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Passepartout, il presente è undercloud

All’annuale evento per i partner presentata la nuova offerta undercloud e gli sviluppi futuri, tra cui MexalOne per le medie imprese e il Crm. Entro il 2013 tutti i clienti della software house di San Marino passeranno al cloud.

Autore: Barbara Torresani

La “Cloud Experience” ha tenuto banco a Passworl[d] 2013, la due giorni organizzata da Passepartout, software house di San Marino nei giorni scorsi a Riccione. Un appuntamento che dall’edizione 2013 da semestrale diventa annuale, occasione di approfondimento formativo ma anche momento di presentazione di strategie e di relazione.
pass2.jpgLa sfida delle aziende oggi è quella di fare business tra le nuvole. “Il cloud è un’era tecnologica, non una moda passeggera. Bisogna guardarla con gli occhi dell’impresa e  on dei sistemi informativi, perché cambia il modo di fare impresa attraverso una tecnologia democratica, in grado di abilitare grandi e piccole aziende a fare business in modo diverso”, spiega Corrado Rossi, Direttore Commerciale e Marketing di Passepartout, nell’aprire la seconda giornata dell’evento. E Passepartout sa molto bene che quella è la strada giusta da percorrere, avendo fatto, in tempi non sospetti, scelte lungimiranti proprio in direzione cloud.
corrado-rossi.jpgLa prima tappa del percorso cloud computing di Passepartout si colloca nel 2009, con la presentazione di Businesspass, la suite per i professionisti erogata in modalità di ‘software as a service’ a cui fa seguito nel 2010 l’annuncio di Mexal Live, la soluzione cloud customizzabile per le imprese. Nel 2011 è la volta di Mobile Desk, come possibilità di utilizzare gli applicativi Passepartout sui dispositivi mobili e nel 2012 arriva YouPass, come sistema cloud di customer management.
La tappa del 2013 va sotto il cappello Undercloud e sottende un modo di concepire tutta le soluzioni gestionali in modalità cloud siano esse sulla server farm di Passepartout sia sul server del cliente o di un provider esterno.
Oggi l’obiettivo della software house di San Marino è quello di portare tutti i 25 mila clienti nel cloud entro il 2013. Già oggi molti dei clienti operano in questa modalità. “Seguendo la crescita funzionale e architetturale, nel tempo abbiamo portato i clienti sul cloud in modo graduale e naturale, senza traumi”, dice Rossi. E torna al filo conduttore, quello della Cloud Experience, che poggia su quello di Customer Experience. La Customer Experience è la somma di tutte le esperienze che il cliente ha con un brand; se il cliente è soddisfatto diventa promotore del brand stesso. Il passaggio da compiere è quello dal marketing di prodotto al marketing dell’esperienza. Il prodotto deve funzionare, il servizio soddisfare il cliente e il cloud diventare esperienza; una Cloud Experience come fattore di cambiamento. “Per Passepartout la Customer Experience diventa oggi Cloud Experience, perché tutta la nostra offerta è in cloud, e il cliente non compra solo il prodotto ma compra anche l’esperienza con Passepartout. Abbiamo 25 mila clienti che devono vivere la Cloud Experience e diventare promotori del nostro brand”, enfatizza Rossi.

[tit:Presente e futuro undercloud]
E’ Stefano Franceschini, Fondatore e Presidente di Passepartout, ideatore dell’offerta societaria, a presentare le ultime novità relative all’offerta, non senza fare qualche considerazione sul periodo contingente: “Ci siamo lasciati con la crisi e ci ritroviamo ancora con la crisi. Temo che durerà ancora parecchio. Sappiamo di esserci nel mezzo e non quando finirà. La crisi ci obbliga a cambiare e a trovare nuove strade. Nel frattempo noi abbiamo continuato a tenere il piede sull’acceleratore. Abbiamo fatto molte cose sia in termini di offerta che di politiche commerciali per mettervi nella condizione di lavorare meglio”.
franceschini-stefano.jpgIl cloud, come visto, è di casa in Passepartout. Businesspass, la soluzione per lo studio professionale esteso e Mexal BP, la soluzione per le Pmi sono predisposti da tempo per essere cloud sia presso il cliente che nella server farm di Passepartout.
Si presentano come soluzioni complete di una potente piattaforma di sviluppo, che consente verticalizzazioni indipendenti dal sistema operativo, e di i-desk Windows (ma non solo Windows). Attraverso l’i-desk Html5 gli utenti possono utilizzare qualsiasi device mobile, sia esso Andorid o Apple, mantenendo le funzionalità e la grafica dell’i-desk per Pc. Si tratta di soluzioni collaborative tra commercialisti e impresa, che utilizzano le stesse applicazioni e un unico archivio.
Oggi la novità riguarda Undercloud, una tecnologia che rende solo e sempre cloud tutta l’offerta Passepartout. I prodotti Mexal BP e Businesspass possono essere utilizzati indifferentemente sia sulla server far di casa, sia sul server del cliente o di un provider esterno. “Oggi molte software house si fregiano di avere un’offerta gestionale cloud. Non basta però mettere il prodotto in hosting, collegarlo a un browser. Bisogna garantire la sicurezza e disporre di una piattaforma di sviluppo...il nostro è un cloud puro: ovunque esiste una nostra soluzione è sotto protezione di una nuvola. E’ il frutto di anni di lavoro, evoluzione di tutto ciò che è stato sviluppato per il cloud,” sottolinea.
Numerosi i progetti in cantiere, quasi pronti per essere lanciati sul mercato. Tra questi: MexalOne, l’estensione di Mexal BP su una fascia più alta di mercato. Estende l’esperienza di Businepass a imprese o gruppi con un elevato numero di utenti, con un archivio dati di grandi dimensioni, strutture complesse. Ha funzionalità appropriate senza alterare la filosofia di Passepartout, una base dati a 64 bit, prestazioni elevate, estensione dei dati, un nuovo ambiente di sviluppo evoluto.
Le Pmi continuano a essere il nostro mercato di riferimento; non vogliamo spostarci da questo target ma ci prefiggiamo di presidiare e svilupapre meglio le medie imprese”.
Gli sviluppi futuri, inoltre, riguardano: il nuovo editor Sprix – più semplice, fruibile e visuale; Built in function, funzionalità già pronte all’uso implementabili per risolvere varie necessità aziendali – il primo sarà MyDB, a seguire la sicurezza dati undercloud in termini di backup toale o differenziale; il Crm nativamente integrato nella soluzione, che eredita tutte le caratteristiche dei principali prodotti della software house.
Da non dimenticare il nuovo sito, realizzato nel solco della più antica tradizione di Passpartout con la tecnologia Passweb.

[tit:Una realtà in salute]
Nonostante la sofferenza di mercato, Passepartout continua a macinare risultati positivi. Come racconta Barbara Reffi, Amministratore Delegato della software house, l’esercizio 2012 si è chiuso con un fatturato di circa 12 milioni di euro, in crescita del 3%.
La fotografia aziendale scattata da Reffi mostra una realtà che poggia su un team di circa 135 persone, di estrazione prevalentemente tecnica, che opera attraverso il canale al 100%, costituito da circa 250 partner focalizzati sulla parte Pmi-professionisti e 56 su Ho.Re.Ca, l’offerta per il mercato dell’ospitalità e la ristorazione su un parco di circa 25 mila clienti. Proprio quest’ultimo, come riferisce Reffi, è un mercato che non conoscere la stessa crisi che sta investendo l’Ict e in particolare le Pmi. “Su Ho.Re.CA, nel 2008 avevamo 300 clienti, oggi ne contiamo 2.400”, conclude.
Pubblicato il: 17/06/2013

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