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Vmware, il cloud nell'era post-pc

All'edizione milanese di Vmware Forum 2012 i manager della società presentano le ultime novità della visione dell'end user computing e le evidenze principali di una ricerca sul cloud computing, secondo la quale il nuovo paradigma viene oggi utilizzato in modo sempre più strategico.

Autore: Barbara Torresani

"Making the cloud work for you" è stato il tema centrale dell'edizione 2012 del Vmware Forum tenutosi nei giorni scorsi a Milano e Roma, a cui si sono iscritti in totale circa 2.500 partecipanti (1.400 nella sessione milanese e 1.100 in quella romana).
Cloud computing vista come un'opportunità di innovazione e crescita che tende ad assumere una valenza strategica per le aziende che lo adottano in maniera sempre più decisa.
A suffragare tutto ciò i risultati dello studio Global Cloud Adoption condotto a livello mondiale da Idg Research Services per conto di Vmware, in 12 Paesi nei mesi di febbraio e marzo 2012 su un campione di 1.128 responsabili IT, di cui  455 in Emea (Regno Unito, Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Svezia e Russia).
Obiettivo della ricerca comprendere le dinamiche di adozione del cloud computing, le tecniche di implementazione, le sfide e i vantaggi percepiti.
La prima macroevidenza della ricerca è che gli intervistati dell'Emea  hanno manifestato l'intezione di investire nei prossimi 18 mesi quasi 1/3 dei loro budget IT annuali in soluzioni cloud per modernizzare le infrastrutture tecnologiche esistenti; per la precisione il 31% dei budget per la tecnologia sarà allocato per il cloud computing (era il 26% nel 2010), a testimonianza della sempre maggiore propensione delle aziende a implementare infrastrutture aziendali più agili, produttive e connesse.
L'84% delle aziende Emea ritiene prioritaria la scelta di tecnologia cloud, mentre il 56% la giudica addirittura critica o essenziale nei prossimi 18 mesi. In Italia, il cloud è prioritario per l'80% degli intervistati.
Le aziende si orientano verso la forma di cloud privato nel 54% del campione (60% in Italia, il dato più elevato fra i Paesi coinvolti), seguiti dal 24% di quelli pubblici (32% in Italia) e dal 22% di quelli ibridi (solo 8% in Italia, il più basso nell'area Emea).
La virtualizzazione continua a essere una tecnologia fondamentale, soprattutto come elemento abilitante per il cloud.
Tra i benefici maggiori del vmware-il-cloud-nell-era-post-pc-1.jpgcloud computing le aziende Emea riconoscono: aumento della produttività IT ( 41%); maggiore agilità di business (36%); maggiore capacità/disponibilità (data centre, storage ecc. (35%); riduzione delle risorse richieste per assistenza e gestione IT e miglior controllo IT (a pari merito al 34%); investimenti nell'infrastruttura IT ( 33%).
In cima alla lista delle criticità invece vi è sempre la sicurezza (52%), a cui seguono: perdita di controllo sui dati (41%);  problemi di performance/affidabilità (25%); tecnologie non compatibili (23%); mancanza di controllo sul workload dei cloud esterni (19%).
"Oggi il cloud computing non è più solo una parola di moda utilizzata dai vendor del settore per orientare le aziende verso un nuovo paradigma tecnologico. E' una realtà e le aziende stanno guardando al cloud in modo più strategico. Nel recente passato, infatti, il driver principale che spingeva le aziende ad adottare il cloud computing, così come in precedenza è stato per la virtualizzazione, era attribuibile al risparmio di costi. Oggi, invece, le aziende hanno maturato la consapevolezza che il cloud computing dà loro un vantaggio di business", ha affermato Alberto Bullani, Regional Manager, VMware Italia.   

[tit:Il percorso verso l'end user computing]
L'evento è stato anche occasione per la società di ribadire la validità della propria vision relativa all'end user computing presentata un anno fa, che supera la logica secondo cui il  personal computer è l'unico strumento per accedere alla rete aziendale e propone nuovi modelli di computing flessibili che fanno leva sui dispositivi utilizzati per le attività quotidiane sfruttando al contempo i punti di forza di ciascun dispositivo. Un modello che abilita l'accesso universale ai dati e alle applicazioni ovunque, in qualunque momento e da qualsiasi dispositivo.
"Gli annunci fatti nel mese di maggio testimoniano che il percorso intrapreso dalla società solo un anno fa sta procedendo con la disponibilità di prodotti così come il processo di nuove acquisizioni di aziende, tra cui la più recente dell'azienda Wanona " ha affermato Brian Gammage, Chief Market Technologist di VMware.
Gli annunci si sviluppano su tre ambiti principali.

vmware-il-cloud-nell-era-post-pc-2.jpg

In primis, il lancio di View  5.1, il prodotto di desktop virtualization il cui "valore non è tanto nel prodotto ma quanto in quello che fa", ha sottolineato Gammage. Nella nuova versione la società ha lavorato sul  miglioramento dell'esperienza utente e a livello prestazionale.  Nel nuovo View si è sfruttato VSphere per diminuire il volume di storage occupato e accelerarlo. "L'obiettivo è estendere l'utilizzo del virtual desktop a un numero maggiore di utenti. Le aziende comprendono i benefici del passaggio dal fisico al virtuale ma spesso sono frenati dalla barriera dei costi, per esempio quello dello storage che è capacità ma anche occupazione di banda. Per questo abbiamo lavorato su questo aspetto", ha spiegato Gammage.
In View 5.1 quindi Vmware ha lavorato soprattutto sulla semplificazione del delivery di un desktop migliore, sulla riduzione del Tco (grazie appunto alle nuove funzionalità storage basate su VMware View Storage Accelerator che contribuiscono a ridurre i costi della condivisione storage tramite l'ottimizzazione dei carichi condivisi), sulla gestione semplificata, su un amggiore controllo IT  eo non ultimoo sul fronte di una miglior esperienza desktop virtuale, attraverso un nuovo stack Usb che migliora il supporto dei dispositivi.
Il secondo asse su cui si declinano le novità riguarda la disponibilità di Horizon Application Manager 1.5, una sorta di hub centrale di gestione che permette di federare dati e servizi. Il sistema centralizzato specializzato in policy ed entitlement pensato per mediare l'accesso degli utenti ad applicazioni, desktop virtuali e risorse dati prima solo disponibile negli Usa da giugno lo sarà anche in Italia.
Terzo tassello è relativo alla disponibilità del Progetto Octopus, una sorta di enterprise Dropbox, che permette alle aziende di sincronizzare i dati. Controllato da Horizon Application Manager non solo dà la possibilità di accedere ai file ma anche di gestire centralmente e replicare immagini desktop.  Disponibile nel corso di questo trimestre sotto forma di beta per test, VMware Project Octopus consente alle divisioni IT di dotare i dipendenti di un approccio semplice e immediato per condividere i dati e collaborare con qualsiasi altro utente tramite qualsiasi dispositivo. Proprio in questo spazio si colloca la recente acquisizione di Wanona, che con la tecnologia Mirage consente la gestione centralizzata delle immagini di desktop virtuali e fisici.
"La vision dell'end-user computing procede. I concorrenti stanno seguendo il nostro cammino. E' questo il segno che lasciamo tracce e siamo sulla strada giusta", ha dichiarato Gammage.
"Quella del Post-Pc è un'era di scelta; non mandatoria; occorre abilitare il viaggio. Vmware sta affrontando anche il discorso del Byod, bring your own device; per questo ha lanciato il progetto Horizon Mobile e il servizio Dual Persona che consentono di gestire in contemporanea due profili - business e personale - sul proprio cellulare e accedere sempre e ovunque ai propri dati. E' importante, in questa direzione, stringere partnership importanti con i costruttori di dispositivi così come con i service provider", ha concluso Gammage. 

[tit:Focus sullo strato applicativo]
Un capitolo a parte va al fronte applicativo. Se infatti nella visione di Vmware  esistono tre livelli architetturali strettamente collegati - cloud infrastrucure, cloud application platform ed end user computing - occore dire che sul livello applicativo negli ultimi due anni la società  si è molto focalizzata e sta sviluppando una proposizione solida.
"Il mondo applicativo tradizionale sta mostrando limiti e problemi. Le applicazioni legacy sono complesse e poco intuitive. Al contrario, quelle moderne, della generazione Java,  sono semplici, flessibili e intuitive... Vi sono poi alcuni fenomeni emergenti quali la virtualizzazione, il cloud computing, che consentono ai carichi di lavoro di stare in posti differenti... così come la crescita esplosiva dei dati sia struttuati che de-strutturati che richiedono l'utilizzo di database con i dati in memoria... da qui la necessità di ripensare alle applicazioni", ha sottolineato Luca Zerminani, Systems Engineer Director, VMware Italia.
Vmware lo fa attraverso V-Fabric Suite, un framework di sviluppo Java con una serie di tool a corredo giunto oggi alla versione  5.1.
Le novità della nuova suite riguardano nuove funzioni per l'automazione del deployment e della gestione di applicazioni complesse sull'infrastruttura cloud di VMware e l'introduzione  un database Sql distribuito in-memory, al fine di mettere a disposizione i servizi applicativi di base necessari per costruire, far girare e amministrare base necessari per costruire, far girare e amministrare le applicazioni Java Spring on-premise o nel cloud.
Pubblicato il: 04/06/2012

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