essere in grado di reagire ai mutamenti di mercato in modo organico. Per esempio, l’idea che l’approccio al mercato dei device debba essere il più coordinato e omogeneo possibile. Offrire un’esperienza utente unica a tutti i dispositivi: pc- pclike-mobile, fare in modo che un cambiamento introdotto in azienda possa propagarsi in modo trasversale a tutta l’organizzazione.
Quanto annunciato sembra essere una reazione alla stessa fragilità di cui soffrono molte organizzazioni ovvero quella di essere strutturati a silos, con l’effetto negativo di competere in termini di singola divisione e di singolo compartimento rendendo complesso e complicato realizzare un tessuto comune a tutte le componenti. Per diffondere il cambiamento occorre una visione unica cui deve conformarsi l’intera azienda. E’, in parte, una centralizzazione di potere, quella attuata da Ballmer che, secondo alcuni commenti rilevati in rete, serve a preservare sé stesso. Meno potere ai singoli VP delle singole divisioni, dove non esisteranno più mini CEO, più persone che dovranno essere focalizzate sulla parte ingegneristica e tecnologica, condividendo esperienze provenienti da tutte le aree aziendali.
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