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Byod, le aziende non possono ignorare il fenomeno

L'uso di dispositivi personali in azienda è un fenomeno sempre più diffuso che può diventare strategico se le imprese sapranno valorizzare adeguatamente questa tendenza, affrontando in modo vincente le problematiche legate a essa. Cinque vendor del settore, nel corso dell'evento Briefing IT, organizzato da Grandangolo Communication, hanno espresso il loro punto di vista sull'argomento e illustrato le loro soluzioni in risposta al fenomeno Byod.

Autore: Lorenza Peschiera

Il termine Byod (Bring your own device, ovvero ‘porta il tuo dispositivo in azienda') è stato coniato per definire la tendenza sempre più diffusa, da parte dei lavoratori, a utilizzare i propri dispositivi personali, soprattutto smartphone e tablet, all'interno dell'impresa in cui si svolgono le loro attività, collegandosi alla rete aziendale e gestendovi le applicazioni relative al business.
Stando a Wikipedia, il fenomeno è estremamente rilevante, dal momento che già oggi il 90% dei lavoratori, a livello mondiale, almeno in modo limitato, usa i propri dispositivi personali a scopi di business.
Una problematica che il fenomeno Byod implica è sicuramente quello della sicurezza: una difficoltà per le aziende riguarda, per esempio, il poter tracciare e il controllare adeguatamente l'accesso ai network corporate e privati. Inoltre, la risoluzione dei problemi potrebbe essere difficoltosa in un ambiente in cui gli utenti adoperano molteplici tecnologie; la compatibilità dell'hardware dei dipendenti con software e applicazioni dell'azienda non dovrebbe essere sottovalutata dalle imprese che vedono nel Byod un paradigma strategico per le loro attività.
briefing-it-grandangolo-le-aziende-non-possono-ign-6.jpgProprio per far luce sul tema del Byod e sulle implicazioni che il fenomeno porta a livello infrastrutturale, tecnologico e di sicurezza e su come le aziende del settore Ict rispondono alle esigenze delle imprese in questo ambito, Grandangolo Communications ha organizzato di recente un Briefing IT sull'argomento.
[tit: Brocade, soddisfare le esigenze di sicurezza e performance delle reti]  
"Il fenomeno del Byod aumenta la disponibilità delle applicazioni in qualsiasi momento e luogo, oltre a contribuire a ridurre le spese per gli acquisti di dispositivi IT, anche se può creare problemi in rapporto alla prevenzione dei rischi connessi all'uso di dispositivi diversi da quelli tradizionali", ha spiegato Paolo Lossa, regional manager di Brocade Italia nel corso dell'evento. 
briefing-it-grandangolo-le-aziende-non-possono-ign-1.jpgIn questo scenario, secondo Lossa, il portafoglio di soluzioni di networking Brocade scalabile e ottimizzato per il cloud offre alle aziende la fiducia necessaria per soddisfare le crescenti esigenze di sicurezza e performance delle reti, anche grazie alla vision ‘The Effortless Network', basata sulla tecnologia Brocade HyperEdge, progettata per garantire nuovi livelli di automazione e semplificazione del ciclo di vita delle Lan di campus, con vantaggi in termini di risparmio sui costi e protezione degli investimenti.
"La tecnologia HyperEdge migliora le prestazioni di molte applicazioni, come le Unified Communications e la sicurezza e apre la strada a fenomeni emergenti come il Byod, la crescente richiesta di traffici video e la Vdi", ha detto Lossa. Il concetto di Effortless Network si basa su tre elementi principali: reti di accesso semplificate e automatizzate per ridurre i costi operativi e rispondere in tempo reale alle esigenze di business; scalabilità e upgrade a supporto delle applicazioni e degli imperativi IT che emergeranno in futuro anche per allungare il ciclo di vita delle infrastrutture di rete; soluzioni in grado di garantire funzionalità di classe enterprise con elevato valore di business, come gli switch Brocade ICX 6430 e ICX 6450.      
"Con le nostre soluzioni di switching possiamo rendere disponibili funzionalità di classe enterprise anche alle reti campus, a costi competitivi, come abbiamo fatto, per esempio, in alcuni importanti catene della distribuzione organizzata, che possono così disporre di una rete meno onerosa da gestire e in grado di offrire più servizi ai visitatori dei punti vendita", ha dichiarato Lossa. "Tra questi servizi rientrano le applicazioni business di prossima generazione e l'accesso permanente dei dispositivi mobili personali. Infine, la nuova infrastruttura di rete può scalare facilmente di dimensioni in relazione al crescere delle esigenze e può evolversi in modo efficace per supportare ambienti di lavoro dinamici".
[tit:Riverbed: migliorare le performance delle applicazioni anche nell'uso dei device personali]  
Secondo Albert Zammar, regional sales manager di Riverbed Technology Italy, sono due gli aspetti da considerare per adeguare le infrastrutture IT al nuovo scenario del Byod. In primo luogo, le nuove applicazioni chiedono alle reti aziendali di aumentare l'intelligenza per poter definire meccanismi specifici di prioritizzazione e sicurezza che riconoscano, in modo automatico, da una parte le applicazioni mission critical a cui assicurare le massime performance, dall'altra quelle di tipo consumer, che possono essere tenute in background, richiedendo risorse inferiori.
briefing-it-grandangolo-le-aziende-non-possono-ign-3.jpg "Riverbed, grazie al sistema operativo RiOS 7.0, integrato nelle appliance Steelhead, è in grado di migliorare le performance delle applicazioni anche nell'uso dei device personali, assicurando le priorità necessarie alle applicazioni mission critical e garantendo la banda necessaria", ha spiegato Zammar.
Steelhead 150 e Virtual Steelhead 150, che hanno arricchito di recente la gamma delle appliance Steelhead, hanno l'obiettivo di rendere disponibili tutti i servizi necessari alle piccole e medie imprese e alle filiali di dimensioni ridotte.
Il secondo aspetto riguarda i problemi di sovraccarico della rete aziendale causati dall'intensificazione degli accessi a Internet tramite essa. I data center, che si trovano a dover gestire tutti i carichi di rete, devono poter contare su soluzioni applicative in grado di assicurare il servizio a tutti i device che si connettono.
"Grazie alle soluzioni Riverbed Stingray si possono impostare policy aziendali per bilanciare il carico verso gli application server e far trasferire le informazioni con le adeguate priorità, garantendo la sicurezza dei dati e proteggendo i server da attacchi e virus", ha detto Zammar.
La famiglia di soluzioni asimmetriche Riverbed Stingray è costituita da un'offerta software e virtual based che comprende prodotti di application delivery controller (ADC), Web Content Optimization (WCO) e Web Application firewall integrabili nelle infrastrutture, anche virtuali.
Nell'offerta di Riverbed rientra anche Steelhead Cloud Accelerator, soluzione derivata dalla collaborazione con Akamai Technologies, per l'accelerazione delle applicazioni per le reti cloud grazie a una combinazione di Internet e Wan optimization.
[tit:Wildix, strumenti per favorire l'intercambiabilità dei dispositivi] 
"Il fenomeno del Byod sta caratterizzando molto lo scenario tecnologico, in questi ultimi tempi", ha constatato Stefano Osler, amministratore delegato di Wildix Italy. "La distinzione tra dispositivi personali si sta sempre più affievolendo, mentre cresce l'interdipendenza tra i contenuti e i dispositivi, anche perché oggi un dispositivo come uno smartphone ha notevoli potenzialità e si adatta a contenuti sempre più evoluti". briefing-it-grandangolo-le-aziende-non-possono-ign-4.jpg
Wildix, che per soddisfare sempre meglio le esigenze del mercato punta fortemente sulle attività in ambito ricerca e sviluppo, prevede strumenti che si svincolano sempre più dalla dipendenza dai dispositivi e favoriscono l'introduzione di una logica Byod. Un esempio, in questo senso, è rappresentata da CTIconnect Pro, strumento di collaborazione basato sul Web che permette di accedere al proprio profilo da qualsiasi computer o altro dispositivo in  rete, ovunque sia disponibile un collegamento Internet. Inoltre, tutti i sistemi di comunicazione unificata di Wildix dispongono della funzione Mobility, che permette il trasferimento delle chiamate verso qualsiasi tipo di cellulare, dal meno recente al più evoluto.
L'elemento principale  dell'intero sistema di comunicazione proposto dalla società è costituito dal Pbx VoIP multimediale Wildix, che gestisce il traffico telefonico, attivando i servizi delle chiamate in ingresso e in uscita. Collegato con altre centrali Wildix, crea una rete dedicata al flusso delle comunicazioni, la Wms Network, che permette agli utenti collegati, su sistemi posti in località differenti, di comunicare come se stessero utilizzando un'unica centrale.   
[tit: LifeSize Communications, videocomunicazione per utenti mobile] 
"Il Byod e la consumerizzazione dell'IT sono fenomeni inarrestabili, così come la videocomunicazione, che rappresenta l'ultima frontiera per una totale collaborazione, in quanto elimina le distanze tra i diversi team di lavoro sparsi in sedi diverse e aiuta a ridurre i costi legati ai viaggi d'affari", ha sottolineato Marco Lupi, country manager Italy di LifeSize Communications. "Ecco perché abbiamo da tempo arricchito la nostra gamma di prodotti di videocomunicazione con soluzioni ad hoc per gli utenti mobili".  briefing-it-grandangolo-le-aziende-non-possono-ign-5.jpgLifeSize propone, tra l'altro, soluzioni di videoconferenza per dispositivi mobili come pc (Windows e Apple), tablet e smartphone, con sistema operativo iOS e Android. LifeSize ClearSea, in particolare, è una soluzione aperta e interoperabile di classe enterprise per la video collaboration tramite computer desktop o dispositivi portatili. L'offerta per la comunicazione in movimento si completa con la soluzione Softphone, software stand alone pensato per le piccole realtà.
"Siamo presenti direttamente in Italia dal 2008 e con le nostre soluzioni abbiamo conquistato numerosi clienti in tutti i principali settori di attività, dall'education alla sanità alla pubblica amministrazione, dal settore finance al manifatturiero, per una quota di mercato complessiva che a fine 2011 è nell'ordine del 25%", ha concluso Lupi.   
[tit: Meru Networks, adeguare le infrastrutture al paradigma del Byod] 
"Aprirsi al paradigma del Byod impone a molte aziende di dover adeguare le infrastrutture, per renderle in grado di supportare l'aumento sia del traffico dati sia del numero di dispositivi connessi soprattutto alla rete Wireless". briefing-it-grandangolo-le-aziende-non-possono-ign-6.jpgQuesto è stato il commento di Paolo Mugnai, territory sales manager Italy di Meru Networks, società californiana specializzata nello sviluppo di soluzioni WiFi con un'offerta basata su un'architettura wireless Lan virtualizzata studiata per garantire le prestazioni, l'affidabilità e la semplicità della rete cablata, con i vantaggi della mobilità a costi contenuti.
Secondo Mugnai, i punti di forza dell'offerta tecnologica di Meru Networls sono principalmente tre: il primo riguarda l'uso di un unico canale di trasmissione, con vantaggi per la qualità delle prestazioni; il secondo è costituito dalla possibilità di gestire un'elevata densità di collegamenti, con scalabilità; il terzo è rappresentato dal controller per le reti WiFi virtualizzato su VMware.
"Anche in Italia, le nostre soluzioni WiFi di nuova generazione sono state adottate in molti settori, come education, soprattutto licei e università, sanità e logistica, oltre al manifatturiero, con nomi come Università del Salento, Coop e Ducati", ha affermato Mugnai. "Siamo presenti direttamente in Italia dalla fine del 2010, ma abbiamo già conquistato oltre 500 clienti di ogni dimensione: dalla grande installazione con oltre 500 access point a quella più piccola da dieci punti di accesso".       





Pubblicato il: 05/07/2012

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