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Dati persi? Colpa degli hard disk

Le defaillance dell’unità di storage principale restano la principale causa di perdite e relative richieste di recupero, secondo le rilevazioni di Kroll Ontrack.

Autore: Redazione Impresa City

Kroll Ontrack ha di recente prodotto statistiche interessanti basate sui clienti che a lei si sono rivolti nell’ultimo anno per chiedere di recuperare dati divenuti inaccessibili sui propri sistemi. La più significativa riguarda la causa dell’intervento, imputata nel 66% dei casi al blocco dell’hard disk. Nel 2010, questo dato era fermo al 29%. Nella maggior parte dei casi, si tratta di problemi tecnici, poiché l’errore umano viene citato solo nel 14% dei casi, contro il 27% di quattro anni fa.
Gli hard disk meccanici integrati a un pc o a un portatile sono causa problemi nel 72% dei casi, molto più di quanto accade per le unità Ssd (assai meno diffuse), i servizi virtuali/Raid o le defaillance software. Il 27% delle oltre mille imprese censite ha indicato che la perdita di dati ha inciso sui processi di business, impedendo di erogare correttamente servizi alla propria clientela. Il 15% ha ammesso di aver perso dati personali su computer aziendali, mentre per il 7% è accaduto il contrario.
Secondo Kroll Ontrack, per ridurre i rischi, occorre deframmentare regolarmente l’hard disk, controllarne la capacità ed eseguire sia un software antivirus che un programma per il controllo specifico dell’unità di storage.
Pubblicato il: 19/06/2014

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