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Feralpi, 4.0 come acceleratore di competitività

La sintesi della logica che muove Feralpi verso un pobiettivo 4.0. è che tutto ciò che afferisce a questa definizione implica un cambiamento trasversale a tutta l'aziend

Autore: Redazione

"L’Italia è il secondo Paese manifatturiero d’Europa. Con l’Industria 4.0 possiamo e dobbiamo mantenere questa eccellenza per continuare ad essere un protagonista della manifattura in Europa e nel mondo. Per farlo, le macchine da sole non bastano". Ad affermarlo è Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi, gruppo storico bresciano che opera nel mercato internazionale della siderurgia. Nel corso di un recento evento dedicato all'automazione e alla digitalizzazione del settore manifatturiero Pasini ha spiegato che . "Il 4.0 è un acceleratore. Costringe ogni imprenditore a mettere ancor più testa in azienda. Abbiamo fatto molto – anche in siderurgia – eppure molto ancora dobbiamo fare per continuare ad essere competitivi".

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Per cogliere queste opportunità è necessario muoversi in fretta, dice Francesco Besacchi, direttore dei sistemi informativi di Feralpi Holding. Il Gruppo ha iniziato a intraprendere un percorso di modernizzazione 4.0 seguendo una linea di azione a più strade che passano dall’innovazione nei sistemi gestionali, con l’utilizzo di software all’avanguardia capaci di maneggiare i big data per la digitalizzazione dei processi, e dalle tecnologie, automazione compresa.

La sintesi della logica che muove Feralpi verso un pobiettivo 4.0. è che tutto ciò che afferisce a questa definizione implica un cambiamento trasversale a tutta l'azienda, rendendo implicita la capacità delle nuove tecnologie di definire una fabbrica connessa, in grado di garantire più efficienza,  poiché come reiterato da Besacchi, "L’industria 4.0 è un campo così vasto da abbracciare tutti i gangli vitali delle aziende, dall’automazione e finanza fino alle infrastrutture necessarie per la digitalizzazione delle imprese".

Feralpi opera in un contesto territoriale e industriale che manitene ancora una posizione di rilevo. Secondo l'analisi del centro studi di Siderweb, nel corso del 2016, la provincia bresciana ha generato un valore dell’export siderurgico (prodotti in acciaio, tubi, condotti, profilati ed accessori ed altri prodotti della prima trasformazione di acciaio) di 1,330 miliardi euro.
Pubblicato il: 12/04/2017

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