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Idc dà una spinta alla crescita del cloud pubblico

Grazie a una crescita stimata superiore al 20% annuo, i servizi del settore vedranno il loro valore raddoppiarsi nei prossimi cinque anni.

Autore: Redazione ImpresaCity

Alla luce degli investimenti che i provider di servizi alle imprese, le banche e le telco stanno producendo, il mercato mondiale legato al cloud pubblico dovrebbe generare quest’anno un volume d’affari di 128 miliardi di dollari, in base alle stime di Idc. Si tratterebbe di un incremento del 25,4% rispetto al 2016.
L’analista prevede che nel 2021 il valore salirà a 266 miliardi di dollari, con un tasso di incremento annuale pari al 21%. Il 60% degli investimenti saranno effettuati negli Stati Uniti, mentre l’Europa genererà 52 miliardi di dollari e l’Asia-Pacifico 25 miliardi.
Secondo la senior analyst Angela Vacca, in un contesto europeo con una crescita improntata al raddoppio in cinque anni, l’Italia sarà, insieme alla Germania e alla Svezia, il paese a segnare l’aumento più significativo. Molto si dovrà ai processi di trasformazione digitale in corso, perlopiù attuati attraverso lo sfruttamento del cloud.
Anche nel prossimo lustro il principale contributo allo sviluppo del comparto deriverà dal SaaS, che già oggi pesa per i due terzi sul totale e rappresenterà ancora il 60% nel 2021. All’interno del segmento, il consumo di applicazioni continuerà a generare la gran parte del giro d’affari, ossia oltre la metà di tutto il mercato mondiale dei servizi di public cloud nel 2019. Solo le componenti Crm e Erm (gestione delle risorse d’impresa) peseranno per il 60% di tutte le spese legate all’accesso ad applicazioni esternalizzate nel 2021.
Nello stesso periodo considerato, gli investimenti in direzione IaaS e PaaS progrediranno rispettivamente del 30 e del 27%. Senza che ciò desti grandi sorprese, oltre la metà delle spese orientate all’accesso a servizi di cloud pubblico saranno effettuate da imprese con oltre 1.000 dipendenti, mentre quelle collocate fra 100 e 499 arriveranno al 20%. La crescita più rilevante riguarda la fascia intermedia fra queste due (500-999 dipendenti), con un 22,8& di saldo positivo all’anno in media.
Pubblicato il: 26/07/2017

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