Dell, un 2012 in chiaroscuro. Nel 2013 prosegue la trasformazione verso il valore

Dell, un 2012 in chiaroscuro. Nel 2013 prosegue la trasformazione verso il valore

Filippo Ligresti, Country Manager di Dell Italia, racconta il 2012 di Dell e anticipa alcune novità previste per l’esercizio 2013, confermando il cammino intrapreso per diventare un solution provider di infrastruttura It a 360 gradi. Per il 2013...

di: Barbara Torresani del 22/01/2013 15:23

Technology
 
Mancano pochi giorni alla chiusura dell'esercizio fiscale 2012 a fine gennaio ed è tempo di fare un bilancio per Dell, guardando al 2013. Nessun commento sui 'rumors' girati in questi giorni in merito alla possibile privatizzazione; alla domanda posta dai giornalisti italiani Filippo Ligresti, country manager di Dell Italia risponde con un “no comment”, ribadendo che dal management arrivano direttive di fiducia, e che lo stesso chairman Michael Dell indica e difende la direzione intrapresa negli anni scorsi e invita a non alimentare voci inesistenti.
E’ stato un 2012 in chiaroscuro quello della società. Lo ripercorre toccando le tappe salienti,  proprio Ligresti: “Se da una parte la società ha visto concretizzarsi il percorso di trasformazione da azienda a volume ad azienda a valore, soprattutto grazie all'affermazione nel mercato server dove Dell ha acquistato market share, dall'altra ha subìto una contrazione delle vendite in ambito client, che ha avuto ripercussioni sulle prestazioni finanziarie. Negli ultimi trimestri quindi Dell non è cresciuta pur mantenendo una buona marginalità”.
dell-un-2012-in-chiaroscuro-1.jpgUn anno quindi caratterizzato da luci e ombre dal punto di vista finanziario, con una buona performance nel mercato enterprise e dall'altro una perdita di quote di mercato sul lato clientzoccolo duro societario che ad oggi pesa ancora per oltre il 50% sul risultato, causato dal calo della domanda,  dalla concorrrenza agguerrita di attori orientali – ottima la prestazione di Lenovo – ma anche dall'impatto di una nuova tipologia di device, che hanno in parte oscurato le prestazioni dei dispositivi tradizionali.
Un elemento distintivo del 2012 è stato poi il prosieguo del processo di acquisizioni avviato circa quattro anni fa quando si è dato il via allatrasformazione societaria verso il ruolo di fornitore end-to-end di soluzioni IT per le medie aziende. Sono 12 quelle ascrivibili al 2012 in prevalenza in area software, oggi tra i focus primari della società per abilitare il modello di provisioning del cloud computing tanto da creare una divisione specifica guidata a livello mondiale da John Swainson, ex manager di CA Technologies e da investire su di essa solo quest'anno 3,5 miliardi di dollari. 
Dopo le acquisizioni degli anni scorsi – tra le più note quelle di Perot Software, Compellent, EqualLogic e Force10 tra le società acquisite quest’anno a completamento dello stack enterprise – software, networking e sicurezza - rientrano Clerity Solutions per progetti di re-hosting da applicazioni mainframe storiche rigide e costose verso architetture standard – la società vanta in Italia un centro di competenze europeo; Make Technologies – per aiutare i clienti a passare da codice Cobol a codice Java; AppAssure nel backup e recovery virtuale; SonicWall nella sicurezza; Quest Software, quotata nel mercato americano e acquisita per 2,4 miliardi di dollari, conta 4.000 persone nel mondo e 17 in Italia. Quest offre strumenti di monitoraggio Web, gestione delle identità, migrazione in ambiente Microsoft, unified communication: “Questa acquisizione si è completata a settembre. In Italia stiamo collaborando con i colleghi di Quest da fine novembre su circa 150 opportunità aperte - dice Ligresti”; Credant, azienda nota nel mercato della messa in sicurezza dei dati in ambito device; Wyse nel mondo dei thin client; Gale Technologies per le architetture convergenti.
Quello delle acquisizioni è un percorso contemplato nel processo di trasformazione; abbiamo acquisito competenze in questa direzione e migliorato le capacità di supportare clienti e sviluppare soluzioni per proporci al mercato come fornitore end-to-end di soluzioni per l’infrastruttura IT”, afferma Ligresti.
Una decisione presa nel 2012 che diventerà operativa nell’esercizio 2013 è inoltre la suddivisione secondo quattro linee di business – enterprise, client, servizi e software – prima era su base geografica e per business unit -  a capo delle quali vi sono quattro president (più uno sulla parte commerciale) che riportano direttamente a Michael Dell. Secondo un modello paese-centrico in ogni country un general manager è responsabile dell’intero fattturato del paese, gestisce profitti e perdite e ad esso riportano i responsabili delle quattro linee di business, alcuni dei quali a matrice rispondo anche ai responsabili mondiali.
Guardando in specifico all’Italia, Ligresti sottolinea il momento non semplice, in un constesto macroeconomico che in Italia si è ulterirormente deteriorato: “L’IT non è più locomotiva di crescita, ma un mercato maturo, comuque al centro di trasformazioni importanti che impattano sull’economia”. 
Nel Belpaese la componente server è cresciuta del 9% mentre la crescita è stata flat nelle altre aree, escludendo il consumer. Per il software, che oggi sul fatturato meno del 10% l’obiettivo di crescita per il 2013 è nell’intorno del 50%.
“Il comparto client
, pur registrando una performance negativa, con un peso di oltre il 50%, rimane un ambito profittevole; lo è sempre stato e continua ad esserlo. E’ il cordone ombelicale storico. E’ la tecnolologia che ci consente di essere nella testa dei clienti ed è un’area che sta tornando dinamica, in quanto non più vista come commodity, ma è al centro dell’attenzione delle aziende nell’ultimo anno grazie al contributo portato dai tablet. E’ questo un fenomento che desta molto interesse ma occorre muoversi con prudenza”. 

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