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Windows, lo smartphone che l'Asia non ha mai amato

Per il momento i partner asiatici non chiudono la porta in faccia a Microsoft. Ma per Windows cambia poco o nulla

Autore: Piero Macrì

Uno dei pericoli associati all’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft, come più volte sollevato dalla stampa internazionale e dagli analisti di settore, è la possibilità di un progressivo deterioramento dell’ecosistema industriale, per quanto ancora precario, che si è creato attorno alla piattaforma operativa di Microsoft.

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Per quanto Windows non sia mai stato il target di riferimento primario dei produttori asiatici – tra questi Lenovo, ZTE, HTC, LG, Huawei, Samsung - che hanno preferito convergere su Android, ci si chiede se Microsoft sarà nella posizione di ribaltare la subalternità nei confronti di Google – il market share di Windows è del 3.3%, contro il 79% di Android (dati Gartner Q2 2013) - e riuscire ad attrarre sulla propria piattaforma nuovi investimenti su scala internazionale.
La prima azienda a esporsi pubblicamente, dichiarando le proprie intenzioni, è stata Huawei la quale ha affermato che l’acquisizione non modificherà la propria strategia industriale: continueremo a sviluppare e produrre device Windows Phone, ha detto il management dell’azienda.
Ma l’affermazione di voler mantenere relazioni stabili con Microsoft appare più dettata da fattori di diplomazia industriale. Se le performance di vendita di Windows Phone da parte degli asiatici, Huawei compresa, continueranno a essere quelle espresse sino ad adesso cambierà davvero poco per Microsoft. Del 3,3% del market share attribuito da Gartner a Windows solo una infinitesima percentuale deriva infatti da vendite di produttori asiatici. E’ Nokia ad avere garantito un’accelerazione nelle dinamiche di mercato di Microsoft. L’ecosistema di partner asiatici ha contato poco o nulla. Il fatto di non volere chiudere la porta in faccia a Microsoft appare soltanto dettato da pura convenienza.
Pubblicato il: 16/09/2013

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