Ecco come Suse vede l’open source

Ecco come Suse vede l’open source

Suse ha individuato le direttive chiave da tenere in considerazione per il 2013 per quanto concerne l'open source.

di: Redazione ImpresaCity del 29/01/2013 10:30

Technology
 
L’anno appena concluso è stato sicuramente il periodo in cui l’open source ha registrato il suo maggiore sviluppo.
Percepito inizialmente come un modello per risolvere i problemi quotidiani delle infrastrutture IT, è sbocciato grazie alla capacità di gestire questioni tecnologiche importanti come cloud, Big Data, gestione dei database e supercomputing.
L'open source si è così evoluto da alternativa low-cost a leva fondamentale del business aziendale.   Cosa ci si deve aspettare quindi per il 2013?
Suse individua le tre direttive chiave da tenere in considerazione per il nuovo anno  
Trend 1: l’Open Cloud è ormai una realtà
L’open source è cresciuto enormemente nel mercato del cloud computing nel 2012, in particolare con OpenStack, il progetto studiato per aiutare le aziende a sviluppare le proprie soluzioni cloud-based. Iniziato con la partecipazione di poche centinaia di sviluppatori oggi ne conta oltre 1.400 e l’Openstack Summit di ottobre ha registrato il record di presenze da parte dei vendor.
Nel corso del 2012 si è assistito anche alla prima generazione di aziende che hanno implementato soluzioni basate su OpenStack, tra cui Suse Cloud, Inktank, Mirantis e B1 Systems, emergendo come una comunità consolidata ed energica di contributori allineati e congiunti. Nel 2013 si prevede che questo trend continuerà a protrarsi e l’open source troverà sempre maggiore applicazione negli ambienti cloud data la sua flessibilità e capacità di adattamento ad infrastrutture IT complesse pre-esistenti.  
Trend 2: Big Data – dai dati empirici ai fatti concreti
Come il cloud, l’area dei Big Data ha ricevuto un’enorme attenzione nell’ultimo periodo, guarda al 2013 come il momento per accrescere l’enfasi sui risultati, anche se ancora in fase iniziale di adozione e su progetti non ancora maturi.
Nel regno dell’open source, Linux contribuisce all’affermazione dei Big Data attraverso la sua struttura in quanto soluzione ottimale per supportare il carico di lavoro di un numero elevato di processori e gestire attività di computing su larga scala distribuite su progetti estesi come Sap Hana e Teradata.  
Con il supporto dei maggiori operatori del mercato, l’open source è destinato a gestire una mole sempre maggiore di dati, in modo più veloce ed efficiente. Con il migliorare delle performance, il punto chiave per il prossimo anno sarà il livello di conoscenza che un’azienda potrà estrarre da queste massive piattaforme analitiche.
Siamo a un punto in cui si sta solo iniziando a conoscere ciò che non si conosce; in altre parole il livello di spunti che si ottengono da progetti Big Data è ancora minimo. Ma tutto ciò cambierà presto. L’open source, infatti, fornendo scalabilità e flessibilità alle aziende, farà in modo che le aziende comincino a tradurre tutti i dati analitici in reale conoscenza a supporto del business.  
Trend 3: sviluppatori sofisticati cercasi
Dato il numero crescente di partecipanti, di tecnologie e un mercato altamente competitivo, lo sviluppo della comunità open source sta diventando sempre più complesso. Sviluppare soluzioni per ambienti cloud, ad esempio, richiede professionisti costantemente flessibili e pronti e i sistemi devono essere approvvigionati e gestiti tramite risorse già esistenti con tempistiche estremamente ridotte. Per fare tutto ciò c’è bisogno di uno sviluppatore più intraprendente e preparato.  
Inoltre, la scalabilità degli ambienti IT di oggi richiede sviluppatori abili a lavorare con gli algoritmi e capaci di supportare carichi di lavoro in continua crescita. Più aumenta, infatti, il livello di complessità degli ambienti di lavoro esistenti, più diventano intricati i processi di scalabilità. Se non si possiedono le caratteristiche per elaborare questi algoritmi, un promettente progetto IT può trasformarsi in un vero e proprio fallimento.
Oltre a questo, gli sviluppatori devono avere un nuovo livello di maturità e accettazione dell’ignoto. Quando si verificano alcuni processi senza premessa, gli sviluppatori devono essere in grado di riallocare le risorse velocemente, senza che il server vada in downtime.
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