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PA, nulla più come prima

Secondo uno studio Fujitsu il 40% dei dirigenti della PA italiana è convinto che nel giro di cinque anni la propria organizzazione non esisterà più nella forma attuale

Autore: Redazione

aaeaaqaaaaaaaaxiaaaajdnhyme4zdy1lwfjnjktnda1my04yti5ltk2yzmynjfkmze0na.jpgSecondo lo studio Fit for Digital: Co-creation in the Age of Disruption commissionato da Fujitsu a Censuswide, più della metà dei dirigenti pubblici (55%) in Europa e il 40% di quelli italiani è convinto che nel giro di cinque anni il propria organizzazione non esisterà più nella forma attuale. L'82% (la percentuale sale al 93% in Italia)  riconosce l'inevitabilità di cambiamenti fondamentali di fronte a una digitalizzazione che introduce mutamenti radicali nei modelli di business di ogni settore (lo pensa il 55% del campione italiano).  Di fronte a questo scenario il 62% dei dirigenti pubblici italiani è convinto che la propria organizzazione saprà evolvere corentemente con i cambiamenti attesi.

A differenza di altri settori nei quali la digitalizzazione è influenzata primariamente da un desiderio di mantenere il passo della concorrenza, nel settore pubblico sono i clienti - l'utenza - a rappresentare la forza propulsiva della rivoluzione digitale e a riflettere le crescenti aspettative del pubblico in termini di customer service e delivery digitale dei servizi.

Due terzi del campione (66% in Europa e 64% in Italia) ha già investito in nuove tecnologie, e modificato la propria strategia di business (65% in Europa e 83% in Italia), investendo, in Italia in modo particolare (43%), nella formazione di nuovi skills

ll focus costante sulla tecnologia rimane al centro della capacità di prosperare del settore pubblico, almeno secondo il 71% degli intervistati europei (il 27% per gli italiani). Il 70% del campione europeo e il 67% di quello italiano ritiene che sia essenziale la collaborazione con esperti di tecnologia allo scopo di creare congiuntamente le risposte ai mutamenti che avvengono nel settore.

In Italia, molta importanza (60%) viene data al fatto di dover diventare maggiormente flessibili, mentre il 47% afferma la necessità di investire nell’apprendimento dei digital skill necessari per evolvere e nel mettersi in ascolto delle esigenze dei clienti (47%). Il 43% (il 31,4% in Italia) ha già iniziato a stabilire nuove relazioni strategiche. Nonostante i progressi compiuti sinora, per la maggior parte degli intervistati i cambiamenti stanno procedendo con troppa lentezza: il 72% degli intervistati europei (il 66,7% per gli italiani). preferirebbe infatti che le rispettive organizzazioni si muovessero più rapidamente.
Pubblicato il: 20/04/2017

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