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F5 Networks sposta l’attenzione verso il mondo multicloud

La manifestazione Agility 2017 è il teatro scelto per l’annuncio di una serie di novità che mirano a orientare il futuro della società verso i temi connessi alla trasformazione digitale.

Autore: Roberto Bonino

Ambienti multicloud, architetture a microservizi, sicurezza universale delle applicazioni aziendali. Sono questi i percorsi lungo i quali F5 Networks sta orientando la propria evoluzione strategica, per puntellare quanto costruito negli anni soprattutto sui mercati degli Application Delivery Controller (Adc) e dei firewall.
La manifestazione Agility 2017, in svolgimento a Barcellona, è il teatro scelto per portare l’attenzione di clienti e f5-francois-locoh-donou.jpgpartner verso i risvolti della cosiddetta “app economy”, che sta guidando il cambiamento delle relazioni fra le aziende e i propri interlocutori di business, la creazione del valore e la ricerca di nuove fonti di profittabilità: “Le applicazioni sono il motore che sta guidando la trasformazione – ha confermato François Locoh-Donou, da poco tempo nominato Ceo di F5 – sia in ambito business che più generalmente a livello sociale. La spina dorsale del cambiamento technology-driven è il cloud, con tutto ciò che questa scelta si porta dietro anche in termini di controllo e protezione dei dati”.
Qualche conferma a questa visione arriva da due diverse fonti di ricerca, entrambe comunque ascrivibili all’impegno di F5 Networks. L’annuale “State of Application Delivery 2017”, che la società ha realizzato sondando 2.200 clienti nel mondo, mette in evidenza come il 32% abbia acquistato soluzioni sul cloud pubblico, il 20% già abbia portato la metà delle proprie applicazioni sulla nuvola, ma soprattutto circa l’85% sia orientato verso architetture multicloud. Con un respiro più visionario, lo studio “The Future of Apps”, realizzato da Foresight Factory in ambito Emea, evidenzia come si stia andando verso forme di collaborazione sempre più proattive e trasparenti (anche grazie agli sviluppi IoT), un’intelligenza che sfrutti il cognitive computing, una realtà virtuale e aumentata che porterà a utilizzi sempre più individualizzati e la decentralizzazione delle reti dovuta alla diffusione di tecnologie come blockchain e dell’edge computing.
Gli sviluppi in direzione del cloud, in particolare, stanno creando sfide in qualche modo inattese per i Cio, inizialmente convinti dalle promesse di una maggiore agilità, scalabilità on demand e costi più bassi: “Il cloudf5---sangeeta-anand.jpg journey, nella realtà, non è facile o economico come si potrebbe immaginare – ha puntualizzato Sangeeta Anand, Senior Vice Prosident of Product Management and Marketing di F5 -. La gestione di differenti provider sta diventando sempre più comune, ma pone nuove complessità e può creare inefficienza nell’allocazione delle risorse o nel time-to-market. Ma soprattutto non solleva i responsabili It dal presidio sulla sicurezza”.

Percorsi di differenziazione

Nella logica del supporto multicloud, F5 Networks ha introdotto alcune novità, a cominciare dall’estensione della presenza di Big-Ip Virtual Edition sulle principali infrastrutture pubbliche, con Google Cloud che si aggiunge ad Aws e Azure, oltre alla disponibilità (su GitHub) di template che intendono ridurre la complessità dello spostamento di applicazioni in cloud. A questo si aggiunge la disponibilità della soluzione di interconnessione proxy-based Application Connector, che consente di integrare servizi applicativi a partire dal cloud pubblico, rilevando automaticamente nuove istanze di qualunque cloud provider e collegandole ai data center delle aziende o a location hosted: “Questo significa che lo stesso livello di sicurezza, prestazioni e disponibilità garantita on-premise nei data center viene trasferito nel cloud – ha spiegato ancora Anand -. Le migrazioni fra provider pubblici sono così ampiamente semplificate, poiché non occorre più migrare servizi o applicazioni”.
Più indirizzati agli ambienti privati, ci sono template e package per la piattaforma OpenStack, ma soprattutto Container Connector, uno strumento che si propone di facilitare il provisioning di servizi per applicazioni containerizzate e integrare funzionalità di orchestrazione da framework come Kubernetes e Mesos/Marathon.
Quanto esibito ad Agility 2017, evidenzia un’evoluzione della strategia di F5 in direzione del supporto alla disponibilità di applicazioni in ogni tipologia di ambiente, non semplicemente il classico data center, ma anche le infrastrutture cloud pubbliche e private, con lo stesso livello di prestazioni e protezione. Attraverso questa via, l’azienda mostra la volontà di non rimanere ancorata alla propria tradizione. Il mercato degli Adc, infatti, pur rimanendo la fonte primaria di business, sta andando in direzioni non troppo favorevoli, almeno in prospettiva, con la costante ascesa delle soluzioni virtualizzate e una presenza più diretta dei cloud service provider come Amazon e Microsoft.
Complementare alla sicurezza più tradizionale, qualche mese fa è stata annunciata la linea di prodotti Herculon, che comprende Ssl Orchestrator (gestione di policy dinamica e context-based sui flussi di traffico fra diversi dispositivi di rete e sicurezza) e DdoS Hybrid Defender.
Pubblicato il: 23/05/2017

Tag: Cloud

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