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David Bevilacqua, nuovo Ad Cisco, guida l’innovazione con una nuova squadra

Per aiutare il Paese a fare innovazione di processo, la filiale italiana, sotto la guida del nuovo amministratore delegato punta su tra architetture tecnologiche e cinque mercati verticali in forte crescita. Fondamentale il contributo del nuovo team manageriale, le partnership e il canale.

Autore: Barbara Torresani

Non solo eccellenza di prodotto ma soprattutto di sistemi e processi, attraverso l’innovazione.  E’ questo il passaggio che deve compiere l’Italia per stare al passo con gli altri Paesi, e Cisco pensa di poter dare un forte contributo al raggiungimento di questo obiettivo, focalizzandosi su tre principali architetture -borderless network, collaboration, data center e virtualizzazione -  e cinque mercati verticali: sanità, smart grid, real estate, smart& connected communications, sport& entertainment. Ne è convinto David Bevilacqua, dallo scorso luglio nuovo amministratore delegato di Cisco Italia (succede a Stefano Venturi che ha preso Public Sector di Cisco Europa), che nei giorni scorsi ha presentato le strategie che intende mettere in atto nel nuovo ruolo, contando sul  contributo di una squadra manageriale rinnovata.
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44 anni, con alle spalle esperienze professionali in Ibm e Sun,  Bevilacqua è in Cisco dal 1996. Dopo 9 anni passati in Italia a ricoprire ruoli manageriali in diverse aree (canale, vendita Grandi Aziende) ha poi seguito come general manager ale fasi di start up e sviluppo delle filiali di alcuni Paesi dell’Europa dell’Est: “Sette lingue diverse e un ambiente culturale molto interessante”, ha raccontato in un recente incontro con la stampa. Due anni fa è rientrato in Italia dove ha preso la guida della parte Enterpise, e, ad hinterim, quella del Pubblic Sector in Europa.
Nel corso dei quattro anni passati all’estero, ha spiegato: “Ho guardato l’Italia da osservatore esterno, per comprendere meglio come viene percepito il nostro Paese. “L’idea che mi sono fatto, è che l’Italia è nella testa dei cittadini del mondo – dove non si cerca un caffè espresso o abiti italiani?  – siamo riconosciuti per alcune eccellenze quali il settore dell’abbigliamento e della ristorazione, ma quando si parla di innovazione l’Italia non viene citata: nel nostro Paese è difficile fare business e trattenere talenti. Ci riconoscono l’eccellenza di prodotto ma non quella di sistemi e processi. Non è una battaglia persa però la si può ancora vincere passando dall’innovazione”. 

[tit:L’innovazione in casa Cisco]
Da sempre Cisco ha calvalcato l’onda dell’innovazione; in Italia per esempio si può citare la struttura Cisco Photnics che conta 250 ricercatori e 100 brevetti depositati. Di recente apertura, lo scorso marzo a Vimercate il Cisco Business Collaboration (Cbc), in cui la società ha investito con l’idea di creare un polo di aggregazione e scambio per permettere a istituzioni, imprese e ricerca di dialogare e sperimentare le tecnologie più avanzate sviluppando innovazione.
E anche la formazione è un fiore all’occhiello della società: in un decennio, attraverso l’iniziativa Networking Accademy, l’azienda ha formato circa 45 mila studenti; circa l’85% delle persone certificate ha trovato un occupazione o migliorato la propria posizione nel giro di sei mesi. Una direzione futura guarda a nuovi corsi per formare categori  “deboli” quali disoccupati, extracomunitari e pensionati. “L’Italia è il paese più vecchio in Europa; dobbiamo riconvertire le risorse e colmare il digital divide”. ha sottolineato Bevilacqua”.

[tit:Un passaggio epocale]

Negli anni Cisco ha veramente cambiato pelle. Da azienda di prodotto - commercializzava routing e swithing - grazie a una politica di acquisizioni che l’ha vista portare a bordo circa 100 aziende con relativi prodotti e capitale umano, si è mossa verso il mondo delle soluzioni. Soluzioni che poggiano sulla Rete,  la dorsale principale, per risolvere problemi di business. Prodotto, soluzione, processo: “E’ un passaggio epocale, che prevede una logica più indirizzata al business, ha spiegato Bevilacqua. Bevilacqua ha le idee chiare su come “fare innovazione” in Italia. La società che guida punta su tre archittetture focali e cinque mercati verticali di riferimento.
Le architetture sono così concepite: Borderless enterprise,  intesa come rete senza confini, che prende forma in un concetto di azienda sempre più estesa che si contrappone al modello a silos, che inserisce nalla catena a monte e a valle delle aziende, estendendosi a fornitori, clienti, partner, con lavoratori che operano anche a distanza e in movimento;  Collaborazione, abilitata dal convergere  delle tecnologie voce, dati e video sulla rete Ip. “E’ questo un tema  centrale, ha enfatizzato Bevilacqua. E’ necessario cambiare modo di lavorare, utilizzando tecnologie collaborative per essere più produttivi. E Cisco vende produttività, che aiuta a fare profitti"; data center e virtualizazione, “Questo tema, ha proseguito, va visto come un importante cambio di paradigma tecnologico. La rete anche in questo caso gioca un ruolo fondamentale come elemento  per rendere dati disponibili ovunque e favorire processi di abbattimento di costi di esercizio e riduzione di consumo energetico”. Questi paradigmi architetturali andranno quindi a declinarsi in cinque principali mercati adiacenti, quali: la Sanità. Si calcoli che nel 2013 la spesa sanitaria impatterà per il 13% . “E’ questo un argomento topico, ha sottolineato Bevilacqua; l’obiettivo è utilizzare le tecnologie di collaborazione, la telepresence, per esempio, per mettere in contatto i medici nel caso di necessità di una 'second opinion', per assistere i pazienti nel post-operatorio, in generale per utilizzare tecnologie come telepresence e video per erogare sanità migliore a costi più bassi; Smart Grid, intesa come capacità di portare intelligenza sulla rete. In quest’ambito il tema della sostenibilità si combina con quello  dello sviluppo intelligente e sicuro delle infrastrutture elettriche che alimentano il Paese: reti Ip end-to-end per gestire la fonitura e il consumo energetico, dalla generazione elettrica alle utenze aziendali e residenziali; Smart & Connected Communities, strettamente connesso a Smart Grid per portare 'intelligenza' non solo al singolo ‘building’ ma alle città e alle comunità; Real Estate – in quest’ambito le reti IP possono trasformare il modo di gestire gli edifici  non tanto in una logica di servizi quanto più di 'energy saving' Sport & Entertainement – la fruizione degli eventi sportivi e le opportunità di 'intrattenimento' possono essere trasformate mediante l’utilizzo delle tecnologie di rete. “E’ un mondo quello sportivo, in particolare il calcio, ha dichiarato Bevilacqua, che sta fortemente cambiando. Cisco pensa di poter contribuire a questo cambiamento mettendo in campo tecnologie quali la videosorveglianza, la capacità di distribuire contenuti, il wireless”.
Dal punto di vista tecnologico la società continua inoltre a porre forte attenzione sul tema del video. Nel periodo 2008-2013 circa il 90% del traffico IP sarà video, così come lo sarà il 64% del traffico mobile. “Il video, ha commentato Bevilacqua, diventa sempre più un elemento abilitatore della trasformazione in atto; quello che però serve è la banda. Quello della banda larga è una tematica importante, che potrà contribuire a dare sviluppo e impulso al paese. In quest’ambito però i problemi non sono solo di accesso; a volte manca il coraggio degli imprenditori di fare certe scelte. E aziende come Cisco hanno il dovere di aiutare Cio delle aziende ad avvicinarsi al cuore dell’azienda, dove risiede il business. I Cio devono capire il ruolo della tecnologia come abilitatore del business e comprendere il ruolo dell’Ict per recuperare produttività, profitti e dare una spinta alla ripresa del Paese”. 

[tit:Una squadra nuova]
Idee chiare, ben definite quelle di Bevilacqua da portare avanti contando su una squadra di manager, alcuni presenti da anni in azienda, oggi chiamati a rivestire ruoli diversi. Un team insomma rinnovato, così composto: Eric Moyal, Canali di vendita indiretta; Paolo Del Grosso, che passa dalla direzione del canale a quella delle Operazioni Small Business & Commercial; Giorgio Pignataro, da Direttore Operazioni mercato enterprise alla gestione del team grando e grandissimi clienti; Carlo Degradi, System Enginner leader; Carlo Mirone, Direttore Operazioni Mercato Public Sector; Giovanni Marcu, direttore Operazioni Mercato Public Sector; Claudio Bassoli, Client Director; Fabio Florio, leader Expo 2015; Lele Dainesi, riconfermato nel ruolo di Executive Communication. La squadra è completata da responsabili di funzioni di staff. Dallo scorso agosto Danilo Ciscato, prima Direttore Marketing & Business Development di Cisco Italia, ha assunto   un nuovo ruolo, diventando Marketing Director per l’area Mediterranea.  
Pubblicato il: 19/10/2009

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