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La sicurezza prima voce di spesa per la domotica

Quale i driver di mercato per la domotica? Secondo lo studio di Risco Group sarebbe la sicurezza a rappresentare il valore più alto nella propensione alla spesa degli italiani

Autore: Redazione

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Quale i driver di mercato per la domotica? Secondo lo studio di Risco Group sarebbe la sicurezza a rappresentare il valore più alto nella propensione alla spesa degli italiani. Certo, ancora un mercato embrionale: solo una persona su cinque ha detto di possedere almeno un oggetto tecnologico in grado di rendere “intelligente” l'ambiente di casa, come per esempio una webcam WiFi, una smart Tv, un termostato programmabile a distanza o un sistema per il controllo del riscaldamento, delle luci o delle tapparelle.

Fra gli intervistati, solo il 10% ha detto di voler acquistare una o più di queste soluzioni entro i prossimi due anni, mentre un più ampio 64,4% ha dichiarato di sapere che cosa sia una smart home o averne almeno sentito parlare. Il mercato italiano della domotica, quindi, complessivamente pare ancora abbastanza acerbo ma se non altro dotato di ampi margini di miglioramento.

Secondo lo studio il giro d'affari dei prodotti e servizi IoT per la casa nel 2016 ha superato i 180 milioni di euro, segnando una crescita del 23% rispetto all'anno precedente (secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano).  

Fra gli interessati al fenomeno si evidenzia una certa propensione a spendere: il 42% degli intervistati di Risco Group si è detto disposto a investire tra i mille e i cinquemila euro per rendere la propria dimora più tecnologica, connessa, confortevole e sicura.

Sono questi, infatti, i principali vantaggi attesi e desiderati, e non tutti in egual misura. Al primo posto c'è la sicurezza: per il 79% degli intervistati, risulterà potenziata grazie all'utilizzo di webcam, videocamere Ip, sistemi di controllo delle tapparelle o della porta del garage, sensori per il rilevamento delle instrusioni.

Seguono, nella lista dei vantaggi attesi, la riduzione dei consumi (42%), il comfort domestico (41,5%) e la gestione da remoto di accessi (31%) ed elettrodomestici (28,7%). Circa un intervistato su quattro, inoltre, pensa che le tecnologie per la casa smart aiutino a guadagnare tempo libero evitando gesti e operazioni di routine quotidiana.  

Appena l'1,9% degli interpellati ha detto di non aver alcuna intenzione di connettere alla Rete gli oggetti di casa, né oggi né domani. A parte questa nicchia di tradizionalisti, esistono comunque alcune preoccupazioni a cui si dovrà dare risposta: oltre a chi cita i costi elevati dei dispositivi come barriera all'adozione (il 47%), in molti temono la possibilità di malfunzionamenti (41%) e di hackeraggi (37%).
Pubblicato il: 10/07/2017

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