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Easynet: l'ecosostenibilità è un dovere per le imprese

La società è stato main sponsor dell'evento "Cambiamenti climatici ed ecosostenibilità", organizzato lo scorso novembre dalla British Chamber of Commerce for Italy.

Autore: Barbara Torresani

E' in corso in questi giorni la Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite di Copenhagen, dalla quale si auspica il raggiungimento di un accordo efficiente ed equo di riduzione delle emissioni di gas serra. E' in questo un anno clou delle trattative internazionali volte a rafforzare le linee d'azione per ridurre i gas serra e dare il via a "economia decarbonizzata", anche le imprese sono chiamate a individuare percorsi specifici di abbattimento delle emissioni di CO2.
Occorrono misure decise; in Italia è necessario riorientare il sistema produttivo, liberandosi dalla dipendenza dei combustibili fossili e riducendo le emissioni di anidride carbonica, permettendo al contempo al territorio di adattarsi ai mutamenti climatici.
L'attenzione a queste tematiche è stata al centro di un'iniziativa organizzata lo scorso 26 novembre dalla British Chamber of Commerce for Italy con il contributo di Easynet Global Services, del Consolato Generale Britannico e di AzzeroCO2.
L'evento, intitolato "Cambiamenti climatici ed ecosostenibilità" ha visto la partecipazione dell'Ambasciatore Britannico Edward Chaplin e di Paolo Barilla, Vice Presidente di Barilla. 
"I cambiamenti climatici sono un problema globale dove entrano in gioco culture e interessi diversi" ha dichiarato Sergio Barbonetti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Easynet Italia. "Per affrontarlo in modo serio è necessario definire accordi e delineare delle strategie comuni. Il mondo dell'impresa ha sicuramente un ruolo importante per ridurre l'impatto delle attività umane e garantire una crescita sostenibile per tutti".
"L'industria informatica contribuisce al 2% delle emissioni di CO2 a livello mondiale, ha proseguito Barbonetti. Il bit, infatti, pur sembrando molto leggero, consuma anch'esso una quantità di energia. Per questo l'attenzione al problema deve essere alta, le aziende del settore devono lavorare allo sviluppo di tecnologie meno ‘energivore' e all'ottimizzazione delle infrastrutture con l'obiettivo di ridurre i consumi complessivi. E dovono esse stesse agire al proprio interno ragionando in un'ottica ‘green", che significa definire una roadmap sia infrastrutturale che comportamentale alla quale attenersi". 
Easynet lo sta facendo dal 2006 attraverso l'adozione di un modello di business sostenibile e responsabile che prevede una serie di misure per ridurre i consumi e le relative emissioni, rendendo, ad esempio, più efficiente il consumo dei data center. Per raggiungere questo obiettivo il Gruppo ha  investito in tecnologie che includono virtualizzazione, sistemi intelligenti e utility computing. La soluzione gestita denominata Managed Virtual Meeting, per esempio, gioca un ruolo significativo nella riduzione della carbon footprint. Si tratta di un servizio gestito di telepresence in grado di eliminare i viaggi non necessari per clienti corporate e partner internazionali di Easynet.
Al proprio interno, Easynet è responsabile del mantenimento di un ambiente di lavoro sicuro, sostenibile e gradevole per i suoi dipendenti e aderisce a rigide politiche etiche e ambientali. 
"Le nostre attività, ha spiegato Barbonetti, si basano sulla politica ‘riduci, riusa, ricicla'. Ad ogni dipendente spetta il compito di fare la differenza a partire dalle attività quotidiane, come prediligere la stampa su due lati o ricordarsi sempre di spegnere gli apparati inutilizzati".   

[tit:Insieme per un mondo ecosostenibile]
Interessanti anche gli spunti che arrivano da Paolo Barilla: "L'impresa ha la possibilità di rendere più efficace il cambiamento. Le imprese devono però trovare un nuovo linguaggio, modelli espressivi che diano coscienza di quello che succede. E la presa di coscienza è un cambiamento di abitudine. Non si può cambiare sistema se non cambiamo noi. Le cose cambiano quando la cultura si diffonde. Barilla stessa è all'inizio di un cammino di cambiamento. Con i nostri collaboratori stiamo mappando meglio l'attività di produttori di materia prima con l'obiettivo di inserire nella progettazione del prodotto alcuni temi, quali la salute pubblica, l'economia, l'acqua e l'ambiente".
"Solo un'economia sostenibile, ha dichiarato Andrea Seminara, direttore commerciale, marketing e comunicazione di AzzeroCO2, ci permetterà di raggiungere il duplice obiettivo di combattere i cambiamenti climatici e superare la grave crisi economica che stiamo attraversando".
Veronica Caciagli, Climate Change Officer presso il Consolato Britannico di Milano ha enfatizzato che la transizione a un'economia low carbon in Gran Bretagna è già iniziata: "Vengono creati posti di lavoro, sperimentate nuove metodologie di produzione e create opportunità di business: il mercato connesso all'economia low carbon in Gran Bretagna attualmente ha un volume di 106 miliardi di sterline e occupa 880.000 persone e si prevede di arrivare a un milione di occupati nei prossimi anni."
David Crackett, Presidente della British Chamber of Commerce for Italy, ha fortemente voluto un evento che significasse fattivamente l'impegno "green" della BCCI, impegno iniziato un anno fa con l'intervento sul "Fare impresa nella sostenibilità ambientale" di Howard Rosen, President of the Council of British Chambers of Commerce, intervenuto come ospite di onore al Business Lunch del novembre 2008. Gli stati Occidentali, per Crackett, dovranno puntare non solo a ridurre le proprie emissioni di CO2, ma anche investire in tecnologie avanzate che permettano di salvaguardare assieme ambiente e sviluppo.  
Pubblicato il: 16/12/2009

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