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Axiante, la Business Intelligence rimane una priorità per gli Ict manager

La BI costituisce una priorità principale per i prossimi 18 mesi. Lo dicono i responsabili Ict di 150 medie aziende italiane intervistati da Axiante per avere la percezione del contributo di questo componente applicativa nei processi aziendali chiave.

Autore: Barbara Torresani

La Business Intelligence è, e rimarrà, un'area applicativa di fondamentale importanza per le aziende italiane nei prossimi mesi; in questi ultimi anni si è sempre posizionata tra i principali driver delle esigenze applicative delle aziende, ma il percorso affinché sia diffusa e adottata in maniera completa come applicazione core per i processi aziendali principali non è ancora completato.
E' ciò che emerge  da un'indagine di Axiante, giovane e promettente società italiana di consulenza applicativa, svolta alla fine dello scorso anno su 150 imprese italiane di  taglio medio-grande (con un fatturato superiore ai 300 milioni di Euro, di cui un terzo filiali aziende internazionali) dei settori manifatturiero, commercio e servizi.
Se è vero infatti che la conoscenza dell'andamento della propria azienda e di un costante confronto con i concorrenti siano esigenze di cui non si può fare a meno, dalla ricerca emerge anche che spesso poi tali esigenze non vengono tradotte in fatti concreti.
L'indagine ha preso in esame tre macro-aree di business comuni a tutte le organizzazioni:
pianificazione e budgeting, controllo di gestione e vendite e marketing.
Tra le prime evidenze che emergono dall'indagine vi è che il 90% delle aziende usa con regolarità strumenti di reporting finanziario (quindi strumenti di Business Intelligence tradizionale) e che il 79% utilizza strumenti di pianificazione, mentre stupisce il fatto il 67% del campione, per intendersi due aziende su tre, non faccia ricorso a strumenti di benchmarking per confrontarsi con i concorrenti e capire l'effettivo andamento del business, ma anche che il 55% delle aziende non misuri  con regolarità la fidelizzazione dei clienti

[tit:Più in dettaglio]
La società di consulenza è solita svolgere indagini ogni 12-18 mesi per capire le esigenze del mercato di riferimento, e, di conseguenza, orientare le proprie proposte per i clienti. L'ultima condotta riguardava il ruolo del Chief Finacial Officier in azienda. Come spiega Romeo Scaccabarozzi, President di Axiante: "L'idea che sottende questa nuova ricerca è stata quella capire come fosse precepita la Business Intelligence dalla figura dell'Ict manager aziendale, dando alle domande non tanto una connotazione tecnica. Quello che ci interessava era capire come vengono interpretati i processi chiave che queste applicazioni supportano". Ne risulta che la Business Intelligence, pur essendo un settore maturo, non ha ancora raggiunto un grado di diffusione esteso in tutte le sue componenti e, comunque laddove è utilizzato con regolarità, emerge la necessità di migliorarne alcuni aspetti per stare al passo coi tempi. La standardizzazione, infatti, ha portato a una certa formalizzazione.

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ll 40% delle aziende intende migliorare questi processi, per avere ulteriori dettagli (il 47%) e maggiore tempestività (il 31%), a sottolineare l'esigenza approfondire ciò che si cela dietro ai numeri al fine di comprendere  maggiormente i fenomeni di mercato in tempi più rapidi.
Sul fronte della pianificazione dalla ricerca si nota che il 79% delle aziende utilizza strumenti evoluti per operare un forecast su base mensile. "E' questa una conferma positiva, dice Scacabarozzi, a testimonianza del fatto che la revisione del budget e degli obiettivi sia diventato un processo istituzionalizzato su base periodica. Tale revisione, infatti, nel 14% del campione è svolta su base mensile, nel 36% dei casi ogni tre mesi e nel 30% dei casi ogni semestre: in sostanza, solo il 20% delle aziende è rimasto ancorato alla classica ri-pianificazione annuale del budget". "E' un segno di forte flessibilità delle aziende, che non vogliono farsi cogliere impreparate di fronte ai repentini cambiamenti del business, per cui cercano di attrezzarsi con strumenti che gli consentano di fare al meglio operazioni di planning". Ed è per questi motivi che sta prendendo piede il concetto di ‘Rolling Forecast', inteso come attività di previsioni continue, per consentire alle aziende di effettuare aggiustamenti "in corsa", rivedendo di continuo i piani e le previsioni.
Una sopresa viene invece dalle risposte date in relazione all'area vendite e marketing; il 67% del campione, i 2/3 delle aziende intervistate, non è solito effettuare banchmark con la concorrenza  e il 52% non misura regolarmente la fidelizzazione dei clienti. Questi due ultimi aspetti sono strettamente correlati, soprattutto in situazioni di mercato mature e consolidate e con bassi tassi di crescita quale quello italiano, dove si guadagnano quote di mercato erodendole ai concorrenti. Per mantenere la propria posizione le aziende devono tenere monitorati i propri risultati rispetto alla concorrenza dotandosi di strumenti di benchmark. "Non fare tutto ciò, dice Scacabarozzi,  è come andare a fare la guerra senza curarsi delle mosse del nemico".
E' anche vero che fare benchmark non è un'operazione così semplice, occorrono strumenti e competenze evolute: "Condurre benchmark richiede l'elaborazione di grandi quantità di dati sia dall'interno sia dall'esterno e la loro analisi approfondita: è evidente che un'analisi del genere non può essere svolta col classico foglio elettronico, ma presuppone la presenza di un Data Warehouse e soprattutto di strumenti sofisticati di Business Intelligence e di Business Analytics".
E Axiante vanta già progetti di questo tipo, soprattutto nel settore Farmaceutico.
Non stupisce invece che la Business Intelligence venga valutata come una delle principali priorità dalle aziende intervistate: lo è per l'84% del campione.
Una percentuale molto alta, a dimostrazione del fatto che sopratutto in momenti di forte incertezza come quello attuale  risulta di estrema importanza avere a disposizione il maggior numero possibile di elementi per poter prendere decisioni corrette per arrivare alla ripresa in modo corretto. 

[tit:L'importanza del data warehouse]
Come visto il Data Warehouse rappresenta uno strumento imprescindibile per il trattamento di una estesa mole di dati, su cui poggiano e vengono allocate le componenti di Bi e quelle analitiche. Per questo la ricerca ha voluto approfondire il  tema cercando di capire quando risale il progetto del data warehouse aziendale, e una volta stabilito ciò, se vi è l'intenzione di rivedere il progetto nel corso del 2010.
Nel 45% dei casi è stato realizzato da 4 o più anni, mentre il 25% risale a 3 anni fa. Non stupisce quindi che il 53% delle aziende intenda rivedere il proprio Data Warehouse nel corso del 2010. E  tra i focus  che Axiante si è data nel corso di questo esercizio vi è proprio quello d aiutare le aziende a realizzare un Data Warehouse o a rinnovarlo, proponendosi come consulente, con competenze sia specialistiche che archtietturali, in grado di stabilire a priori la struttura e le correlazioni dei dati presenti nel Data Warehouse e affrontare progetti anche molto complessi. 
Pubblicato il: 26/02/2010

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