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Ricoh, la "buona" tecnologia migliora l'Istruzione, la Sanità e il Finance

Lo studio “Uomini e Macchine”, condotto dall’Economist e sponsorizzato da Ricoh, mette in evidenza come l'utilizzo della tecnologie, insieme a nuovi processi aziendali, diventa l'arma vincente nella competizione nel settore della Sanità, dell'Istruzione e del Finance.

Autore: Redazione ImpresaCity

Europa un passo indietro rispetto all'Asia e il Nord America ma con tanta voglia di recuperare. Questo è quanto emerge dallo studio Uomini e Macchine” condotto dall’Economist Intelligence Unit e sponsorizzato  da Ricoh.
La ricerca si è posta l’obiettivo di analizzare in che modo la tecnologia sta impattando sulla creatività e l'intuizione delle persone. E i risultati mettono in luce aspetti positivi ma anche negativi. Per esempio q
uando è stato richiesto di esprimersi sull'impatto dei cambiamenti guidati dalla tecnologia, i responsabili aziendali a livello globale si sono dichiarati ottimisti in merito agli effetti positivi sulla creatività e l’innovazione.
Di contro, esprimono invece preoccupazione sulla capacità della loro azienda di tenere il passo con i cambiamenti in atto e considerano una sfida
l’integrazione tra i sistemi e i processi.
Il fatto che l’intuizione dell’essere umano potrebbe essere relegata in secondo piano oppure che computer e robot potrebbero giocare un ruolo sempre più preponderante nei processi decisionali non vengono considerati aspetti preoccupanti. Rispetto ai loro colleghi di aziende situate in Asia e nel Nord America, i responsabili delle aziende europee esprimono però una maggiore preoccupazione in merito al fatto di non riuscire a tenere il passo con i cambiamenti. Il 45% delle aziende europee coinvolte afferma di essere preoccupata di non riuscire a valorizzare l’evoluzione e il cambiamento perdendo così vantaggio competitivo. In Asia e nel Nord America la percentuale scende rispettivamente al 35% e al 37%.
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È anche interessante notare come i responsabili aziendali sono convinti di essere più creativi oggi di quanto non lo fossero dieci anni fa. Ancora una volta i responsabili europei sono meno ottimisti (52%) rispetto a quanto avviene in Asia 
(64%) e nel Nord America (63%). Inoltre, le aziende europee esprimono maggiore perplessità circa il fatto che la tecnologia possa fare la differenza nei processi decisionali: solo il 40% degli intervistati europei è convinto che sia così, paragonato al 59% dell’Asia e al 52% del Nord America. 

[tit:Le tante sfide]

Nello studio Uomini e Macchine” si è anche chiesto di indicare quali siano le principali sfide da affrontare. In questo caso i responsabili delle aziende hanno indicato al primo posto la problematica della mancanza di interconnessione tra i sistemi e al secondo il fatto che la tecnologia evolva con maggior rapidità rispetto ai processi interni. Per quanto riguarda la mancanza di connessione tra i sistemi sono ancora una volta i responsabili europei (46%) a essere maggiormente preoccupati rispetto ai colleghi dell’Asia (39%) e del Nord America (34%).
I responsabili aziendali europei si trovano ad affrontare una situazione molto impegnativa: oltre ai cambiamenti  portati dalla tecnologia, devono gestire normative complesse e far crescere il business in un contesto competitivo e maturo. Inoltre, i manager stanno cercando di fronteggiare la crisi economica globale concentrando gli sforzi per mantenere la competitività. Risulta inoltre importante capire quale sia la via da
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intraprendere per favorire la crescita e aumentare la flessibilità del business", ha precisato Carsten Bruhn, Executive Vice President di Ricoh Europe nel commentare questo studio. 
Dallo studio sposnorizzato da Ricoh emerge la necessità da parte delle aziende di ripensare le modalità operative per trasformare radicalmente il modo di lavorare. Grazie a una migliore integrazione dei sistemi e allo sviluppo di processi aziendali per collegare in maniera efficace persone e tecnologie, le aziende possono migliorare la condivisione delle informazioni, incrementare la capacità di rispondere alle esigenze dei clienti e preparare il business al futuro.
[tit:Mercati verticali: la tecnologia nella Sanità]

Sempre secondo lo studio viene evidfenziato come uno dei più grandi "problemi" è la gestione del cambiamento tecnologico nel Settore Sanitario.  Sebbene la ricerca metta in evidenza come negli ultimi tre anni il 92,5% dei dirigenti del Settore Sanitario, Biotech e Farmaceutico si è affidato sempre più agli strumenti tecnologici oltre un terzo degli intervistati (35%) ha affermato che almeno una volta negli ultimi sei mesi l’errore di un computer ha avuto ripercussioni finanziarie negative sulla propria organizzazione. La ricerca “Uomini e Macchine”, condotta dall'Economist Intelligence Unit, ha messo in luce come il ruolo della tecnologia nel Settore Sanitario sarà sempre più preponderante. 
Infatti la maggior parte dei dirigenti (70%) è d’accordo nell’affermare che negli ultimi dieci anni la tecnologia ha contribuito ad aumentare la creatività dei dipendenti nell’ambito ad esempio dello sviluppo di nuovi servizi sanitari, di farmaci e di prodotti. Comunque appare chiaro che rimangono ancora delle sfide da affrontare per quanto riguarda l’integrazione della tecnologia per migliorare le cure ai pazienti, i servizi e la gestione amministrativa.
La telemedicina è sempre più utilizzata in tutti gli ambiti della Sanità, per cui è necessario integrare le tecnologie e trasformare i processi tradizionali", afferma Carsten Bruhn. “Si pensa che l’economia digitale crescerà a un tasso sette volte superiore rispetto al resto dell’economia ed è improbabile che nell’immediato futuro il ritmo di crescita dell’evoluzione tecnologica possa rallentare. Questa evoluzione continuerà a rappresentare un elemento fondamentale per la trasformazione del Settore Sanitario e sarà fonte di ispirazione per nuovi modelli organizzativi che in futuro cambieranno il modo di comunicare con i pazienti e di fornire loro assistenza”.
I dirigenti del Settore Sanitario, Biotech e Farmaceutico hanno indicato la diagnosi delle condizioni dei pazienti (36% degli intervistati) e lo sviluppo di nuove terapie e farmaci (32%) come due delle aree in cui l’intuizione umana continuerà a prevalere.
Solo il 5% degli intervistati ha affermato che i professionisti della sanità dovrebbero dedicare il loro tempo a gestire le schede dei pazienti e l’8% ha dichiarato che dovrebbero impiegarlo per il miglioramento dei processi amministrativi.
Di contro gli intervistati affermano all’unanimità che in ambito tecnologico esistono numerose aree di miglioramento per incrementare l’efficienza e il 65% ha affermato che si potrebbe fare di più. La sfida più impegnativa che il Settore Sanitario si trova ad affrontare riguarda il fatto che la tecnologia sta evolvendo con maggiore rapidità rispetto ai processi interni. Inoltre, i sistemi IT presenti nelle organizzazioni spesso non sono interconnessi fra loro, come sottolineato dal 38% dei dirigenti sanitari.
Nel Settore Sanitario, da un lato, si avverte la necessità di introdurre miglioramenti partendo dai processi, mentre dall’altro la maggioranza (78%) dei dirigenti coinvolti nella ricerca riconosce che la tecnologia da sola non è in grado di portare valore.
“L’intervento dell’uomo è indispensabile nella cura dei pazienti, ma è anche necessario innovare i processi per fare in modo che gli investimenti tecnologici portino a vantaggi tangibili. Ad esempio, integrando i sistemi di gestione delle informazioni in un ospedale, un medico può accedere con maggior facilità alle schede dei pazienti, ottenere più velocemente i risultati degli esami e inviare ricette mediche direttamente alle farmacie. L’integrazione dei sistemi rende il servizio sanitario più veloce ed efficiente”, afferma Carsten Bruhn. “La tecnologia da sola non è sufficiente per portare a vantaggi significativi nell’ambito dei servizi sanitari. Sono l’intuizione e l'esperienza dell’uomo che devono fare in modo che la tecnologia risponda alle esigenze del Settore Sanitario”.

[tit:Mercati vertticali: i servizi finanziari]

Anche l’impatto più recente dei cambiamenti introdotti dalla tecnologia sta portando a risultati contradditori nel settore dei Servizi Finanziari. Infatti almeno una volta negli ultimi sei mesi una decisione guidata dalla sola tecnologia senza un intervento umano è costata finanziariamente a più di un terzo (37%) delle organizzazioni di questo mercato. Inoltre, quasi un terzo (31%) degli intervistati nella ricerca Uomini e Macchine ha affermato di aver perso clienti nello stesso periodo di tempo a seguito della decisione presa affidandosi esclusivamente alla tecnologia.
“I risultati della ricerca mettono in evidenza la necessità di intervenire con urgenza”, afferma Carsten Bruhn, Executive Vice President di Ricoh Europe. “I processi automatizzati possono portare significativi vantaggi al settore dei Servizi Finanziari ed è vero che la tecnologia potrebbe migliorare la gestione delle informazioni necessarie per prendere decisioni corrette. È però essenziale che i processi vengano verificati e aggiornati regolarmente dalle persone (ad esempio dagli esperti di business) per assicurarne la conformità alle normative e fare in modo che gli standard di sicurezza e di efficienza vengano mantenuti. L’ottimizzazione dei processi e l’interconnessione dei sistemi dovrebbe favorire la creazione di un ambiente lavorativo basato sulla collaborazione e creativo che consenta di soddisfare le esigenze dei clienti”.
I responsabili nel settore dei Servizi Finanziari riconoscano che l’automazione può conferire valore aggiunto alle aziende e che a volte l’intervento delle persone è richiesto solo in termini minimi. In particolare, quando si è chiesto loro in quali casi l’immaginazione o l’intuizione siano elementi fondamentali, solo una minoranza (8%) ha affermato che lo siano nella gestione delle normative e una percentuale ancora più bassa (6%) ha dichiarato che l’immaginazione delle persone sia cruciale per garantire la sicurezza delle informazioni.
Comunque, secondo la maggioranza degli intervistati, l’intervento umano resta fondamentale nelle interazioni con i clienti (46%) e nella gestione dei rischi (31%).
Per il settore dei Servizi Finanziari la sfida tecnologica ritenuta più difficile (48%) riguarda la capacità che il settore ha di collegare tra loro sistemi diversi: “Tenere il passo con i cambiamenti dovuti alla tecnologia garantendo allo stesso tempo la connettività tra i sistemi non è un obiettivo semplice da raggiungere. Sappiamo bene che la tecnologia evolve più rapidamente dei processi e delle modalità con cui essa viene utilizzata. Per riuscire a connettere i diversi sistemi il settore dei Servizi Finanziari dovrebbe puntare all'ottimizzazione dei processi e apportare modifiche alle modalità di lavoro tradizionali. Sempre più spesso, nel settore dei Servizi Finanziari i responsabili affidano in outsourcing a esperti del settore la gestione di queste attività. In questo modo le aziende riescono a ottenere numerosi vantaggi e allo stesso tempo i dipendenti possono dedicarsi ad attività legate al core business", afferma Bruhn.
I responsabili dei Servizi finanziari concordano all’unanimità sul fatto che le tecnologie più avanzate non debbano essere considerate come l’unica via da percorrere per garantirsi il successo nel futuro. Infatti quasi tre intervistati su quattro (71%) sono d’accordo nel ritenere che la tecnologia da sola, se non c’è un processo che connetta i sistemi, non porta a benefici, mentre l’86% ha affermato che l’interazione fra uomo e tecnologia creerà valore unicamente se le persone utilizzeranno la creatività nel gestire i processi che lo collegano alla tecnologia stessa.
Nonostante le sfide che deve fronteggiare, il settore dei Servizi Finanziari rimane ottimista riguardo ai vantaggi che la tecnologia può offrire. Il 41% degli intervistati ha dichiarato che le migliori innovazioni introdotte negli ultimi tre anni dal loro team non sarebbero state possibili senza il supporto della tecnologia, mentre uno su tre (30%) ha addirittura affermato che senza tale supporto queste innovazioni non sarebbero state neppure immaginabili. Un ulteriore 78% ha riferito che la tecnologia aiuta ad aumentare la produttività.


[tit:Mercati verticali: l'istruzione]

Infine in merito ai cambiamenti tecnologici che stanno impattando sulle aziende, i responsabili del Settore dell’Istruzione sono più ottimisti rispetto ai loro colleghi dei Servizi Finanziari, della Sanità e del Settore Pubblico. Il 90% dei manager del Settore dell’Istruzione - la percentuale più alta tra tutti i settori coinvolti nella ricerca -  ritiene che la tecnologia ha migliorato l’immaginazione e creatività sul posto di lavoro e l’80% afferma che la tecnologia ha contribuito a far crescere il livello di produttività.
La maggioranza dei responsabili del Settore dell’Istruzione (71%) dichiara che la tecnologia li ha aiutati a prendere decisioni corrette. Un ulteriore 72%, di nuovo la percentuale più alta tra i settori coinvolti nello studio, afferma che l’interazione tra persone e tecnologia porterà vantaggi significativi per tutta l’economia.
Tuttavia, quando si tratta di tradurre l’ottimismo in risultati tangibili, la sfida più impegnativa consiste nel fatto che la tecnologia evolve con maggiore rapidità rispetto ai processi interni e alle modalità operative. Questa è l’opinione espressa da oltre metà dei responsabili di questo settore (52%).
Quasi 9 intervistati su 10 (88%) si trovano d’accordo nel ritenere che l’interazione fra uomo e tecnologia creerà valore unicamente se le persone utilizzeranno la creatività nel gestire i processi alla base di questa interazione.
“I responsabili del Settore dell’Istruzione sono sempre più ottimisti e focalizzati sulla trasformazione futura”, conclude Carsten Bruhn, Executive Vice President di Ricoh Europe. “Il cambiamento è rapido, guidato dalla tecnologia e incoraggiato dai nuovi studenti. L’innovazione sta anche portando a rivedere i processi amministrativi e le modalità di insegnamento. Ora è necessario implementare processi efficienti in tutti i reparti al fine di migliorare i servizi agli studenti”.
Coloro che saranno in grado di tenere il passo con i cambiamenti tecnologici raggiungeranno traguardi importanti. Ad esempio le università possono utilizzare i Big Data e l’analisi delle informazioni per migliorare i processi e restare competitive. Grazie alla digitalizzazione e ai data analytics, le università possono migliorare le interazioni con gli studenti basandosi sulle informazioni relative al percorso di studio e agli interessi personali. Questo processo di innovazione contribuisce inoltre a ridurre i costi per le attività di marketing e la produzione documentale. Inoltre adottando un approccio on demand diminuiscono infatti i volumi di documenti cartacei e, di conseguenza, i costi per l’archiviazione.
Gli intervistati dello studio "Uomini e Macchine" ritengono che il contributo delle persone è oggi fondamentale nel Settore dell’Istruzione e continuerà a esserlo anche in futuro. Secondo i responsabili le attività in cui l’intuizione dell’uomo è maggiormente decisiva sono l’insegnamento (34%) e la realizzazione di nuovi materiali didattici (27%). È quindi molto probabile che in futuro, come conseguenza dei cambiamenti guidati dalla tecnologia, insegnati e docenti universitari continueranno a rimanere centrali nell’insegnamento ricoprendo però un nuovo ruolo.
Pubblicato il: 31/07/2013

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