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Cloud computing, un mercato ancora tutto da inventare

Crescita esponenziale dell'offerta It as service nel prossimo quinquennio. Siamo solo all'inizio, la spesa è destinata a triplicare

Autore: Piero Macrì

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Se nell'immaginario collettivo il nuovo modello di fruizione dell'Information Technology viene dato come lo standard di riferimento del mercato, si commette l'errore di pensare che i giochi siano ormai fatti, che le posizioni e le quote dei diversi player siano destinate a rimanere così come le vediamo oggi.

La fuga di Amazon non durerà a lungo. Certo, il pioniere del cloud, che vanta una presenza decennale in termini di offerta infrastrutturale, continua ad essere il fornitore numero uno a livello globale, ma la situazione appare oggi più fluida che mai. Nessuno, per esempio, avrebbe mai pensato che Microsoft si sarebbe potuta candidare ad essere uno dei top player nell'ambito di questo mercato. Eppure, nell'arco di cinque anni, l'azienda che in passato aveva monopolizzato l'industria del personal computer, ne è diventata un paladino e su di esso fonda la sua strategia evolutiva.

Che tutto sia soggetto a ulteriori grandi cambiamenti lo si può del resto dedurre dal ciclo di maturità del cloud. Di fatto stiamo parlando di un mercato ancora giovane. Sono passati solo 10 anni dalla comparsa delle prime vere offerte commerciali. Entriamo oggi nella seconda decade  e l'impressione è che questa nuova fase possa essere caratterizzata da un vero salto evolutivo e da una diffusione estensiva, alimentata dalla trasformazione di mercati globali consolidati ed emergenti.

D'altra parte, come testimonia una recente analisi di Morningstar, solo il 20%-25% delle infrastrutture virtualizzate sono di derivazione public cloud. Il resto è ancora basato su sistemi proprietari on premise. "Nei prossimi 5 anni tutti le diverse componenti - a livello di infrastruttura, di software e di piattaforma - saranno oggetto di una crescita esponenziale", affermano gli analisti di Morningstar.

ClearBridge Investment stima che da qui al 2020 la componente più dinamica, ovvero quella del software as service, possa passare dai 39 miliardi dollari del 2016 a una cifra prossima ai 110 miliardi di dollari nel 2020. Altrettanto impetuosa, benché più contenuta, la crescita delle altre due componenti: in termini infrastrutturali la previsione è di un raddoppio degli investimenti, che dovrebbero passare da  38 a 70 miliardi di dollari, mentre in termini di piattaforma si passerebbe da 13 miliardi a 30 miliardi dollari.

Una riprova del potenziale di crescita del cloud si evince anche dall'andamento dell'indice finanziario che raggruppa le società che operano in questo ssettore, cresciuto dall'inizio dell'anno del 35%. "Siamo in presenza di una solida offerta - afferma Walter Price, cogestore del fondo tecnologico AllianzGI Technology. Dopo avere vissuto un periodo di grandi contrasti e incertezze il mercato inizia adesso il vero decollo. Come dire, si è viaggiato a una quota prossima ai 2 mila metri, ma ora vi sono le leve per arrivare a viaggiare a quote di 10 mila metri: "E' successo quello che da sempre succede in coincidenza dei grandi cambiamenti. All'inizio esiste un senso di diffidenza e di rifiuto, ma poi prevale la fiducia e la convinzione di poter fare un buon investimento".

Ancora una volta la storia si ripete. Se andiamo ad analizzare l'evoluzione dell'Information Technology notiamo infatti la presenza di ere geologiche che determinano ed egemonizzano le infrastrutture per circa un ventennio per poi essere superate da modelli di nuova concezione. Semplificando le possiamo individuare nel mainframe, nel client-server e ora nel cloud computing. Ciascuna di queste fasi ha prodotto della sedimentazione - tradizionalmente associata alla componente legacy - tendenzialmente destinata ad essere erosa dalla dinamica successiva. Sono passaggi che non avvengono dall'oggi al domani, quanto meno in termini di adozione di massa. E' sempre e solo questione di tempo.

Infine, anche per il cloud, dato in crescita esponenziale, un'ultima, ma inevitabile previsione: che tra un ventennio si parlerà di un qualcosa che avrà sovvertito questo modello.
Pubblicato il: 28/08/2017

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