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Cisco avvia la seconda fase della collaboration

Presentata la seconda ondata della collaboration seguendo tre direttrici principali: video pervasivo, virtual collaboration experience e social media professionale.

Autore: Barbara Torresani

Procede spedita la strategia di Cisco sul fronte della collaborazione. Un anno fa la società lanciava sul mercato circa 60 prodotti collocabili sotto il cappello della collaboration. Un annuncio di grande portata, così definito da John Chamber, a capo della società: non  solo una piattaforma tecnologica, ma una piattaforma di nuova concezione per cambiare il modo di lavorare delle aziende. Una forte focalizzazione e grossi investimenti che hanno portato tale componente d'offerta riportare una crescita di circa il 45% nell'ultimo esercizio.
A un anno di distanza dal corposo annuncio, la società, in un "continuum" con la strategia allora definita, è pronta ad avviare una nuova fase della collaborazione, che si snoda su tre filoni primari: video pervasivo, disponibile in modo integrato in tutte le applicazioni di collaborazione; virtual collaboration experience, prodotti hardware e software per facilitare la realizzazione del Virtual Desktop mantenendo integrate le applicazioni multimediali (video, voce, dati, ...) e social media professionale.
"A un anno dal lancio dell'architettura tecnologica collaborativa, la strategia di Cisco sulla Collaboration non cambia: continua a procedere combinando un processo di acquisizioni con lo sviluppo interno di prodotti", afferma Gianmatteo Manghi, director, Collaboration Solutions Mediterranean Geography.  E disegna il mercato di riferimento: "Oggi le aziende devono rispondere a numerose sfide. Tra queste, la capacità di incrementare la loro produttività e di innovare il modo di lavorare in modo da rendere l'esperienza di lavoratori e cittadini il più ricca possibile". Da qui il ruolo determinante delle tecnologie collaborative, oggi influenzate sempre più da forti transizioni di mercato. Basti dire che nel 2013 il 90% del traffico di rete sarà Video (oggi lo è il 50%), il 40% dei Pc professionali sarà basato su un modello di gestione hosted virtual desktop e che il 20% dei professionisti comunicherà con Enterprise Social Software per capire quanto il ruolo della "Collaboration"  assumerà sempre più importanza.
cisco-avvia-la-seconda-fase-della-collaboration-2.jpgDi fronte a questo disegno Cisco si propone di indirizzare cinque aree principali: il video pervasivo che diventa la nuova "voce" - tutte le soluzioni Cisco integreranno la funzione video; la collaborazione basata su cloud; social software professionale, al fine di creare comunità di lavoro collaborative e produttive; la mobilità; il virtual desktop combinato con le applicazioni multimediali. Il tutto offrendo un'esperienza collaborativa integrata, che risponde alla necessità di differenti tipi di collaborazione con un'architettura integrata, composta da un insieme di tecnologie per collaborare: anywhere, in ogni luogo anche tra aziende e soggetti diversi lungo tutta la catena del valore; any device, su dispositivi differenti; any content, indipendentemente dal dispositivo utilizzato l'esperienza collaborativa viene garantita a livello intra e interaziendale.

[tit:Dalla teoria alla pratica]
E la strategia così delinata si sostanzia in una serie di annunci.
In ambito video, come detto, l'intenzione dell'azienda è quella di integrare in tutti i prodotti il video. "Il video deve diventare facile come una chiamata telefonica ed efficace come una telepresence, sottolinea Gianluca Ferrè, Technical manager, Collaboration Solution Mediterranean Geography. L'idea è quella di rendere disponibile queste tecnologie in modo sempre più pervasivo".
cisco-avvia-la-seconda-fase-della-collaboration-1.jpgDa qui l'integrazione della componente video in tutti i terminali, a partire dal modello E 20, compresi quelli di derivazione Tanberg. I terminali diventeranno quindi video enabled, all'interno di un'architettura unica e integrata. E Cisco Unified Communications Manager diventa la piattaforma di gestione delle chiamate voce e video.
Per scalare maggiormente verso il basso e diffondere la cultura dei sistemi video Cisco ha introdotto nuovi terminali video con nuovi formati e costi ridotti anche del 30%.
Tra gli altri annunci: la nuova versione di WebEx (in forma as a service) per favorire la conduzione di meeting on line; l'estensione del meccanismo di ActivePresence (una funzionalità di derivazione Tanberg) sull'esperienza di Telepresence in modo da avere una visione di insieme della sala riunione virtuale. E ancora: la disponibilità di Cisco TelePresence Exchange System per i service provider.
Cisco inoltre sta ponendo molta enfasi sull'esperienza di collaborazione virtualizzata, da portare sulla scrivania. "La virtualizzazione del desktop è un importante trend, afferma Ferrè. Inizialmente stentava ad affermarsi, ora che si sono superati i principali problemi legati alla rete, sta prendendo sempre più piede. E' necessario però risolvere il dilemma dell'IT, che prevede l'integrazione delle applicazioni multimediali collaborative in un desktop virtualizzato". Cisco si inserisce in questo contesto con l'introduzione di Virtualization Experience Infrastructure (VXI), un'architettura end-to-end integrata e validata, aperta all'ecosistema di partner, in cui convergono data center virtualizzati con a bordo le applicazioni multimediali, workspace collaborativi virtualizzati, la componente desktop e l'ambiente di rete.
Cisco VXI integra le architetture Cisco Collaboration, Cisco Data Center Virtualization, e Cisco Borderless Networks con i software e i dispositivi di virtualizzazione desktop dei partner.
Al suo inteno prevede le applicazioni Cisco Unified Communications ottimizzate per gli ambienti virtualizzati e dispositivi end-point tra cui il tablet Cisco Cius, la piattaforma Cisco Quad, Cisco ACE per il bilanciamento del carico e la distribuzione delle applicazioni e una serie di software  Cisco. VXI  si apre ai software di virtualizzazione desktop offerti Citrix e VMware e supporta anche le applicazioni di gestione, di sicurezza e di storage di EMC e NetApp oltre a molte applicazioni Microsoft.
A questo annuncio vanno ad aggiungersi una serie di nuovi terminali per la desktop virtualization che semplificano l'utilizzo It, la sicurezza e la scalabilità e supportano Vmware View 4.5 e Citrix XenDesktop.
Un discorso a parte merita l'annuncio di Cius, il tablet professionale che combina le caratteristiche di virtualizzazone con quelle di comunicazione. Con alla spalle 36 mesi di studio, il dispositivo sarà in trial per un gruppo ristretto di clienti in Europa e in Italia dal 1 di gennaio 2011, mentre la general availability è prevista dal prossimo aprile.
Pensato per il mondo enterprise è un terminale mobile convergente per voce, video, applicazioni dati, che poggia su sistema operativo Android. 225 mm di altezza, 140 mm di larghezza, 15 mm di spessore, pesa 520 grammi, ha monitor di 7 pollici e risoluzione 1024 x 600.
E' un terminale di personal telepresence, che consente di avere le applicazioni sulla scrivania o in mobilità e facilita la collaborazione. Poggiando su Android dà la possibilità di accedere al marketplace di tutte le applicazioni del sistema operativo; attraverso uno stack dedicato, inoltre, gli sviluppatori hanno la possibilità di sviluppare applicazioni specifiche per Cius.
E per finire il Social Media. In quest'ambito la strategia di Cisco guarda all'evoluzione del Contact Center al fine di creare la Customer Collaboration, mediante l'integrazione del social network all'interno dei sistemi di collaborazione dell'azienda, armonizzando strumenti tradizionali e nuovi. Tra i nuovi annunci rientrano i prodotti: Cisco SocialMiner per il social customer engagement  e Cisco Finesse, per creare la collaborazione tra clienti e azienda.
    
Pubblicato il: 30/11/2010

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