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Cisco interpreta il lavoro mobile

Cisco analizza il fenomeno del Byod e presenta un subset di prodotti volti a indirizzare questo trend di mercato con un approccio unificato - wireless, wired e Vpn. E presenta una ricerca condotta su un campione di 600 manager in Usa che conferma che l'IT sta accettando, e anche adottando, la tendenza a portare sul luogo di lavoro i dispositivi personali.

Autore: Barbara Torresani

Un'esperienza mobile senza compromettere il business: è ciò che si propone di offrire Cisco, grazie alla combinazione di alcuni prodotti con cui vuole dare una risposta all'emergente fenomeno del Byod - Bring Your Own Device - secondo cui i dipendenti delle aziende sono sempre più orientati a portare sul posto di lavoro il dispositivo personale  con cui si trovano a proprio agio, con i rischi che tutto ciò può comportare. Da qui la necessità sempre più marcata delle aziende di governare il fenomeno e, soprattutto, di sfruttarlo a proprio favore al fine di creare nuove opportunità di business.
"Gli utenti chiedono di accedere ai dati aziendali ovunque si trovino, con qualsiasi device e in ogni momento. A loro interessa l'experience, mentre l'azienda deve rispondere a imperativi di business quali l'efficienza operativa, l'agilità del business, la produttività e la riduzione dei costi. Da qui la necessità di riuscire ad allineare queste differenti esigenze senza compromettere il business", dice Paolo Del Grosso Borderless Network Sales Leader Italy, in occasione della presentazione dei risultati dello studio Cisco Ibsg Horizons.

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E' un fenomeno con cui tutte le aziende devono inevitabilmente fare i conti
. La diffusione della mobilità e la consumerizzazione dell'IT non si possono arrestare. Del Grosso cita qualche numero per capire il contesto: "Oggi esistono circa 13 miliardi di dispositivi collegati alla rete, che diventeranno 50 miliardi entro il 2020. Ogni persona dispone già oggi di almeno due device, che diventeranno  3,3 nel 2014. In Italia nel corso del 2011 sono stati venduti 1.072.000 tablet che non sostituiscono i PC già in uso ma si aggiungono a questi, e vengono spesso utilizzati sul posto di lavoro. Da qui l'inevitabile aumento della complessità".
Al fine di comprendere appieno il fenomeno per indirizzarlo al meglio con una proposta tecnologica, Cisco ha condotto uno studio, denominato Cisco IBSG Horizons su un campione di 600 manager e responsabili IT statunitensi (clienti Cisco) in diferenti mercati verticali da cui emerge che l'IT sta accettando e, in parte anche  adottando, la tendenza a portare sul luogo di lavoro i dispositivi personali.  
Lo studio rivela che per il  95% del campione è consentito utilizzare i propri dispositivi personali sul posto di lavoro. Il 76% dei responsabili IT intervistati hanno definito il fenomeno abbastanza o estremamente positivo per le loro aziende, pur essendo consapevoli delle criticità per l'IT.
Dallo studio emerge inoltre il Byod può portare con sé ulteriori vantaggi di business. I primi due vantaggi percepiti dal Byod sono stati una maggiore produttività dei dipendenti, che lavorano  in modo più collaborativo e una maggiore soddisfazione sul lavoro. Inoltre, cresce sempre più il desiderio dei lavoratori di "lavorare a modo loro".
Secondo il 40% degli intervistati "la scelta del dispositivo" è tra le priorità in ambito Byod, e sono anche disposti a investire personalmente per migliorare la loro esperienza di lavoro. Si pensi che i dipendenti Cisco pagano in media 600 dollari di tasca propria per i dispositivi pur di avere un maggiore controllo sulla propria giornata lavorativa.
Sicurezza , privacy e il supporto IT per un gran numero di piattaforme mobile sono invece le criticità principali.
La proliferazione dei dispositivi richiede nuove policy e un approccio diverso al controllo dei costi. Secondo lo studio solo il 14% dei costi Byod è imputabile all'hardware e ciò mette in luce quanto sia importante scegliere modelli adeguati di governance e di supporto per controllare tali costi.
"In generale, la ricerca conferma che il Byod  non è una moda passeggera, ma una realtà. E quindi occorre affrontarla con un approccio olistico, scalabile capace di rispondere alle esigenze di mobilità, sicurezza, virtualizzazione e gestione delle policy di rete, al fine di tenere sotto controllo i costi di gestione fornendo al tempo stesso esperienze ottimali", enfatizza Del Grosso. E continua: " Il Byod è però solo la punta dell'iceberg di un fenomeno più esteso. Per l'utente è un problema tattico: a lui importa utilizzare il dispositivo personale sulla rete. Per i Ceo e Cio è invece un problema più strategico. Il Ceo deve introdurre nuovi metodi di lavoro, che assicurino che i dipendenti siano più mobili e proattivi mentre i Cio hanno la necessità di implementare una strategia di Byod allineata con le esigenze Vdi & di Workspace, di proteggere le intellectual proprierty e allo stesso tempo offrire rapido accesso ai servizi applicativi. Il Cio in particolare deve riuscire a supportare diversi dispositivi senza aumentare i costi e la complessità; ha bisogno di video e voce sul virtual desktop e deve trovare la soluzione al problema che alcune applicazioni tradizionali non girano nativamente sui sistemi operativi nuovi e mobili". 
E' quindi necessario adottare una strategia per il nuovo posto di lavoro mobile che garantisca la produttività e allo stesso tempo diminuisca i costi, renda l'azienda più agile e favorisca la collaborazione. "La mobility deve estendersi ben oltre il fenomeno Byod per includere l'integrazione della mobility lato service provider, enterprise, security, e soluzioni di virtualizzazione desktop e di collaboration. Risulta vincente un approccio unificato (Wireless, Wired e Vpn) al nuovo posto di lavoro".
Cisco Unified Workspace è l'approccio integrato proposto da Cisco per l'area di lavoro aziendale (non necessariamente il building aziendale) che ha l'obiettivo di aiutare i dipendenti ad accedere alle persone e alle risorse di cui hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro in modo efficace, ovunque si trovino, da qualsiasi dispositivo e con la migliore esperienza. All'interno della Unified Workspace, i dipendenti potranno accedere ad informazioni sul dispositivo stesso, come ad esempio le versioni indipendenti dalla piattaforma delle applicazioni di collaboration, Cisco WebEx e Cisco Jabber. Sarà possibile accedere virtualmente ad altre applicazioni o dati attraverso un desktop virtuale centralizzato nel data center con la piena funzionalità rich-media grazie all'architettura Cisco Virtualization Experience Infrastructure (Vxi).
"La proposta Cisco in termini di approccio al nuovo posto di lavoro si differenzia da quelle dei competitor, in primis nell'esperienza superiore che offre a livello video, voce e applicativo senza compromessi per l'IT e gli utenti ma anche in termini di ottimizzazione dei costi. Senza dimenticare una migliore agilità aziendale in quanto il modello operativo risulta più flessibile e il profilo di rischio abbassato", afferma Del Grosso. 

[tit:La risposta Cisco al Byod]
Sul fronte del Byod Cisco ha lavorato all'integrazione di una serie di prodotti, in particolare in ambito di Policy Management e Unified Workspace al fine di indirizzare questo trend. L'idea societaria è quella di garantire un  accesso alla rete in modo unificato, attraverso una gestione delle policy sofisticata per wireless & wired, Vpn basato su identità, così come un'esperienza  consistente, utilizzabile su diverse piattaforme - video, voce, senza compromessi e in ogni situazione. La vision contempla inoltre un sistema unico di gestione e, sul fronte applicativo il rilascio di applicazioni native e virtuali, indipendenti dal device utilizzato.
Tocca a Marcello Masarati,  Consulting Se Unifed Access di Cisco Italia, entrare più nel dettaglio tecnologico dell'offerta Byod.  
"E' necessario andare oltre il semplice collegamento alla rete dei dispositivi di proprietà dell'utente, introducendo un approccio globale che unifica le policy e semplifica la gestione per fornire un'esperienza utente senza compromessi, in qualsiasi ambiente di lavoro. Nel passato si era abituati a lavorare seguendo la rete. Oggi è la rete che ci segue. Ogni volta che ci si collega alla rete è come se si fosse in ufficio. Per questo risulta fondamentale stabilire differenti policy a seconda del contesto aziendale. Per esempio bisogna prioritizzare la gestione della banda", afferma Masarati. 
La soluzione Cisco Byod, in cui sono collassati una serie di prodotti Cisco, è composta da tre componenti principali.
Ise,  Identity Services Engine, è il cervello della soluzione per creare policy e gestire l'accesso alla rete in modo unificato (remoto, wireless e cablato). nella nuova versione disponibile dalla prossima estate supporta l'impostazione e l'applicazione delle policy in tutta l'azienda in base ai ruoli degli utenti, ai dispositivi utilizzati, alle applicazioni in uso, e alle informazioni sulla postura di sicurezza complessiva.
La componente di mangement denominata Prime è invece una console di gestione che centralizza per esempio la gestione dei login, il monitoring, il trouble shooting, ... al fine di comprendere le prestazioni delle applicazioni dal punto di vista dell'utente, accelerando la risoluzione dei problemi e diminuendo i costi operativi.
Vi è poi il tassello di Mobile Device Management, di gestione del dispositivo mobile. E' questa l'unica componente mancante fino ad oggi alla proposizione Cisco. Per tale motivo la società ha deciso di integrare con Ise il software di Mdm di aziende leader in quest'ambito come AirWatch, Good, MobileIron e Zenprise, riconosciute nel quadrante magico di Gartner. Grazie a questa integrazione, è possibile utilizzare Cisco Ise per definire policy che garantiscano che i dispositivi mobili siano iscritti al servizio Mdm, che abbiano visibilità e controllo sugli accessi degli endpoint in base alle policy, come la richiesta di un codice pin, il blocco di dispositivi riconfigurati ("craccati"), o la cancellazione dei dati da remoto su dispositivi persi o rubati.
Inoltre, in un'ottica di maggiore apertura, Cisco mette a disposizione le Api affinché si possano plugare altre soluzioni Mdm all'interno di Ise.
Pubblicato il: 15/06/2012

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