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Commissione Europea, iniziative per potenziare il mercato unico dei servizi

Con l'obiettivo di liberare il potenziale del mercato unico dei servizi entro il 2012, la Commissione Europea ha adottato una serie di azioni mirate: assicurarsi dell'efficienza del mercato unico; eliminare gli ostacoli ai servizi transfrontalieri; un'attuazione ambiziosa e un'applicazione completa della direttiva servizi.

Autore: Franco Cavalleri

La Commissione Europea sta portando avanti alcune azioni al fine di di liberare il potenziale del mercato unico dei servizi entro il 2012; si tratta di azioni mirate per eliminare gli ostacoli superflui e onerosi che intralciano gli scambi di servizi nel mercato unico e aprire il mercato interno anche alle Pmi. Si stima che i vantaggi indotti dal miglior funzionamento del mercato unico dei servizi potrebbero corrispondere a utili annui oscillanti tra 60 e 140 miliardi di euro, pari a un potenziale di crescita compreso tra lo 0,6 a l'1,5% del PIL. Pur rappresentando attualmente due terzi del PIL e dei posti di lavoro dell'UE, i servizi rappresentano circa un quinto degli scambi totali intra-UE. Attualmente solo circa l'8% delle Pmi europee operano in altri Stati membri. Questa mancanza di dinamismo non solo ostacola la scelta dei consumatori, ma impedisce anche alle piccole imprese innovative di sviluppare le loro attività e crescere ulteriormente.
In questo contesto la Commissione propone le seguenti azioni:
assicurarsi dell'efficienza del mercato unico: nel 2011 e 2012 la Commissione eseguirà un "test di efficienza" del mercato unico dei servizi dal punto di vista dell'utente; ad esempio un architetto svedese che vuole progettare una casa in Italia o un residente finlandese che utilizza i servizi di un contabile ceco. Il test di efficienza terrà conto di tutte le altre norme dell'UE applicabili ai servizi oltre alla direttiva servizi e ne valuterà l'interazione. L'obiettivo è individuare problemi pratici specifici che intralciano il mercato interno dei servizi e valutare in che modo l'interazione tra regole diverse possa avere effetti indesiderati. La Commissione ha già indicato la necessità di considerare ulteriori provvedimenti a fronte dei limiti imposti a taluni prestatori in determinati paesi; ad esempio quanto alla forma giuridica che possono assumere (per esempio vietando ai prestatori di servizi artigianali come i carpentieri di assumere la forma di una società a responsabilità limitata) o alle persone che possono detenere capitale nelle loro società (per esempio l'obbligo di essere un consulente fiscale qualificato per detenere capitale in una società che offre servizi di consulenza fiscale);
eliminare gli ostacoli ai servizi transfrontalieri: dalla valutazione reciproca è emersa l'esistenza di difficoltà nella prestazione transfrontaliera di servizi in assenza di stabilimento permanente (qualora il prestatore non abbia una base permanente nel paese in cui offre il servizio). La Commissione monitorerà attentamente gli effetti della direttiva servizi sotto questo profilo. Una prima relazione sui progressi compiuti verrà pubblicata entro la fine del 2011 e da allora in poi ogni anno. Occorre inoltre impedire l'insorgere di nuovi ostacoli regolamentari alla prestazione di servizi nella legislazione degli Stati membri, ad esempio quelli derivanti dalla revisione degli obblighi di stabilimento, e la Commissione monitorerà attentamente gli sviluppi rilevanti;
- garantire un'attuazione ambiziosa e un'applicazione completa della direttiva servizi: la Commissione avvierà un dialogo bilaterale con una serie di Stati membri nei quali sono emersi problemi di attuazione della direttiva. La Commissione eseguirà inoltre nel 2011 una prima valutazione economica degli effetti dell'attuazione della direttiva e del suo impatto sul funzionamento dei mercati dei servizi.  
Pubblicato il: 07/02/2011

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